domenica, Giugno 7

Grandi Laghi: quando Occidente e Vaticano abbandonarono i dittatori La Rinascita della Regione dei Grandi Laghi/3 Crisi politiche in Congo e Burundi prodotte da pace sbagliata. L’Occidente abbandona i due Paesi e la Chiesa cattolica prende le distanze dai dittatori

0

Prosegue la serie di servizi dal titolo ‘La Rinascita della Regione dei Grandi Laghi, che abbiamo iniziato pubblicare dal 3 dicembre 2019. Obiettivo: avere gli elementi del pregresso di Congo e Burundi per provare a capire quanto in quei due Paesi, strategici per la regione, sta accadendo.

Crisi politiche in Congo e Burundi

Le precarie situazioni in Congo e Burundi e i loro rispettivi governi disposticifrutto di dubbi accordi di pace, preamboli di future guerre, portarono inevitabilmente a profonde quanto pericolose crisi politiche.
La prima iniziata in Burundi nel 2015, la seconda in Congo nel 2016. 
Crisi generate dalla volontà di entrambi i Presidenti, Pierre Nkurunziza e Joseph Kabiladi accedere ad un terzo mandato presidenziale per perennizzare le loro dittature e continuare a saccheggiare i rispettivi Paesi.

Nell’aprile 2015, con la rivolta popolare contro i piani di Nkurunziza e l’immediata e cruenta repressione, inizia la stagione del terrore in Burundi che dura tuttora e che comporta un grave rischio di genocidio per la minoranza tutsi burundese.
Nel 
2016 inizia il caos politico in Congo. Non potendo direttamente accedere ad un terzo mandato, Kabila rinvia le elezioni previste nel dicembre e vara una politica che determina instabilità e terrore nell’est del Congo per mantenersi al potere. Le manifestazioni democratiche della popolazione vengono represse nel sangue e si da il via ad un tentativo di genocidio nella provincia del Nord Kivu della etnia Nande, utilizzando i terroristi ruandesi delle FDLR, e addossando la responsabilità ad una guerriglia ugandese, la Allied Democratic Forces (ADF), Alleanza delle Forze Democratiche, di origine islamica, sconfitta in Uganda nel 2004 e successivamente decimata e resa all’impotenza in Congo nel 2014.

Le crisi politiche in Congo e Burundi rappresentano un’occasione unica per le FDLR per rafforzare il loro potere nella regione in previsione di riconquistare il Rwanda e di terminare il ‘lavoro’ interrotto nel 1994.
Nell’est del Congo, le FDLR diventano l’alleato militare di Kabila e della sua strategia della tensione per rimanere al potere. In Burundi diventano i principali alleati di Nkurunziza, dopo il fallito colpo di Stato, tentato da una parte dell’Esercito guidato dal generale hutu Godefroid Niyombare. Nel 2018 le FDLR giocano un ruolo così predominante in Burundi da creare il dubbio su chi comanda realmente nel piccolo Paese africano siano proprio loro.

Vaticano e Occidente abbandonano le forze HutuPower

Le due crisi sono contemporanee a un cambiamento di assetti politici e convenienze economiche da parte delle potenze occidentali. Il sistema dittatoriale, l’alleanza del governo di Kinshasa con le FDLR e lo sfruttamento illegale delle risorse naturali nelle province dell’est erano diventate antitetiche agli interessi delle multinazionali occidentali.
L’entrata della Cina nel colossale giro d’affari iniziava a rappresentare una diretta minaccia per gli interessi occidentali nella Regione dei Grandi Laghi. Da qui scaturisce la necessità, per l’Unione Europea e gli Stati Uniti, di orientarsi verso un cambiamento di regime in Congo e la conseguente opposizione al terzo mandato di Kabila.

Anche la Chiesa Cattolica subisce un radicale trasformazione nella politica estera adottata nella martoriata regione grazie a Papa Francesco, che sostituisce lo storico appoggio alle forze HutuPower con una politica di integrazione regionale etnica ed economica mirante ad uno sviluppo armonioso e pacifico. Una politica che prende l’avvio dopo lo storico incontro tra il Santo Padre e il Presidente ruandese Paul Kagame, nel marzo 2017.

