lunedì, Settembre 21

Gran Bretagna, il sì della discordia alla vendita di armi all’Arabia Saudita

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Per l’Alta Corte di Londra è del tutto legale la vendita di armi da parte della Gran Bretagna all’Arabia saudita e può continuare. A stabilirlo in questi giorni un giudice, mettendo fine all’azione legale della Campaign Against the Arms Trade (Caat) contro il bombardamento dei civili nel conflitto in Yemen.

La massiccia esportazione di armi all’Arabia saudita usate dalla coalizione guidata dagli stessi sauditi in Yemen nella guerra contro i ribelli sciiti Houthi, può dunque continuare. La corte ha assolto il governo dal non aver interrotto le vendite pur sapendo perfettamente che le stesse armi venivano usate contro obiettivi civili.

L’accusa era stata mossa a febbraio dall’organizzazione umanitaria perché vi era il divieto di stipula di commesse belliche quando queste rappresentino un «chiaro rischio» di violare la legislazione umanitaria internazionale vigente. La vendita di armi era diretta all’Arabia Saudita, che l’Onu e altri osservatori internazionali accusano di aver bombardato civili.

Il tribunale, c’è da dire, ha esaminato metà delle prove per tre giorni a porte chiuse per questioni di sicurezza nazionale, visto che il materiale fornito alla corte era di importanza strategica e divulgarne i contenuti sarebbe stato dannoso.

Ricordiamo che la Gran Bretagna ha stipulato un accordo con la monarchia saudita di 3,3 miliardi di sterline in commesse belliche solo negli ultimi tre anni. E l’ultimo incontro ad parile tra Theresa May con il re saudita Salman non ha fatto altro che rinsaldare questi legami.

Dall’associazione che aveva proposta la causa si parla di «un semaforo verde per la vendita di armi a brutali dittature e violatori dei diritti umani».  «Siamo davvero delusi da questa sentenza: la Gran Bretagna vende bombe all’Arabia saudita in Yemen e la coalizione guidata dai sauditi uccide i bambini in continue violazioni del diritto internazionale», il commento di Save the Children.

A sostegno di questa causa anche il Labour di Jeremy Corbyn: «Vogliamo un processo di pace e non un’invasione», ha detto il segretario, che aveva presentato una mozione l’anno scorso. Ora il caso passerà in appello.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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