sabato, Ottobre 24

Guerra all'e-book image

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magic book with a landscape

Qual è lo ‘Stato dell’arte’ della lettura in Italia? E chi compone lo ‘zoccolo duro’ dei lettori?
L’acquisto dei libri è in continuo calo, così come in costante aumento il numero delle librerie in crisi o in chiusura totale, ultima della serie la libreria Croce di Roma. Tra i lettori, dalle ultime indagini, sembra che i bambini e le donne siano la base di ‘lettori forti’ che ancora giustifica l’esistenza di una filiera del libro.

Questo, almeno, è quanto emerge dalle indagini commissionate nell’ultimo periodo dal Centro per il Libro e la Lettura e da IBS a due società, la Nielsen e la Nectar.

Ma la statistica, è noto a tutti, è una scienza molto giovane e ancora suscettibile di miglioramenti e cercare di rispondere a queste domande in Italia è difficile e sconfortante, ma non da oggi né da ieri, da sempre. La Cultura, e quindi anche la lettura, è la Cenerentola di questo Paese, trascurata da chi governa e dalla politica in generale; così come lo sono l’Istruzione e le iniziative che riguardano le arti e il patrimonio paesaggistico e culturale italiano.

Così, in questo panorama deprimente, alla fine dello scorso anno, è arrivata la meteora Amazon con la sua pubblicità martellante del suo prodotto di punta: il ‘Kindle’, un piccolo dispositivo elettronico che permette la lettura di e-book.

Improvvisamente la maggior parte degli italiani ha scoperto l’esistenza del cosiddetto ‘libro elettronico’. Con un certo ritardo, è bene ricordarlo, visto che il primo a parlare di ‘testi elettronici’, nel lontano 1970, fu un americano, Michael S. Hart che non solo era un serio attivista per i diritti umani ma era anche un appassionato lettore; a lui dobbiamo lo splendido Progetto Gutenberg che dal 1971 ha via via messo online, a disposizione di chiunque e gratuitamente, migliaia di libri in formato digitale perché chiunque potesse leggere senza alcuna spesa. Di certo Hart non era uno che amasse poco i libri, ma con ogni evidenza il suo intento era quello di diffondere la possibilità di leggere a costo zero per tutti. Il progetto ha pubblicato ad oggi più di 45mila libri in formato digitale e molti di questi sono classici.

In Italia, dove già lettura e libri sono temi di nicchia, del Progetto Gutenberg e poi di quello tutto italiano avviato da Liber Liber, il Progetto Manuzio, si sapeva poco o nulla, ma grazie al marketing pubblicitario dell’azienda di Jeff Bezos -Amazon- gli italiani, per l’appunto hanno scoperto l’e-book. Ma, insieme a loro, molta parte degli attori principali della filiera del libro (soprattutto editori e distributori) hanno percepito a rischio la loro posizione egemonica, quella consolidata negli anni e da sempre statica. Sono quindi più di quarant’anni che all’orizzonte si profila, quella che eminenti studiosi hanno definito ‘La Quarta Rivoluzione’ (cfr. Gino Roncaglia, per le edizioni Laterza, Bari 2010), eppure in questo lasso di tempo quasi nessuno tra i grandi gruppi editoriali italiani ha stimato utile e/o necessario affacciarsi su quanto prometteva questa nuova tecnologia.

Anzi, se possibile si è fatto di peggiosi è dichiarata un ‘guerra all’e-book’.

In realtà, come per tutte le guerre nessuno vuole assumersi la colpa di averla scatenata e tantomeno, visto che siamo nell’epoca dei droni, vi manda truppe. Eppure questa guerra mai dichiarata agli e-book serpeggia nei discorsi al bar, tra caffè macchiati e brioche, e più tardi sul marciapiede tra chi aspetta il metrò e segue le pubblicità di Amazon sui maxischermi delle stazioni. La guerra prosegue in ufficio, sulla scrivania del collega che sfoglia indisturbato il suo quotidiano e inciampa nella pubblicità dell’iPad di Apple, con quella splendida ragazza che legge sulla spiaggia tenendo tra le mani un Tablet invece di un classico libro. Per non parlare poi dei social network, il campo ideale per questa guerra di parole.

Difatti da mesi è qui che hanno iniziato a rimpallarsi le prime scaramucce, che poi sono degenerate nella guerra vera e propria, combattuta sule testate di alcuni quotidiani e su molti Blog autorevoli, dove un giorno qualcuno ha cominciato a condannare l’e-bookreo di voler soppiantare nientemeno che ‘Il Libro’!

Ecco, l’equivoco nasce proprio da questo punto iniziale. Un equivoco alimentato ad arte da chi, invece di innovare ed essere al passo con il progresso, ha preferito rinchiudersi nella sua torre d’avorio. In primis gran parte degli Editori italiani.

Sfruttando le scarse conoscenze informatiche dell’italiano medio, a cui nessun Governo ha offerto una necessaria ‘Alfabetizzazione Informatica’, la filiera dell’editoria ha messo in giro slogan tendenziosi e generici che hanno avuto però buon gioco sulla popolazione disinformata. Così abbiamo dovuto assistere a persone che rivendicavano il loro diritto (non alla lettura, sia chiaro) ma a godere del ‘profumo della carta’!

D’altra parte il nostro Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, guidato da Dario Franceschini, in questi mesi di presidenza di turno del Consiglio dell’UE nulla ha fatto per indirizzare o correggere la legislazione in merito all’IVA sugli e-book (che è al 22% mentre quella dei libri cartacei è al 4%) o la necessità di finanziare l’introduzione dell’editoria elettronica in ambito scolastico, sostituendo i classici testi cartacei con i più dinamici, multimediali e aggiornati e-book.

Forse per arrivare a un rapido armistizio, e poi a una pace definitiva, basterebbe prendersi il disturbo di conoscere e capire: cos’è un e-book, quanto costa, quali vantaggi offre a lettori ed autori. Conoscere le estreme potenzialità di questo piccolo archivio di dati, che chiamiamo e-book, e capire che chi millanta di una possibile sostituzione del libro, con ogni probabilità, non sa di cosa parla né di quali differenze esistano tra i due mezzi di comunicazione. Peggio ancora: alimentare insofferenza e indifferenza verso l’e-book può condurci a gravi rischi.

Ne citerò solo qualcuno, per non indossare le vesti di Cassandra:
– perdere il treno di questa splendida rivoluzione non-violenta
– lasciare il monopolio di questa creazione a poche aziende per il loro personale business
– rallentare quella parte del progresso civile e democratico, per coloro che non dispongono di grandi mezzi economici.

Ci sarebbe ancora molto da dire sugli sprechi della filiera editoriale, su quelli della produzione della carta e sulle attività dei maceri, ma sarà per un’altra volta …

Ricordate che l’e-book è solo un piccolo archivio, se lo aprite al suo interno troverete script, codice testuale e poche altre cose tecnologiche, un piccolo granello di scienza che però può cambiare il corso della Storia, avvicinatevi con curiosità, ne rimarrete conquistati.

 

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