giovedì, Ottobre 29

I 5 mercati italiani in più rapida crescita in questo decennio Scopriamo come l'Italia si mantiene al passo con gli altri stati europei e addirittura su posizioni davanti a molti altri

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L’Italia non sarà lo stato più ricco o quello con l’economia più in crescita d’Europa, ma ciò non significa che non abbia i propri cavalli di battaglia in termini di sviluppo. Diversi settori hanno infatti visto una crescita significativa nel paese nel corso del decennio passato. Spaziando da mercati fortemente associati all’Italia, come quello della moda e del lusso, alle industrie più moderne, come quella della robotica e dell’e-commerce, gli imprenditori italiani sono riusciti a incrementare con successo i guadagni a nome dell’Italia.

Mentre non sorprende che l’Italia sia rimasta leader mondiale nel campo del lusso e della moda, altri numeri sono piuttosto inaspettati e testimoniano l’eterogeneità dell’economia nazionale. Per esempio, l’aumento degli introiti provenienti del settore del gioco d’azzardo online e del turismo del benessere hanno contribuito significativamente al prodotto lordo complessivo di uno stato che molti considerano non all’altezza di Germania e Regno Unito quanto a rendimento economico.

In questo articolo esamineremo le industrie in più rapida crescita in Italia e alcuni avvenimenti importanti che hanno segnato la loro ascesa negli ultimi dieci anni. Continua a leggere per scoprire come l’Italia si mantenga al passo con gli altri stati europei e addirittura su posizioni davanti a molti altri attraverso l’innovazione e la varietà.

     1. Turismo del benessere

Un settore che non viene citato spesso nei media principali, e a cui molti non pensano minimamente in relazione dell’argomento che stiamo trattando, è il turismo del benessere. Eppure questo segmento di mercato sembra fare scintille, con una crescita del 12,8% in soli tre anni, tra il 2015 ed il 2018, senza segni di rallentamento.

L’intera economia del benessere è rimasta stabile per tutto il decennio passato in tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi leader: si è posizionata nella top 10 per quanto riguarda le entrate provenienti da spa e altre strutture del genere.

Soltanto nel 2017, l’Italia ha ricavato 11,6 miliardi di euro dal settore del turismo del benessere, posizionandosi al 10° posto nel mondo. L’aumento delle entrate di 0,6 miliardi di euro rispetto al 2015 dimostra chiaramente che, in questo settore, l’Italia ha una delle economie in più rapida crescita nel mondo e che, se continua così, potrebbe presto scalare la classifica e superare qualche altro elemento della lista.

      2. Gioco d’azzardo

Quello del gioco d’azzardo è un altro mercato che ha mostrato una crescita significativa nel corso dell’ultimo decennio. Nel 2008, il fatturato globale italiano del settore era fermo a soli 47,8 miliardi di euro e nel 2017 il numero è più che raddoppiato, con un picco di quasi 102 miliardi di euro. Una grossa quota di queste entrate è stata incassata dai centri di scommesse sportive e dai quattro casinò attivi del paese, ma il anche il mercato online si è espanso rapidamente.

Parlando del prezioso contributo delle scommesse online alla crescita complessiva del mercato, solo nel 2018 le entrate dei casinò virtuali sono salite del 20,5% rispetto all’anno precedente e ammontavano a 72 milioni di euro.

È probabile che la situazione sia diversa nel 2019, a causa dell’aumento delle tasse e al discusso divieto sulla sponsorizzazione del gioco d’azzardo. Gli esperti hanno già segnalato un rallentamento nella crescita del settore. Un’altra prova inconfutabile è che i nuovi casinò sono meno disposti ad accogliere giocatori italiani tra le loro fila.

