martedì, Novembre 12

Governo: occhio alla guerriglia degli stellini Di Maio con Davide Casaleggio è stato il principale avversario della formazione di questo Governo, la convocazione in Farnesina dei ministri stellini, in una sorta di contro-consiglio-dei-ministri, è atto di guerra

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Tra oggi, lunedì, e mercoledì, il nuovo Governo dovrebbe ottenere la fiducia delle Camere, e quindi iniziare a lavorare nella pienezza dei poteri e anche nella pienezza della possibilità di critica. Quindi mi limiterò, in attesa di leggere un programma che abbia un senso operativo e non sia solo l’elenco di tutto quello che ci piacerebbe fare o ottenere dalla vita e dal mondo, a qualche spigolatura.

A cominciare da quel ‘programma’ con il quale il Presidente Conte si è presentato al Capo dello Stato, che è a dir poco un compitino rituale, anzi, l’elenco dei capitoli della riforma del mondo conosciuto e non solo, del tutto privo delle soluzioni. E quindi, a costo di sbagliarmi, ora come ora questo Governo è un punto interrogativo; anzi, è un nulla, visto che anche la sbandieratissima impugnazione della infame legge del Friuli contro gli stranieri, era stata predisposta … dal precedente Governo, cioè dallo stesso Presidente, anche se l’istruttoria, stranamente, non era andata a sentenza!

Questo Governo, peraltro, ha, e ciò si vede fin da ora, qualche punto fermo nella scelta di qualche Ministro, a cominciare dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha una sua ben precisa e definita fisionomia non soltanto ‘politica’, o, se preferite, partitica, ma specialmente culturale e di competenza.
Ecco, competenza, un tema e un problema del quale sempre si parla per dire che “quello” non ce l’ha senza mai trovare chi ce l’abbia. Qui abbiamo di sicuro due (forse tre) punti molto chiari e solidi: il Ministro dell’Economia, appunto, che, criticato stupidamente perché è uno storico e non un economista, ha trascorso una vita ad occuparsi di economia e, specialmente, lo ha fatto nel Parlamento europeo, dove ha conquistato rispetto e stima e … competenza: lui ci andava al PE! È, insomma, uno che conosce i problemi e, come scrivevo l’altro giorno, ‘parla la lingua dell’Europa’, cioè agisce e pensa e progetta nel quadro di una visione non grettamente provinciale, come è stata quella del precedente Governo, e specie di quelle parti di esso più provinciali e legate alla propaganda, quando non alla ossessione, nazionalista. Non tutti i latori di quella mentalità sono fuori dal Governo, e meno che mai dalla maggioranza, ma l’astrusità dei temi e la competenza e sicurezza del Ministro, potrebbero indurre il Governo ad ascoltare e ragionare, piuttosto che lamentarsi e piatire, pur nella piena consapevolezza del fatto che la nostra situazione economica è pessima e può solo peggiorare. Insomma, almeno dovremmo essere al riparo dalle buffonate espresse dai balconi e dalle ritirate altrettanto buffonescamente mascherate da aggiustamenti di conti!

Il secondo punto di forza è il Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, che (una cosa da fare ridere se non avesse fatto piangere) il suo predecessore, Matteo Salvini, afferma di non conoscere … il Prefetto di Milano! Che, si dice sempre, è un tecnico, quindi non è un politico. E allora?
È una cosa che si dice sempre come se fosse, a seconda dei casi, un fatto negativo o positivo. Non è né l’una né l’altra cosa. Infatti, con buona pace di Giggino e Giggetto (nel caso il mitico Dibba) l’idea secondo la quale ‘i problemi si risolvono senza guardare né a destra né a sinistra’ (cosa che è una castroneria stellare … forse perciò tanto cara agli stellini?), sarà immediatamente smentita proprio dalla politica che dovrà fare il nuovo Ministro: un Ministro privo di Facebook, Twitter, Instagram ecc.; come sarebbe bello se il Presidente del Consiglio (figuriamoci!) disponesse che tutti ne facciano a meno, si ricomincerebbe a vivere normalmente e a capire qualcosa di politica.
La soluzione del problema dei migranti non si raggiunge, lo abbiamo ben visto, con i provvedimenti disordinati e violenti del precedente Ministro (e, quanto a questo nemmeno del suo predecessore Marco Minniti), ma con altri metodi più maturi e attenti alla realtà e molto più complessi: appunto, però, invece della radicala cacciata degli stranieri e del clima di odio creato da Salvini in Italia, si faranno cose diverse e più ‘umane’ e quindi (lo ho scritto più volte su questo giornale e quindi rinvio a quanto ho già detto per abbreviare) giuridicamente più corrette. Cioè con una scelta che è politica, perché è necessariamente tale ogni volta che si deve “scegliere” tra diverse alternative. Ma, penso di poter dire, il nuovo Ministro avrà un vantaggio non da poco: non essendo leipolitica’, potrà devolvere al Parlamento le scelte e quindi democratizzarle. E scusate se è poco.

Probabilmente un ottimo Ministro si rivelerà la Ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, proprio per la su vissuta competenza. Ma su questo vedremo. Ciò che va detto è che il modo elegante e ironico con il quale ha affrontato gli insulti a lei rivolti per il vestito e non so che altro, dà, già da solo una sterzata di stile e di compostezza finora ignoto, ma specialmente eleva il personaggio di una spanna su molti altri suoi colleghi.

