venerdì, Novembre 15

«ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali»: Signor Conte, taccia almeno La dichiarazione di ieri del Presidente del Consiglio grida vendetta. Ripercorriamo questi mesi di ‘diritti fondamentali’ sistematicamente violati

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Avremo modo di commentare quanto sta accadendo sul fronte migranti dopo la visita dei Presidenti Emmanuel Macron e Frank-Walter Steinmeier più avanti, dopo che la cronaca si sarà sfogata, a bocce ferme. Vedremo che si farà a Bruxelles, visto che le dichiarazioni a Roma sono una cosa e valgono per quel che valgono in questi tempi parolai, mentre i fatti si fanno a Bruxelles, e quelli sono gli unici che per davvero contano e potrebbero cambiare -o almeno iniziare a cambiare- la situazione.

Mi limito a richiamare l’attenzione su di una frase di ieri del sedicente ‘premier’ Giuseppe Conte pronunciata alla festa di Articolo 1. «Quando ho parlato di immigrazione non ho mai accettato la formula riduttiva di ‘porti aperti e porti chiusi’ e ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali». Poche parole che, per chi ha memoria del passato recente, recentissimo, la dicono davvero tutta sulla malattia di questi politicanti. Dice (e senza ridere, notate bene) «ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali».

Scusi, signor Conte, ma sta parlando di diritti dell’Uomo? Sta parlando di diritto internazionale?
In effetti sì, potrebbe pure aver ‘ragionato’, Le concedo il beneficio del dubbio, il fatto è che poi si è perso nel ragionamento e si è scordato di ‘agire’ nel «rispetto dei diritti fondamentali».

In effetti, più che da ridere c’è da piangere. Così oggi non parlo, ho parlato, anzi, scritto, per mesi, per tutti i mesi (ci son sembrati un’era) del I Governo Conte.
Taccio e invito a rileggere alcuni (pochi) dei miei (tanti) interventi in fatto di migranti e diritti fondamentali, per tutto questo tempo sempre puntualmente, sistematicamente violati.

– ‘L’insostenibile leggerezza, approssimativa e contraddittoria, del documento Conte sui migranti
– ‘«I migranti non vogliono tornare in Libia»: ne hanno diritto
– ‘Diciotti: appunti di diritto internazionale per il Ministro Salvini
– ‘Open Arms: crimine individuale e collettivo di tutti noi italiani
– ‘Quei migranti stavano affondando o no?
– ‘Asso 28: quel viaggio verso la Libia perseguibile dalla Corte Penale Internazionale
– ‘Amnesty: la triste conferma delle responsabilità del Governo italiano in Libia
– ‘Libia: dopo il report di Amnesty Conte farebbe bene a preparare una difesa per l’Italia
– ‘Diciotti: la squallida battaglia tra trogloditi dell’umanità
– ‘Salvini e il suo decreto migranti incostituzionale
– ‘Decreto Salvini: incompetenza, volgarità, stupidità e cattiveria assurte a legge
– ‘Decreto Salvini: il ‘Ciapa lì e porta a cà’ di Mattarella al ‘pajass’ del Viminale
– ‘Migranti: signor Conte, che aspetta a denunciare sé stesso e il suo Governo?
– ‘Migranti RIportati in Libia: violati i diritti dell’uomo
– ‘Dalla Diciotti alla Sea Watch: duemila anni di civiltà nella spazzatura
– ‘Salvini: il Senato non potrà salvarlo da Corte Europea sui diritti dell’uomo e Corte penale internazionale
– ‘Caso Diciotti: fine, e … fine corsa per il diritto
– ‘Lampedusa: là dove Salvini viola la legge per interposta persona
– ‘Ci sarà un giudice pronto a fermare il fuori legge Salvini?
– ‘Migranti, Italia denunciata all’Aja, ora tocca ai giudici italiani muoversi
– ‘Migranti e denuncia alla Corte Penale Internazionale: Ci sarà pure un giudice a Roma!
– ‘Sea Watch e ordinanza CEDU: la vittoria di Pirro di Salvini
– ‘Sea Watch: ora il capitano denunci Ministro e funzionari
– ‘Sea Watch: i reati della Comandante e quelli dell’Italia
– ‘Lezione di Diritto al ‘giudice’ dei giudici Salvini e compagnucci

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.