lunedì, Ottobre 21

Grillini in difficoltà, ma non lo sanno. E se alla fine restasse solo Casaleggio? Echi molto gravi: la reazione violentissima e piena di insulti che Grillo ha rivolto alla ‘piazza’ pro-TAV, i colti, i competenti da opporre al popolo ignorante ma latore di verità. Ma i duri e puri finiscono sempre male. Robespierre trovò un Fouché, Ernest Röhm trovò Heinrich Himmler

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Grillini e Casaleggio, TAV, i ‘sapientoni’, i ‘giornaloni’, l’odio, l’‘incultura’. Avete visto ‘Il ponte delle spie’? Io si. In tema di finezza eleganza e senso della democrazia di questo Governo è sempre bene tornarci, anche se, pare, le critiche scivolano sula loro pelle come l’acqua sull’unto. Ma tant’è. Questo vale per tutti del Governo, ma in particolare per i grillini, sempre più in difficoltà, ma anche sempre più ignari di esserlo. Basti guardare all’incendio -non ancora spento, e quando lo sarà potrebbe poi covare sotto la cenere- dei senatori Paola Nugnes e Gregorio De Falco. Non a caso si stanno rifacendo vivi il comico e il ben noto Dibba, mai parchi di volgarità urlate anche malamente -non che Di Maio sia da meno, appena reduce dall’aver dato del ‘fighetto’ a Giuseppe Sala, che, a onor del vero, l’aspetto del fighetto proprio non ce l’ha, semmai Giggino, al massimo un po’ disinvolto nell’acquistare alberi, ma insomma è poco cosa. Che costoro siano poi orchestrati dalla Casaleggio & co., magari attraverso quello che io chiamoInnominabile’ (per i lettori che non mi conoscono, intendo Rocco Casalino), è cosa più che probabile, ma anche più che preoccupante, anche perché cominciano ad esservi echi molto gravi anche altrove.

Per esempio -e la cosa è secondo me gravissima, perché spezza radicalmente la ‘logica’ del partito della Casaleggio-Grillo-Robespierre del Vesuvio (Luigi Di Maio)-Joseph Fouché (Dibba)-: la reazione violentissima e piena di insulti che Grillo (in questo caso portavoce di tutti) ha rivolto alla ‘piazza’ (cioè alla gente, alle persone) pro-TAV, di Torino, cioè, a mio parere, pro-logica. E, detto per inciso, l’incontro tra il concentrato Danilo Toninelli e l’omologa francese Elisabeth Borne, è rivelatore del fatto che quella piazza ha ragione da vendere -per non parlare dell’intervento di ieri della Commissione UE. La Francia, infatti, dice seccamente: pensateci un altro po’, se volete, ma avete stipulato un trattato internazionale per fare il TAV e l’UE ci riempie di soldi … per dire, ‘vedete come vi dovete mettere, perché noi a quei soldi non rinunciamo’ e i trattati le persone per bene li rispettano! Insomma, visita inutile e umiliante, quella di Doninelli alla Borne, bastava una telefonata (un interprete si trova, no?), ma si sa, è ormai ogni giorno così … se solo si pensa a Palermo ….