Ad esempio, questa lista di siti web di casinò fruibili dai giocatori italiani comprende circa 650 casinò virtuali. Se si filtra la pagina scegliendo un altro grosso Paese europeo come Germania, Grecia o Regno Unito, il numero di casinò che accetta i loro residenti sarà molto più alto, raggiungendo i 1000 e oltre.  Le eccezioni sono gli stati europei che hanno implementato un divieto per le pubblicità di scommesse. Perciò, i casinò aperti agli spagnoli ammontano a 500, che sono comunque tanti, ma sempre meno che negli altri casi.

E anche se il numero di aziende disponibili non indica le dimensioni di un mercato, l’offerta limitata rispetto agli altri stati non è comunque un buon segno. Nonostante l’incremento avvenuto in questo decennio, lo sviluppo del mercato delle scommesse probabilmente rallenterà nei primi anni ’20.

       3. Industria robotica

L’industria ‘di nicchia’ che non ci si aspetterebbe di vedere su questa lista è quella robotica, che sta costantemente crescendo in Italia da ormai qualche anno. Molti potrebbero non esserne al corrente, ma il Paese è al 4° posto nel mondo per l’industria delle macchine utensili. La robotica italiana è anch’essa in ascesa, poiché molte delle 400 aziende legate alle macchine utensili in Italia fabbricano anche robot di altro genere.

L’Italia è infatti la culla del mondo della robotica: Leonardo da Vinci ideò il primo modello di robot già nel 1495. Inutile dire che questo robot non era funzionante, ma le idee sono state mantenute e oggi le aziende italiane sono piuttosto coinvolte nella produzione di varie parti di robotica.

Gli italiani utilizzano la robotica in diverse sfere nella propria vita, di cui la medicina è forse la più rilevante. Migliaia di operazioni chirurgiche roboticamente assistite vengono effettuate negli ospedali nazionali ogni anno. Fra gli altri, progetti come LifeHand2, che è stata la prima mano bionica installata con successo su un corpo umano, nel 2014, dimostrano che gli esperti di robotica italiani possono lavorare spalla a spalla con i migliori del mondo.

       4. Mercato dei beni di lusso

L’industria che in Italia si è sempre posizionata bene e continua a farlo è quella dei beni di lusso. Con marchi quali Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Prada e Luxottica, tutti provenienti dagli Appennini, l’industria del lusso è sempre stata destinata a prosperare.

Secondo la sesta classifica Deloitte delle migliori 100 aziende internazionali di beni di lusso, l’Italia fattura il 14% dei profitti globali in questo ambito, con nomi del calibro di Luxottica, Prada e Giorgio Armani tutti nelle più alte posizioni.

L’industria del lusso è tra quelle che offrono più lavoro in Italia, con mezzo milione di persone impiegate nelle varie aziende di abbigliamento, gioielli e tessuti; molte di queste aziende sono produttrici di beni di fascia alta per il mercato dei VIP. Le 100 aziende più importanti hanno prodotto un totale di 247 miliardi di dollari di entrate nel 2017 a livello globale: ciò significa che ogni azienda sulla lista ha guadagnato una media di 2,47 miliardi di dollari sulle vendite, un numero incredibile per gli standard di qualsiasi altra industria.

        5. E-commerce

Sebbene l’Italia e altri stati dell’Europa meridionale abbiano un po’ tutti subito una crisi economica nel corso dell’ultimo decennio, lo shopping online ha visto una crescita significativa. Questo mercato ha ora quasi 20 milioni di utenti, un terzo della popolazione nazionale totale.

Moda, elettronica e apparecchi multimediali sono in cima alla lista dei beni più acquistati. Per il 2021, si prevede che gli italiani spenderanno oltre 18 miliardi di euro all’anno per questi e altri prodotti ordinati su internet, con una spesa media annuale per acquirente di circa 900 €.

Sebbene con la crescita dell’e-commerce si sia visto un calo nelle cifre per i negozi fisici, l’impatto è risultato positivo per l’economia nazionale complessiva ed è stato utile per la crescita generale: il PIL pro capite dovrebbe arrivare a più di 29.500 € per l’anno 2022.

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