Quanto al Presidente Giuseppe Conte -e mi fa piacere di vedere che il mio giudizio negativo su di lui trova conferma nei sondaggi pubblicati in questi giorni- e confermando che a me gli ‘uomini buoni per tutte le stagioni’ non piacciono, ho trovato di una volgarità insopportabile lastrizzatina d’occhioa Luigi Di Maio, una sorta di nipote viziato che ha fatto i capricci e al quale Conte ha in quel momento voluto ‘donare’ una caramella, dopo averlo un po’ bistrattato. Insomma, l’indicazione nonché di unaintesadi una complicità.
E questo è gravissimo, perché Di Maio con Davide Casaleggio è stato il principale avversario della formazione di questo Governo e quindi dello stesso Conte. Ciò mette, va detto, il Governo stesso in una luce sinistra.
Perché, se è vero come è vero, che il Governo ha oggi un programma e non un contratto, cioè ha quella che il Governo dichiara essere unavisione comune’ e una ‘alleanza prospettica’, mostra anche che una parte cospicua del Governo intende silurare o almeno boicottare alcune delle decisioni prese e che Conte ne è benevolmente consapevole. Se mai ci fosse stato bisogno di dimostrare che Conte è un rappresentante degli stellini, sarebbe bastata quella struzzatina d’occhi a togliere ogni dubbio. Sia chiaro: essere uno stellino non è in sé un male o una cosa da criticare: ciò che è inaccettabile, è lo spirito ‘autosilurante’ con cui, grazie a quella strizzatina d’occhi parte il Governo.
Esagerazioni? Forse, ma.

Ottenuto Di Maio un Ministero di quella importanza, con l’aria di avere ottenuto una mela marcia (non conosco abbastanza diplomatici per poter valutare come la abbiano presa loro la nomina, ma, se non altro conoscendo la loro simpatica tendenza alla ‘puzza sotto al naso’, oso immaginare che non siano proprio felici), ha però -forse per ingraziarsi gli ‘aristocratici’ diplomatici e certamente su richiesta e imposizione dello strizzatore di occhi (come dico: lo zio che lo ha sgridato ma gli ha dato la caramella)- scritto una letterina ai diplomatici, che sembra (appunto!) la letterina alla mamma con i buoni propositi per l’anno venturo, nel perfetto stile di quelle comunicazioni generiche e caramellose, inutili.
Basterebbe ricordare che, dopo avere sottolineato le qualità e le competenze dei diplomatici (lui, che manco ha iniziato una Università!), afferma deciso che l’azione del Governo risponderà agli interessi del Paese (sic!) nella convinzione che la diplomazia potrà contribuire a ‘rispondere ad interrogativi concreti’. La diplomazia che risponde agli interrogativi, confesso, mi affascina!

Ma poi, succhiando felice la caramella, si è dato da fare … secondo la strizzatina d’occhi (sì, lo so, io sono sospettoso: sono uno ‘scienziato’, è il mio mestiere), innanzitutto convocando alla Farnesina i ministri stellini, non credo solo per fargli ammirare la nuova sede (peraltro notoriamente orrenda), in una sorta di contro-consiglio-dei-ministri … si comincia bene. Non è, come si dice da taluno, una ‘sgrammaticatura costituzionale’ è un atto di guerra, anzi, l’inizio di una guerriglia istituzionale. Specie se si pensa che immediatamente sono iniziati i borbottii, le proteste, i caveat, ecc. naturalmente nei confronti di affermazioni o presunte affermazioni dei ministri del PD.
E così, mi sono giocato anche la possibilità di ottenere un qualche incarico dal Ministero degli Esteri!

Una notazione per concludere. Come noto, lo ha visto chi mi legge, non ho alcuna stima o simpatia per Beppe Grillo, né come comico (a mio giudizio da avanspettacolo) e meno che mai come politico, in quanto autore di un ritorno ad un qualunquismo se possibile ancora più becero e cinico di quello di Giannini, ma ho trovato disdicevole, disgustoso, volgare, inaccettabile che si siano dedicati articoli di prima pagina alle (se vere disdicevoli assai) avventure del figlio, che, fatte o presunte fatte da chiunque altro avrebbero determinato un trafiletto in sesta pagina e senza nomi e cognomi per la ‘privacy’.
Potrei dire che così Grillo impara sulla sua pelle quanto facciano male certi attacchi non pienamente o non ancora documentati, ma non è così. La cosa è disgustosa. E, aggiungo, non è migliore quella fatta da chi afferma che nel suo giornale di quelle cose non si parlerà come sarebbe suo costume, con riferimento chiaro alle vicende di un noto personaggio’.

Questo è il peggio del peggio. Le notizie, io sommessamente credo, si danno sempre e tutte con il rilievo che ogni notizia merita, indipendentemente dagli attori di esse. E quindi vanno date sempre e comunque, perché tacerle equivale a tradire il mestiere del giornalista; ma la cosa peggiore è dire o scrivere, pomposamente, ‘io di quella notizia non parloperché la mia qualità etica è diversa … ma intanto l’hai detta.

La mia mamma mi diceva che questa è ipocrisia, e non mi strizzava l’occhio, anzi, aggiungeva un ceffone a quello che già mi aveva dato. Ma io sono di altri tempi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.