Tornando alla piazza: non solo e non tanto perché in quella piazza c’era anche la Lega, cioè il partito del vero ‘capo’ del Governo, che, come sulla prescrizione, vuole ora vincere la battaglia del TAV, avendo appena portato a casa quella sul TAP. Non solo per quello, ma perché quella era una piazza numerosissima e il partito di Grillo sulla piazza e sulla pretesa di rispettarla e di eseguirne la volontà (benché indotta, come sempre, ma non solo da lui) ha costruito tutta la suacarrierapolitica. Ora, a quanto pare, il popolo non è più il popolo’, ma sono i popoli’, ce ne è più di uno, non solo quello che costoro consideranoloro’ -sia pure istruendolo con una propaganda martellante, e la diffusione continua di notizie fasulle che circolano invadenti sui cosiddetti social, dove, come è purtroppo umano, la moneta cattiva caccia la buona, anche perché quest’ultima è più scarsa! Ora si scopre che c’è un altropopolo’, del quale non è nota, a loro, la dimensione, ma che c’è, ed è numeroso, e per di più sostenuto dalla Lega, quindi loro avversario per definizioneavversario?, eh no, loro non hanno avversari, solo nemici. Ma non sono assieme al Governo? E poi vi stupite che non si capisce più nulla!
E quindi, il superpopulista Grillo (con echi da parte degli altri) grida contro la piazza dei borghesi’, parola che diventa un insulto. Che vuol dire Grillo e i suoi (posso immaginare cosa uscirà presto dalla bocca barbuta di Dibba) con la parola ‘borghese’? Ricco, ladro, sfruttatore, bugiardo … tutti quelli che sono a favore del TAV sono ricchi, ladri, ecc.
Eccessivo? Certo, altro che eccessivo. Ma preoccupante, anzi terrificante quando si legge sul quotidianoufficialedel partito, quello che non sarà privato dei finanziamenti pubblici se ne ha e non sarà discriminato e insultato, questo titolo: ‘Il giornalone unico in piazza nel nome degli affari’. Chiaro? Se siete a favore del TAV, non siete persone che pensano con la loro testa e non condividono le smanie finto-ambientaliste dei grillini; non parlo di quelli che da anni hanno manifestato onestamente e lealmente contro il TAV, ma dei tanti che seguono senza pensare e di quelli che mettono le bombe. Addirittura si rovescia (sì, lo so, eccedo un po’, ma solo un pochino) la logicanormale’: i cattivi sono quelli che scendono pacificamente in piazza, ibuoniquelli che divelgono cancelli, rompono macchinari costosissimi, mettono le bombe! A Grillo pare riuscito il miracolo di resuscitare lamaggioranza silenziosa’ -quella che distrusse ‘il ‘68’, i ‘quadri’ della FIAT-, ma che bravo. E poi, i ‘giornaloni’, loro che si sono appena spartita la RAI!

E infatti, addirittura Grillo in persona … scrive, con qualche frase criptica («La borghesia oggi appare con l’occhiale spesso e strano, con infinite magliette e infiniti colori da spalmarci sopra, non deve certo farsele sponsorizzare dall’elettrauto sotto casa»? non capisco ma mi adeguo), ma poi tocca subito il punto centrale per lui -che ripete sempre, che ripetono i suoi adepti Robespierre in testa- i sapientoni, i professoroni, quelli che ‘sanno’, i colti, i competenti da opporre al popolo ignorante ma latore di verità (magari ‘suggerite’ da lui stesso o da Rousseau, nel senso della ‘piattaforma’ o meglio, da chi la gestisce), che poi sono quelle sciocche e banali, della ‘decrescita felice’, cioè della povertà diffusa e della ignoranza, in un Paese devastato dall’incuria del suolo è una cosa allucinante. Eppure si sa, è scritto in tutti i libri (che forse perciò Grillo e Casaleggio non vogliono che il popolo legga), che quanto più il popolo è ignorante, tanto più lo si controlla da pochi, controllati a loro volta dai pochissimi che sanno’. È il Grande Fratello, no? Diffondere l’ignoranza, fabbricare verità e … gestire in separata sede, ‘aumm aumm’, come si sono aumentate le tasse locali nella finanziaria in discussione al Parlamento, ‘aumm aumm’.
Evviva: la società della comunicazione che proprio grazie ad essa potrebbe diffondere cultura a piene mani, diffonde, invece, ‘incultura’ e odio, odio per chisa’, odio per chi la pensa diversamente, odio per chi è diverso, odio per gli stranieri. E infatti prosegue, senza vergognarsi: «Ha una tradizione di ‘gente studiata’ e, oggi, non si vergogna di dare agli altri dell’ignorante» … ma Grillo di che parla: qua dell’ignorante (e fosse solo questo) lo date ogni giorno voi a tutti, a cominciare dai competenti che voi disprezzate, e se ne vedono le conseguenze.

Ma guardate che non finisce qui, perché va avanti: «Abbiamo i parrucconi, che si sono trasferiti nei talk show abbandonando i salotti buoni dove lasciano i figli annoiati a tirare su e iniettarsi dolci nettari d’oblio per scordarsi almeno per qualche ora dell’ipocrisia», come Desirée? Ma, al di là della angoscia linguistica, ma se i ‘talk show’ sono occupati in pianta stabile da Di Maio, Dibba, Grillo, Casalino, Bonafede, Lezzi, ecc., ecc., ecc. E guai se, parlando con loro, cosa tecnicamente impossibile, cerchi di dire un pensiero, che dico, una frase compiuta, perché memori delle lezioni di Berlusconi, se appena apri bocca ti saltano addosso urlando e, si sa, i parrucconi sono vecchi, hanno vocine flebili e tremanti … ragionano, roba da chiodi! Appunto, così: «chi se la prende con i congiuntivi di Di Maio e chi cede alla tentazione di far rivivere Kossiga al Ministero dell’Interno», cioè sono i ‘borghesi’ che hanno voluto Salvini al Ministero? E poi dicono che Juncker beve!
E infatti al sindaco toscano (avversario, evidentemente) che protesta per il mancato riconoscimento dello stato di calamità naturale, uno dei sottosalvini (tal Gian Marco Centinaio) risponde elegantemente «bla bla bla»: così si governa che credete? Altro chemancanza di sensibilità’, come dice Gramellini, questa è violenza allo stato puro! Anche peggio, credo, delle parole del consigliere comunale Bosco (della Lega) che si lamenta che una ragazza mussulmana difenda le idee liberali e libertarie italiane: «sei pericolosa, molto pericolosa», le dice.

