venerdì, Dicembre 13

Governo, alla stretta finale Pensieri di un Corazziere di picchetto per la crisi di Governo / 2

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Allora, a quanto pare, presto mi toccherà tornare a fare la guardia alla porta, starmene impalato per qualche ora a fissare il nulla o giornalisti che si agitano e politici che si alternano (che del nulla sono meno gradevole variante), pensando ai casi miei ed ai casi del Paese che come Carabiniere ho scelto di servire. E ci vuole un bel fegato, ed una bella tenacia, per continuare ad essere legato a questi miei ideali antichi anche se sono giovane, ma la cosa che più mi rende sereno (ma sereno vero, non come intendeva quel toscanello sbruffone) è essere rimasto fedele ai miei ideali di ragazzo. Lo diceva mi pare qualcuno, non ricordo chi, ma deve essere stato uno che da queste parti, e da questa porta, c’è passato spesso, anche se non ne è mai uscito da Presidente del Consiglio.

E, insomma, che tocchi ad un autorevole ‘Grand commis’ dello Stato, ad una ‘Riserva della Repubblica’, o a qualcuno scelto congiuntamente da Di Maio e Salvini, in qualche modo Sergio il risultato lo sta per portare a casa. Sia chiaro, giusto nella mia testa oso chiamare Mattarella così, e ogni volta che lo faccio un po’ mi commuovo e devo stare attento che se sono di servizio alla porta non se ne accorgano le iene dattilografe che ho davanti, come le chiamava uno di cui mi ricordo invece bene nome e cognome, e il musino da topo con quei suoi baffetti, che pure più di una volta è passato da queste parti anche se io, naturalmente, allora lo vedevo solo in televisione. Non è un gran danno che non sia più della partita, di nessuna partita se è per questo, anche se ai vinti, come mi insegna il mio codice d’onore, bisogna pur rendere l’onore delle armi. Anche se quello, più che un vinto, è stato un malmostoso suicida.

Ma, insomma, iene dattilografe o non iene dattilografe, freno la commozione pensando al nostro Mattarella. ‘Nostro’ degli italiani e ancor più di noi Corazzieri che ci consideriamo tutti un po’ suoi figli, anche se come età potremmo ben essere suoi nipoti. Ma guarda un po’ se devo scivolare così quasi nel sentimentale, proprio io che i sentimenti tengo a tenerli a freno e non spubblicarli, ma attenzione che mi si reinumidisce l’occhio… Ma, ariinsomma, un qualche risultato Sergio nostro pare che stia per raggiungerlo. ‘Luigi & Matteo’ a quanto pare avranno un’altra, probabilmente ultima, chance. E mi sa che questa volta portano a casa la pagnotta, che nessuno dei due ha voglia di fare il patacca, come direbbe quel mio amico romagnolo, e in ogni caso sono in una posizione di ‘win win’ come direbbe quel mio amico americano, se avessi un amico americano. Comunque vada sarà un successo (per loro, per l’Italia ne dubito un po’, e magari un bel po’, ma questo è un altro discorso). Se fanno il Governo mettono a frutto i tanti consensi elettorali cha hanno dato loro gli italiani, che se no potrebbero davvero arrabbiarsi, e mi sa che sono già ‘in cima’, vedendo che dalla scelta di premiarli con il voto non deriva ancora nulla. E, del caso, mi sa che un Governo del genere non sarebbe tanto a breve termine. E che dalla loro gara a superarsi in positivo potrebbe pure scaturire qualcosa di buono per il Paese, e sarebbe quasi un miracolo, come quello auspicato da quel bravo Quirinalista Rai dai capelli bianchi e gli occhi cangianti che tanto turbano le sue colleghe. Se non lo fanno e si va al voto con ogni probabilità spartiscono la torta elettorale tra di loro, prosciugando i consensi dei Partiti del Putto di Rignano sull’Arno e del Puttaniere di Arcore, e così uno vincerà e l’altro farà comunque l’opposizione.

Poi resta da capire chi potrebbe essere l’incaricato di fare sul serio il Governo, e a quanto pare potrebbe essere per la prima volta una donna ad arrivare realmente al traguardo. A me la Presidente del Senato non dispiace da nessun punto di vista, tranne che da quello politico, e come si dice anche giù dalle parti della mia Meta di Sorrento «Gallina vecchia fa buon brodo», ma mi sembra difficile che sia lei, stiamo a vedere cosa succede, in ogni caso comincio a prepararmi che tra poco mi tocca tornare a fare il ‘guardiaportone’, e magari la volta successiva per aspettare l’uscita non dei tanti ospiti ciarlieri e inconcludenti del mio Presidente, ma dell’effettivo Presidente (o Presidentessa, ammesso che voglia usare questo orribile termine) del Consiglio.

(Continua)   

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