lunedì, Ottobre 21

Grazie Orlando, finalmente in pista la Corte costituzionale Ordine pubblico e sicurezza sanitaria, diritti dell'uomo, rispetto della Costituzione e del diritto internazionale. Per Salvini non è compito dei sindaci di occuparsi di ciò. Attendiamo la Corte costituzionale

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Come sempre accade, e purtroppo sempre più spesso, nei momenti di difficoltà e di tensione le parole diventano grosse e le reazioni non sempre coerenti. E spesso, ci si trincera dietro fatti ‘tecnici’ per dire l’ovvio, ma tacendo il doveroso. Avevo scritto ‘giusto’, ma ho corretto in ‘doveroso’: un giurista conosce solo due parole, lecito e illecito. ‘Giusto’ per un giurista non significa nulla.
Il Sindaco Leoluca Orlando, e con lui altri Sindaci (il cui unico merito è di essersi accodati), con toni più o meno accettabili, dichiarano pubblicamente di non volere applicare quella norma del cosiddetto Decreto Sicurezza, che, stabilendo che i migranti umanitari’ (cioè quasi tutti i migranti, perché si tratta di quelli che fuggono non da guerre, ma da persecuzioni e da disastri naturali) non hanno più diritto ad ottenere la residenza, li mette, in pratica, sulla strada, senza più la possibilità di avere lavoro (se ne trovano), una casa, o più specialmente l’assistenza sanitaria.
Norma voluta da Matteo Salvini e applaudita dai 5S; è cosa di oggi la dichiarazione espressa col solito ghigno allegro da Luigi Di Maio per la quale il reddito di cittadinanza (quello dei Nocchieri del Missipipì, per intenderci) non sarà dato ai migranti … finché qualche giudice non si accorgerà che è incostituzionale.

Ma ho cominciato parlando di un fatto tecnico. Sì, perché l’ex giudice costituzionale Cesare Mirabelli ha detto che i sindaci non possono rifiutarsi di applicare la legge. E basta, a quanto so, non ha aggiunto altro. Quindi, in realtà, non ha detto nulla, ha detto solo l’ovvio. Il giudice Mirabelli lo sa benissimo e se voleva dire di più poteva farlo. Io da quel modestissimo giurista quale sono, dico che quella frase è corretta, ma ovviamente banale. È certo, peraltro, che non solo i sindaci devono rispettare la legge.
Ma -e non rispondo a Mirabelli, per carità-, vediamo cosa accade.
Accade che alcuni sindaci abbiamo reagito a quella norma, o meglio, alla necessità di applicarla oggi, facendo notare due cose. Una ovvia, ma non presa in considerazione dal Governo e dal Parlamento, e cioè che mettere improvvisamente sulla strada migliaia di persone implica un grosso problema per le città, un problema non solo di ordine pubblico, ma principalmente di assistenza. E alla luce di questa prima cosa, hanno dettonoi non possiamo farlo a cuor leggero proprio per la responsabilità che ci compete’. Ma, certo, se il Governo vuole questo, opporsi non si può a condizione che, però, il Governo predisponga gli strumenti necessari e sufficienti a garantire che l’ordine pubblico e la sicurezza sanitaria non siano messi a rischio. In questo senso, cioè, i sindaci possono benissimo, anzi, debbono, dire di no, per ora di no, dato quanto ho detto.

Ma c’è un altro aspetto da vedere. Quello dei diritti dell’uomo e quello del rispetto dei trattati internazionali. Non è compito dei sindaci di occuparsi di ciò? Eh no, proprio no: è compito di tutti e ciascun cittadino, e quindi anche dei sindaci.
I trattati, ho detto, anzi, il diritto internazionale. Queste norme sono norme di diritto interno (questa è una cosa che nessuno dice mai, ma è fondamentale) e quindi vanno applicate da tutti: se è vero che un Sindaco non può non applicare una norma dello Stato, è anche vero che non può violare una norma di provenienza internazionale, ad esempio maltrattando delle persone (quale che ne sia la natura) o mettendole a rischio della vita o di malattie, o … torturandole. L’effetto della applicazione cieca di quella legge è, o potrebbe o non è anche quello? Alcuni sindaci pensano di sì, e non si assumono la responsabilità di essere accusati, personalmente e individualmente e sul piano penale, di torture, maltrattamenti, ecc.