Questa, comunque, è l’informazione dei grillini, e, dunque, questo spiega le volgaritàche non restano solo tali, perché sono violente e pericolosissimedi Di Maio e Dibba, contro i giornalisti ‘puttane’, da punire nell’unico modo in cui pensano di poterlo fare: approfittando del potere che hanno, per tagliare i fondi alla stampa e fare leggi e leggiucole varie contro la stampa nemica. Sciocchi anche, perché la grande stampa ricca e bene organizzata, altre fonti di finanziamento, o meglio altri modi di finanziamento, li trova in un quarto d’ora. Mentre quella piccola, magari avventurosa, magari ricca di idee ma povera, di soldi non ne trova: ecco il vero nemico di Grillo, chi ha idee e non ha paura di dirle … finché può farlo, ancora per poco, ci pensa Robespierre.

Questi piccoli emuli di Trump, pensano di poterlo imitare, ma la vicenda di Trump dimostra che malgrado tutto la ‘CNN’, il ‘New York Times’ e il ‘Washington Post’ -e ora addirittura la ultra-trumpiana ‘Fox’ si allea con la ‘CNN’ nella vicenda del giornalista cacciato dalla Casa Bianca- stanno esattamente dove stavano. Ma certo c’è sempre l’altra soluzione, più pratica e più semplice, quella degli ‘amicisovranisti sfegatati, Recep Tayyip Erdogan, Viktor Orban, re Salman (e il suo erede designato Mohammed Bin Salman) e, perché no, Vladimir Putin e, nel suo piccolo si difende anche Joseph Muscat o chi per lui e via reprimendo. Per altro, vedasi l’‘amicaAustria: la prima, insieme all’Olanda, tempestiva, ieri, a invocare la procedura d’infrazione contro l’Italia e il suoottimobilancio da ‘non arretriamo di un millimetro’.

Parlando dell’Innominabile, l’altro giorno, facevo notare (ironicamente, calma, ironicamente) come alcune affermazioni e atteggiamenti facessero pensare alla SA, la Sturmabteilung tedesca, alle forze dure e pure (oggi, diremmo come i pasdaran, altro bell’esempio di libertà di pensiero!) i fondatori di Dachau, non a caso ‘fatta fuori’ dalle SS (gli Schutzstaffeln) che poi ne hanno tratto insegnamento.
Per carità, nessun paragone è possibile, niente a che vedere tra questo Governo e il fascismo. Salvini parla al proposito di demenza o di ex comunisti ubriachi ecc., ma ci sono dei punti in comune, del resto ricorrenti: i duri e puri finiscono sempre male. Robespierre fece fuori Danton e altri, ma trovò un Fouché, pronto a fare fuori lui; Ernest Röhm trovò Heinrich Himmler. Ora si tratta solo di aspettare e vedere.

Certo, permettetemi di scherzarci un po’ su, tanto non molti dei destinatari potranno seguire i riferimenti storici, roba da parrucconi, a Napoli una famosa canzone dice «Pízzeche e vase nun fanno purtóse», mutatis mutandis: un po’ di ironia non fa male a nessuno. E dunque, mi pare, sono in atto due durissimi conflitti e senza esclusione di colpi. Il nostro Robespierre vesuviano (non avellinese, dottor Sala, poi così ci si fa prendere in contropiede) se la dovrà vedere con il Fouché romano in arrivo dal Nicaragua, il vincente, -però, la diarchia non funziona mai-, dovrà vedersela molto presto con il sempre più forte Salvini nelle vesti di un bonario Himmler, ma alla fine vuoi vedere che resterà solo Casaleggio? senza manco gli associati, giusto qualche teatro di provincia per il comico.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.