venerdì, Ottobre 18

Guiana Francese, l’Oltremare potrebbe incendiare l’Eliseo

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Da diversi giorni interessata da un imponente movimento di protesta sociale che è sostenuto con forza dalla popolazione, la Guiana Francese entra di prepotenza nella campagna per l’Eliseo, e, secondo alcuni analisti, la crisi potrebbe propagarsi.

Un collettivo di 37 organizzazioni sindacali, l’Union des travailleurs guyanais (UTG). che chiedono un ‘piano Marshall’ per migliorare condizioni economiche, sicurezza e servizi nel territorio d’oltremare francese, ha convocato  uno sciopero generale ad oltranza che è iniziato oggi. Le proteste hanno anche portato al rinvio del lancio del razzo Ariane V, che avrebbe messo in orbita un satellite per il Brasile, dal centro spaziale europeo a Kourou.

La Guiana francese è un territorio di 90mila chilometri quadrati in America meridionale, che confina con il Suriname e il Brasile, in cui vivono quasi 250mila persone, la metà dei quali ha meno di 25 anni. Oltre il 40% di questi giovani lasciano la scuola senza un diploma. Inoltre, il Paese vede un importante afflusso di immigrati clandestini.  Il malcontento sociale ha diverse origini, ma nasce soprattutto dal forte tasso di disoccupazione (22% contro il 9,7% in Francia) e di lavoro precario, da condizioni di vita molto al di sotto di quelli a Parigi, da una gestione dei servizi sanitari insoddisfacente. Il territorio fatica anche a gestire l’esplosione demografica nella regione, causata da alti tassi di natalità e immigrazione, provenienti da diversi Paesi, tra cui il Brasile.
Da sottolineare che il malessere dei territori d’oltremare francesi non è affatto una novità, le crisi dal 2000 in avanti, con una punta particolarmente grave nel 2009, a Guadeloupe, si sono ripetute, con alla base già i problemi di oggi
I manifestanti chiedono maggiore sicurezza il tasso di criminalità  è otto volte superiore a quello della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra- e più lavoro dal momento che il tasso di disoccupazione ha raggiunto quasi il 29%, altresì sono richieste infrastrutture come ospedali, stazioni di Polizia, e maggiori investimenti dell’impresa elettrica EDF. «Il Governo deve rispondere rapidamente a queste aspettative», ha detto il Ministro dell’ambiente, Segolene Royal, che ha fatto un viaggio in Guiana dieci giorni fa, dicendosi «impressionata dalla precisione delle aspettative».

Sabato è arrivata nella capitale, Cayenna, una missione intergovernativa di alto livello, ma i manifestanti si sono rifiutati di incontrarla. La situazione di tensione ha spinto i principali candidati all’Eliseo a posizionarsi. Il leader del movimento En Marche, Emmanuel Macron, ha rivolto un appello ‘alla calma’, mentre la leader dell’estrema destra, Marine Le Pen, ha detto che comprende i blocchi: «La Guiana sta male, i nostri connazionali stanno come noi tutti. Non ne possono più».

Air France ha cancellato tutti i voli verso il territorio sudamericano, tanto per domenica che per lunedì. Dalla scorsa settimana, ci sono barricate nelle strade e il dipartimento di Stato americano ha allertato a non viaggiare nel territorio francese, evocando il rischio di violenze. Il Governo di Parigi ha inviato una delegazione per negoziare; ma invece di mandare il Ministro interessato, Ericka Bareigts, il premier Bernard Cazeneuve ha spedito una missione interministeriale di alto livello; e 13 dei 22 sindaci locali hanno rifiutato di incontrarla, chiedendo che i Ministri francesi vadano di persona.

Guyane : le soulèvement prévisible d’une France d’outre-mer délaissée’, titola oggi ‘Le Figarò’, sostenendo che si tratta di una crisi annunciata. La dettagliata analisi delle responsabilità della Francia per la situazione nel Paese appunta l’attenzione su insicurezza e disoccupazione, sarebbero le ragioni principali che hanno portato allo sciopero generale, secondo il politologo che firma il servizio, Patrick Karam, già delegato ministeriale per i territori d’oltremare dal 2007 al 2011. Il Presidente e il suo Governo, afferma Karam, devono trarre le conclusioni dal deterioramento della situazione in Guiana francese che potrebbe portare a conseguenze imprevedibili e una deflagrazione di tutti i territori d’oltremare.

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