Siamo (purtroppo la stupidità di questo Governo e la sua ignoranza delle basi del diritto è incredibile e porta a questo) ad un crinale: perché da una parte c’è quello che ho detto e dall’altra la pretesa del Ministro che i sindaci applichino la legge, pena la punizione.
Come dire: qualunque cosa fai, sbagli. E per di più, personalmente!
Intanto, però, la si finisca con questa buffonata invereconda, per cui se non sei d’accordo con Sua Santità Salvimaio devi dimetterti o essere cacciato via: crescete ragazzi e discutete, e, magari, fate le cose con maggiore professionalità, aiuterebbe molto non solo voi ma noi tutti!
Inoltre, forse, il sedicente premier che dice di essere professore di diritto, potrebbe ricordarlo dai suo studi di tanti anni fa le norme si applicano nella loro complessità: cosa vuol dire che ‘disapplicare’ una legge equivale a violarla? Dove lo ha imparato? E se la legge è incostituzionale, e se viola i diritti dell’uomo? Signor professore di diritto, se lo è dimenticato che sono stati condannati a pene pesantissime uomini che avevano ‘solo obbedito a ordini del tutto leciti rispetto alle leggi vigenti’, e altri che quelle leggi avevano scritto e votato, ma in che mondo vive?

Seconda cosa: a parte le norme di diritto internazionale, in questo Paese esiste una Costituzione, la quale fa almeno due cose importanti al fine di questo discorso: all’articolo 2 dice che l’Italia rispetta le norme sui diritti dell’uomo, e, quindi, una norma costituzionale obbliga a rispettare i diritti dell’uomo; inoltre, all’articolo 10, dice che chi al proprio Paese è perseguitato per motivi politici o non può esprimersi liberamente in politica ha diritto all’asilo: non solo quelli che fuggono dalla guerra, anzi di quelli la Costituzione non parla affatto, ne parlano i trattati che il Governo dice di volere applicare, si potrebbe dire perché quelli sì e quegli altri (che poi sono gli stessi) no?

Il crinale, dicevo prima. Qualunque cosa fai sbagli.
E in questi casi che si fa? Una cosa banalissima, senza dimissioni, ordini, strilli, decreti eccetera: si chiede ai giudici ordinari e costituzionali. Sia chiaro, non so Mirabelli, ma sono molti i giuristi italiani che pensano che quella legge sia in gran parte incostituzionale. E quindi bisogna che si arrivi ad un giudizio in merito della Corte Costituzionale.
Ma i sindaci, grida subito Salvini, non possono ricorrere direttamente (nota bene: direttamente) alla Corte costituzionale. Vero, non possono. E allora devono assistere indifferenti al degrado delle proprie città e al massacro dei diritti dell’uomo di migliaia di persone? Se vogliono possono (come ho già detto, io credo di no, ma ognuno si regoli per sé), ma se non vogliono violare nella sostanza la Costituzione, visto che il Parlamento non ha fatto nulla, possono usare un espediente, fare i legulei, se volete, come quelli che gli dicono che devono applicare e basta. Dato che alla Corte Costituzionale si può ricorrere solo se un giudice decide di farlo, si usa il mezzo che tutti usano e hanno usato comunemente per decenni: siprovocaun giudizio, si fa notare al giudice che l’applicazione di quella legge potrebbe violare la Costituzione, e il giudice ricorre alla Corte Costituzionale e quest’ultima decide.
Si è sempre fatto così da che mondo e mondo: perché non devono farlo anche i sindaci?
La Corte costituzionale deciderà ciò che è lecito e ciò che non lo è. Sta lì apposta!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.