giovedì, Dicembre 12

Gran Bretagna: cosa c’è da sapere sulle elezioni in 3 minuti

0

La Gran Bretagna torna alle urne per le elezioni generali anticipate. I cittadini britannici sono chiamati oggi a scegliere i 650 che siederanno alla Camera dei Comuni, cioè la Camera bassa del Parlamento. A contendersi lo ‘scettro’ la conservatrice Theresa May e il laburista Jeremy Corbyn.

Per avere la maggioranza, in teoria un partito dovrebbe ottenere 326 dei 650 seggi della Camera dei Comuni, ma in pratica ne dovrebbero bastare circa 323 dal momento che il partito nazionalista irlandese Sinn Fein boicotterà Westminster non insediandosi nei seggi che vince in Irlanda del Nord.

L’esito definirà quale sarà l’approccio di Londra alla Brexit, ma sul voto si è allungata l’ombra dei due attacchi terroristici, quello del 22 maggio alla Manchester Arena e quello di sabato sera nel centro di Londra. La Brexit, il servizio sanitario e il costo della previdenza per gli anziani sono stati i tre temi più discussi di questa campagna elettorale in Gran Bretagna, ma la questione terrorismo ha rimescolato le carte. Corbyn è arrivato a chiedere le dimissioni di May dopo l’attentato di Londra, perché nel periodo in cui lei era ministra dell’Interno dal 2010 al 2016 ha presieduto al taglio di 20mila unità nella polizia in Inghilterra e Galles. «Jeremy Corbyn è stato per 30 anni amico dei terroristi di mezzo mondo», ha replicato il ministro degli Esteri Boris Johnson. Mentre la premier, a poche ore dal silenzio elettorale, ha preannunciato leggi speciali contro il terrorismo: «Se servono a fermarlo, straccerò anche le leggi che proteggono i diritti umani».

Theresa May è salita al potere nel luglio 2016, sconfiggendo gli sfidanti candidati a guidare il partito conservatore, dopo le dimissioni di David Cameron a seguito del referendum del 23 giugno. Jeremy Corbyn è colui che ha riportato i Labour sulla via del socialismo, dopo la virata verso destra di Tony Blair. Ma buona parte del suo gruppo parlamentare mal lo digerisce. Punta tra le altre cose, alla rinazionalizzazione dei servizi pubblici privatizzati, misure contro l’austerity, eliminazione dei contratti precari e l’università gratuita.

Ma secondo gli ultimi sondaggi i conservatori rimangono avanti sui laburisti: secondo ‘ICM‘, la May sarebbe in vantaggio di 12 punti attestandosi al 46%.

(video tratti dai canali Youtube del Financial Times e del Telegraph)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.