lunedì, Novembre 11

Governo: ‘Attenti a quei due’ (o tre) Pensieri di un Corazziere di picchetto per la crisi di Governo / 4

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Ormai è chiaro che la ‘mia’ Elisabetta non farà il Presidente del Consiglio (almeno non a questo giro, per il futuro non disperiamo), ma comunque il posto da Presidente del Senato non è male, durerà certamente di più, e in ogni caso la porterà ad essere continuamente qua per le stanze del Quirinale. E magari passa pure negli alloggi di noi Corazzieri. E mi pare altrettanto chiaro (ma in politica, se una settimana è un periodo lunghissimo come diceva Winston Churchill, anche qualche manciata di ore può avere il suo gran peso) che adesso tocca al ‘dinamico duo’ Luigi Di Maio & Matteo Salvini. E non si lasceranno scappare l’occasione.

Resta da vedere chi indicheranno come Presidente del Consiglio di sintesi. Io qualche idea ce l’ho, più che altro per i nomi che ho origliato sussurrare nelle stanze presidenziali e non solo. ‘Attenti a quei due’ vien da dire, che magari sono anche capaci di governare inaspettatamente bene, e allora chi li ferma più. Resta da vedere quanto ciascuno riuscirà a frenare l’altro sulle cose peggiori (e ce ne sono, Dio se ce ne sono) o se invece non funzioneranno da moltiplicatori delle reciproche fallacie. ‘Attenti a quei due’, o non piuttosto ‘a quei tre’? Ché il Puttaniere di Arcore non si sente e non è affatto fuorigioco, e se non gli prende l’ennesimo coccolone può influenzare in maniera pesante la vita dell’Esecutivo. O la non vita. Ché è un maestro dall’ottenere il massimo dalle carte che ha in mano, in questo caso i pochi parlamentari rimastigli, e soprattutto i pochissimi che ancora non vedono l’ora di traslocare armi bagagli e prossima rielezione dalle parti del leader neoleghista. Che tesse le sue trame, in gran parte alla luce del sole: bisogna dar atto di questo sia a Salvini che a Di Maio. E quanto ai Cinquestelle preannunciano che sottoporranno al voto dei loro militanti (sempre via Rete) il ‘Contratto di Governo. Che a questo punto sono pronto a scommettere che ci sarà (il Governo oltre che il Contratto). Quanto al resto, e ai membri e ai contenuti effettivi non resta che aspettare. Credo davvero poco, o almeno poco rispetto agli oltre due mesi passati dalle elezioni del 4 marzo scorso.  

Quanto al Putto di Rignano (sull’Arno) è soddisfatto perché crede di aver fatto una gran mossa tattica spingendo verso il Governo Cinquestelle-Lega. E’ la sua unica possibilità di sopravvivenza, certo, sua e del suo manipolo di madonne e smadonnanti fiorentini. Che poi questo possa permettere di sopravvivere anche al Partito Democratico è tutt’altra questione. Da quello che si ascolta per i corridoi del Quirinale, e sin nella delegazione dello stesso PD, la sua non è stata una gran trovata. «Quousque tandem…» sino a quando Matteo abuserai della nostra pazienza sembrano dire i cittadini, che poi sono e saranno gli elettori, e sembrano dire dirigenti e militanti Dem. Anzi non è che ‘sembrano’, lo dicono proprio, e mi sa che per lui il tempo della fine rapidamente e rovinosamente si avvicina.

Intanto io qua sto, noi qua stiamo, e tra poco ricomincerà a salire qualcuno ‘ufficialmente’ al Quirinale. Uno uscirà Presidente (del Consiglio).  

(Continua)

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