lunedì, Aprile 6

Grecia – Israele – Cipro: un asse a rischio?

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Atene – I primi ministri di Grecia e Israele, Alexis Tsipras e Benjamin Netanyahu, e il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, si sono riuniti a Nicosia il 28 gennaio scorso in un incontro al vertice per rafforzare la cooperazione regionale in particolare nel campo dell’energia.

Il giorno precedente, il 27 di gennaio, il primo ministro greco, accompagnato da otto suoi ministri, ha visitato Israele e ha discusso col primo ministro del Paese. Sono stati firmati accordi su vari temi, dal turismo e l’ambiente alla cooperazione militare, la tecnologia e l’energia. Il primo ministro israeliano ha accolto il collega greco con calorose dichiarazioni d’amicizia e cooperazione tra i due Paesi.

Il giorno prima della visita di Alexis Tsipras, il ministro della difesa israeliano aveva visitato Atene e incontrato il collega greco Panos Kammenos. La cooperazione tra i due Paesi sul tema della difesa è vitale per l’aeronautica israeliana, che usa lo spazio aereo greco per le esercitazioni. I due ministri della difesa, Kammenos e Yalon, hanno usato toni duri per condannare il terrorismo dell’ISIS e il ruolo della Turchia, che collabora con l’organizzazione nel traffico illegale di petrolio dalle aree occupate dallo Stato Islamico in Siria e Iraq.

Le dure parole dei due ministri ad Atene hanno provocato la reazione di Ankara che, nonostante le numerose prove a loro sostegno provenienti da varie fonti, non ritiene vere le accuse. Washington è arrivata in soccorso ad Ankara cercando di separare la propria posizione da quella di Israele e di proteggere la Turchia dalle accuse russe a riguardo.

In questo panorama, l’incontro trilaterale al vertice tra la Grecia, Cipro e Israele a Nicosia è stato molto importante e rappresenta un successo. La riunione ha portato a due decisioni principali: la prima riguarda la cooperazione energetica dei tre Paesi per esportare in Europa il gas di Israele e Cipro. Il primo ministro israeliano ha appoggiato in modo assoluto l’idea di un gasdotto nel Mediterraneo orientale da Israele a Cipro, Creta e la Grecia continentale per poi arrivare fino in Italia. Ciò è importante se si considera che anche a Israele esiste una lobby appoggiata dagli Stati Uniti per esportare il gas del paese e quello di Cipro passando per la Turchia.

Per motivi geopolitici propri, gli Stati Uniti sono ansiosi di poter fornire un ruolo alla Turchia e di farla partecipare alle risorse energetiche del Mediterraneo orientale. Questa generosità statunitense verso la Turchia, ovviamente, va a discapito di Cipro e Grecia, ma anche della sicurezza strategica di Israele.

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