Durante l’incontro, per la prima volta un Papa ha il coraggio di ammettere le pesanti responsabilità della Chiesa Cattolica durante il genocidio ruandese, chiedendo perdono e assicurando il Presidente ruandese di un radicale cambiamento nella politica estera del Vaticano nella regione. Una promessa immediatamente mantenuta.
Durante il genocidio, circa il 60% delle vittime tutsi 
sono state massacrate all’interno delle chiese e dei conventi attirati dal clero cattolico hutu con la falsa promessa di difenderli dalle violenze delle milizie genocidarie.

Il Vaticano silenziosamente ma con chiara determinazione, inizia a marginalizzare le compimenti religiose al suo interno pro HutuPower. Vari missionari italiani troppo coinvolti nel sostegno della ideologia genocidaria, arrivando al punto di dirottare aiuti umanitari per far confluire i fondi alle FDLR, vengono progressivamente richiamati in Italia, con la scusa della loro età avanzata. La diminuzione del nefasto ruolo delle correnti Hutu all’interno del clero cattolico della Regione dei Grandi Laghi viene portata avanti contemporaneamente ad un attivismo politico di matrice cattolica, rivolto direttamente contro i dittatori Joseph Kabila e Pierre Nkurunziza.

La Chiesa Cattolica diventa il fulcro e il portavoce della resistenza democratica in Congo contro Kabila, pagando un forte tributo di sangue: chiese saccheggiate e date alle fiamme, preti trucidati.
Anche in Burundi nasce l’opposizione al regime all’interno della Chiesa Cattolica, per quanto la sua efficacia si dimostri nettamente inferiore, rispetto quella facente capo al clero congolese, ciò causa il maggior controllo esercitato sul Paese dal ‘Signore della Guerra’ Pierre Nkurunziza.
Dinnanzi a questa opposizione democratica dei cattolici (del tutto inaspettataNkurunziza fonda una propria chiesalChiesa di Rochet, basata su deliri HutuPower con l’obiettivo di sostituirla al cristianesimo classico.
Le forze cattoliche pro
hutu sono costrette obbedire agli ordini del Santo Padre, ma il legame ideologico maturato in oltre sessant’anni, e gli incomprensibili disegni politici di queste forze interne alla Chiesa, risulteranno più forti della conversione consigliata da Papa Francesco. Alcune realtà, congregazioni e ONG, adottano una politica che in apparenza si adegua al nuovo corso del Santo Padrema dietro le quinte continua ad appoggiare le FDLR e il dittatore Nkrurunziza.

Scelte incomprensibili, considerando che le FDLR continuano a professare l’ideologia del genocidio di tutti i tutsi, non solo in Rwanda ma nell’intera regione dei Grandi Laghi, mentre Nkurunziza esteriorizza la sua natura di sanguinario dittatore e si vanta di aver ucciso decine di bambini durante la guerra civile del 1993  2004. Addirittura afferma che un fantasma di un bambino di sei anni da lui ucciso gli appare in sogno. Dopo averlo perdonato, il fantasma gli offrirebbe suggerimenti sulla guida del Paese. E che dire dei saveriani che nel settembre 2014 subiscono l’orribile triplice omicidio delle suore Lucia PuliciOlga Raschietti e Bernadetta Boggian, colpevoli di aver scoperto gli addestramenti delle milizie burundesi Imbonerakure nel Sud Kivu, Congo fatti dai terroristi ruandesi delle FDRL?
Il manda
nte del massacro delle suore saveriane è stato il numero due del regime HutuPower, il generale Adolphe Nshimirimanaucciso dallo stesso Nkurunziza 11 mesi dopo, nell’agosto del 2015. All’epoca le indagini di vari giornalisti burundesi ed europei vertevano anche su un misterioso traffico di medicinali dal Congo al Burundi gestito dal Generale Nshimirimana utilizzando i veicoli della diocesi di Kamenge, gestita dai saveriani. Un traffico sempre negato dalla congregazione missionaria italiana.

(La prima parte, I Grandi Laghi scoprono il potere HutuPower, è stata pubblicata il 03 dicembre 2019; la seconda parte, ‘Grandi Laghi: il dolore di Congo e Burundi’, è stata pubblicata il 04 dicembre 2019; la terza parte sarà pubblicata il 06 dicembre 2019)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore