martedì, Settembre 29

Hollande sta minacciando politicamente la Francia

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Parigi – François Hollande è probabilmente il presidente francese meno popolare di sempre. Ad un certo punto i sondaggi lo hanno posizionato come il peggiore nella storia della Quinta Repubblica francese, l’attuale sistema presidenziale secondo la Costituzione del 1958. Ciononostante mira alla rielezione. O quantomeno la maggior parte delle sue decisioni e la sua attitudine vanno in quella direzione. Ma ha un grave punto debole: i risultati ottenuti finora. Dall’economia alla lotta contro il terrorismo ha tremendamente fallito. Il quadro della sua presidenza è abbastanza chiaro e poco lusinghiero, dall’economia stagnante alla povertà crescente e al precariato tra i lavoratori, dal clamoroso fallimento nel rendere la Francia più sicura dopo gli attentati di gennaio 2015, alla situazione disastrosa sul fronte degli affari esteri, da una società profondamente divisa alla significativa crescita di estremismi di vario tipo. Nonostante ciò, i leader del giornalismo e i politici hanno incessantemente fatto previsioni sul suo successo alle elezioni presidenziali del 2017. E la cosa sbalorditiva è che potrebbe veramente riuscire in quest’improbabile impresa.

Le sue possibilità risiedono fondamentalmente nel giocarsi la carta della polarizzazione, che finora ha avuto successo. E i suoi sforzi in tal senso hanno prodotto qualche risultato. Hollande naturalmente è stato aiutato dalla situazione globale, la quale versa in infuocate tensioni etniche, religiose e sociali in tutto il mondo. E la Francia non è certo un’eccezione.

Hollande è stato eletto nel 2012 in un forte clima anti-Sarkozy. L’allora Presidente aveva fatto infuriare molte persone in vari ambiti a causa della sua leadership aggressiva e con la sua propensione verso l’eccessiva promozione di sé stesso e della propria vita privata. “Bling-bling” è diventato un problema serio per Sarkozy. Fin dall’inizio delle elezioni del 2012 è stato abbastanza chiaro a tutti gli osservatori che una rielezione di Sarkozy sarebbe stata abbastanza difficile. Al tempo veniva ampiamente descritto come un presidente autoritario che favoriva le classi benestanti della società alla quale apparteneva. E, anche all’apice della sua popolarità, aveva un’immagine controversa, senza mai rinunciare a fare affermazioni provocatorie, fallendo costantemente nel contenere il suo comportamento inaffidabile. Il principale e più pericoloso rivale in quelle elezioni si pensava fosse Dominique Strauss-Khan, all’epoca direttore esecutivo di IMF, che però subì una serie di questioni legali che offuscarono la sua immagine e fecero concludere la sua carriera politica.

In questo clima, Hollande poté emergere, vincendo le primarie del Partito socialista, con il compagno di partito Dominique Strauss-Khan fuori dai giochi e in assenza di un rivale serio per Sarkozy nei partiti più piccoli. Ciononostante, le elezioni furono difficili e non fu una vittoria facile per Hollande. Credere in un mandato forte da parte del popolo francese con una vittoria di 51,64% a 48,36% vuol dire avere un quadro distorto della situazione. Eppure, questo è ciò che sembra aver visto Hollande in quel risultato. Ed ha continuato con profonde riforme che hanno diviso ulteriormente la società francese.

Infatti, il primo sbaglio di Hollande da presidente fu il rifiuto di vedere la forte divisione di opinioni attorno alla sua candidatura e a quella di Sarkozy. Entrambi erano agli antipodi l’uno dell’altro. Sarkozy era visto come l’amico dei ricchi, mentre Hollande una volta disse che li odiava; Sarkozy era considerato una star fuori dal mondo, Hollande promise che sarebbe stato un “presidente normale”. E quella fu la promessa che perseguitò la sua relazione con la sinistra francese; inoltre egli dichiarò il settore finanziario come nemico giurato, ma ne divenne un forte sostenitore subito dopo le elezioni.

In beve, il messaggio di Hollande fu: votate per me, io non sono Sarkozy. La sua ossessione per il faccia-a-faccia andò ben oltre il fatto che il 48,36% degli elettori aveva scelto il suo rivale, e che molti preferirono non andare ai seggi. Quest’ossessione era così forte da portarlo a rispondere a un bambino che gli chiese di Sarkozy, durante un evento dopo le elezioni:«Non lo vedrai mai più».

Oggi, Nicolas Sarkozy è tornato in politica dopo una breve pausa dalla vita pubblica, riprendendosi la presidenza del partito e cambiandogli il nome in “Les Republicains”. E sebbene sia rimasto abbastanza popolare all’interno del proprio partito, il suo ritorno in politica è stato un grave fallimento. Dopo esser stato il principale decision-maker della destra, praticamente mai contraddetto all’interno del partito, Sarcozy è invece ora criticato da molti compagni di partito, e le sue politiche sono state spesso contestate da molti dei colleghi che una volta gli davano il loro appoggio automaticamente. La ragione di ciò è dovuta alla caduta della sua popolarità. Se guardiamo i sondaggi, è facile dire che le possibilità di Sarkozy di riprendersi l’Elysée Palace sono decisamente basse.

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