domenica, Luglio 21

Gmg, Papa Francesco: ‘Mondo in guerra, ma non di religione’ Incontro Renzi-May: «Lasceremo l'Ue, ma continueremo ad essere parte dell'Europa»

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Inizia oggi la seconda Giornata Mondiale della Gioventù di Papa Francesco, che quest’anno di svolge nella terra che fu di Papa Wojityla, la Polonia. Un viaggio in cui, accanto al carattere pastorale, spiccano diversi temi a sfondo politico che riguardano la Polonia nel suo insieme e in particolare la Chiesa polacca. Non è un mistero che all’interno dell’episcopato e del clero polacco vi siano obiezioni e resistenze più o meno manifeste rispetto al messaggio e allo stile di Papa Bergoglio. Gli inviti del pontefice all’accoglienza dei rifugiati e degli immigrati, infatti, sono stati accolti con freddezza dalle gerarchie ecclesiastiche nazionali, in gran parte schierate – più o meno apertamente – sulle posizioni del governo guidato da Beata Szidlo, che ha manifestato aperto dissenso verso le politiche migratorie dell’Unione europea.

Già lo scorso maggio il cardinale Kazimierz Nycz, arcivescovo di Varsavia, aveva ammesso l’esistenza di queste difficoltà. Per questo assume un’importanza particolare l’incontro del Papa con i vescovi della Polonia in programma oggi. Incontro a porte chiuse, nella forma del dialogo. La Chiesa polacca vive in modo particolare la memoria di Giovanni Paolo II, che dopo il terribile attentato dell’11 settembre 2001 espresse un rigetto assoluto dello scontro di civiltà e l’amicizia verso i musulmani, concetti ribaditi oggi dal suo attuale successore. Il mondo è in guerra, ma non si tratta di una guerra di religione: così Bergoglio sul volo da Roma a Cracovia. Aperture che tuttavia si scontrano con il chiaro atteggiamento di chiusura del Paese, sempre più arroccato su un nazionalismo intransigente malgrado le sue profonde radici cristiane.

Dopo il saluto del presidente polacco della Repubblica al palazzo del Wawel, il Papa ha rivolto il suo discorso alla Polonia per promuovere il suo messaggio di pace e accoglienza: «Occorre individuare le cause dell’emigrazione dalla Polonia, facilitando quanti vogliono ritornare. Al tempo stesso, occorre la disponibilità ad accogliere quanti fuggono dalle guerre e dalla fame; la solidarietà verso coloro che sono privati dei loro fondamentali diritti, tra i quali quello di professare in libertà e sicurezza la propria fede». Sempre nella giornata di oggi, la Polonia ha subito un nuovo richiamo da parte delle istituzioni europee, ormai convinte che «lo Stato di diritto è minacciato» dall’operato del governo. Questo, in sintesi, il nuovo avvertimento lanciato dalla Commissione europea all’esecutivo di Varsavia, a cui Bruxelles raccomanda di intraprendere una serie di azioni per rispondere alle preoccupazioni europee. Un annuncio che rappresenta un ulteriore passo verso la possibile adozione di sanzioni.

«La Brexit, è una decisione del popolo britannico che rispettiamo e che richiede da parte di tutti molto buon senso, tempi chiari e la certezza di un percorso». Lo ha detto il premier italiano, Matteo Renzi, durante l’incontro con il neo primo ministro britannico Theresa May che dal canto suo ha assicurato: «Continueremo a essere parte dell’Europa». Il presidente del Consiglio ha fatto sapere di aver concordato con May di lavorare insieme sul Migration Compact. Intanto l’ex ministro degli Esteri francese Michel Barnier è stato nominato oggi negoziatore capo della Commissione europea per trattare l’uscita del Regno Unito dall’Ue. Lo ha annunciato attraverso una nota il presidente dell’organismo, Jean-Claude Juncker. Barnier, in passato anche vicepresidente della Commissione Ue, dovrà gestire i negoziati sulla base dell’articolo 50 del Trattato dell’Unione. Di oggi poi la notizia che la Commissione Ue ha deciso di non multare Spagna e Portogallo per non aver ridotto il loro deficit e quindi violato le regole del Patto di stabilità. Lo hanno annunciato i commissari Moscovici e Dombrovskis, secondo i quali la decisione è stata presa tenendo conto delle difficoltà economiche e degli sforzi fatti finora dai due Paesi.

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