sabato, Dicembre 14

Grecia: i musei costano di più

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Atene – Lo scorso venerdì il Consiglio centrale di archeologia ha approvato un aumento del biglietto d’ingresso per i musei e i siti archeologici greci. Pochi giorni fa il Ministro della Cultura greco Aristides Baltas ha affermato che tale incremento mira a evitare l’aumento dell’IVA al 23% per l’istruzione privata.

Il nuovo biglietto per l’Acropoli di Atene, che oggi costa 12 euro, salirà a 20 (da 6 a 10 quello ridotto): il prezzo includerà la visita dei lati nord e sud, anche se non è stata ancora discussa la possibilità di un biglietto unico come avviene già per altri monumenti. Per il sito archeologico di Cnosso, che registra un aumento delle visite, il biglietto passerà da 8 a 15 euro (da 3 a 6 ridotto), mentre il biglietto del Museo archeologico di Epidauro costerà 12 euro invece degli 8 che il visitatore è chiamato a pagare oggi. Gli aumenti degli ingressi coinvolgeranno i musei cosiddetti “simbolici”, come il Museo archeologico nazionale di Atene e il Museo archeologico di Heraklion, dove il prezzo è di 10 euro (5 ridotto), mentre raddoppierà quello del Museo bizantino e cristiano di Atene (8 euro).

I nuovi prezzi saranno validi dal 1° gennaio 2016 per il solo periodo estivo (da aprile a ottobre), mentre nei mesi invernali è prevista una riduzione del 50% per consentire a «tutti, soprattutto ai greci, di visitare siti archeologici e musei a costi contenuti». Numerose le reazioni alla notizia, prima fra tutte quella dell’Associazione per l’archeologia d’emergenza, che in una nota ha annunciato che l’aumento del costo dei biglietti d’ingresso comporterà l’esclusione di gruppi finanziariamente deboli dai luoghi di cultura.

Matoula Scaltsa, docente di Storia dell’arte e museologia presso l’Università Aristotele di Tessalonica e presidente dell’Associazione nazionale di museologia, ha risposto alle nostre domande.

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