sabato, Ottobre 24

Gli USA e la neutralità Stati Uniti: sì cambio del governo costituzionale e no al colpo di stato

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Bangkok – Con molta serenità gli Stati Uniti hanno reso noto ai politici pachistani che manterranno la loro posizione di assoluta neutralità se le paventate e minacciate rivolte nella Nazione condurranno ad un cambio del Governo secondo “volontà costituzionali” ma anche che si opporranno con altrettanto grande fermezza ad un eventuale colpo di stato.

Il messaggio di Washington è stato espresso e fatto giungere al Governo ed ai politici delle opposizioni oltre che a tutti i vertici militari dall’Ambasciatore USA Richard Olson  in previsione delle pianificate manifestazioni di piazza paventate per la prossima settimana dal Pakistan Tehreek-i-Insaf e da alcuni altri partiti dell’opposizione pachistana, il che ha contribuito a creare ben più di qualche semplice timore su una eventuale spirale di violenza civile oltre che politica che possa andare fuori controllo. «L’Ambasciatore Olson s’è intrattenuto nel discutere lo scenario politico», ha affermato un politico pakistano che ha incontrato recentemente l’Ambasciatore USA ad alcuni media locali chiedendo, però, di non essere nominato come accade quasi sempre in questi casi. Olson, che ha avuto svariati incontri in precedenza, ha avuto un incontro anche con il capo del Jui-F Maulana Fazlur Rehman nella mattinata di martedì scorso. Un altro politico ha riferito che l’Ambasciatore USA ha affermato con chiarezza di essere in sintonia con le preoccupazioni degli Stati Uniti non solo a riguardo ai suoi incontri in essere ma allo stesso tempo vi è un diffuso atteggiamento nettamente contrario a qualsivoglia tipo di rivolta o presa di potere di tipo militare. Le speculazioni sempre più diffuse nella Nazione sono tutte intorno all’imminente e potenziale cambio di politica, man mano che si avvicina sempre di più la lunga marcia di protesta con correlativo sit-in in occasione del Giorno dell’Anniversario dell’Indipendenza pachistana. Un po’ tutte le rappresentanze straniere in Pakistan stanno da seguendo da vicino il corso degli eventi e lo stesso Olson ha avuto diversi incontri con i colleghi rappresentanti diplomatici, per seguire meglio e monitorare il quadro generale degli accadimenti.

In una Nazione dove la gente crede nel mito dell’influenza americana sugli sviluppi politici, le parole dell’Ambasciatore sono viste come un segnale bellicoso sulle cose a venire. Nessuno potrebbe essere più fedele seguace di quel mito del Primo Ministro Nawazi Sharif  in persona, sul quale un ex Ambasciatore USA ha annotato: «Il fatto che un ex Primo Ministro creda che gli Stati Uniti controllino l’elezione del vertice militare del Pakistan da fiato al mito dell’influenza americana qui in questo Paese».

Nei suoi colloqui riservati con i vertici politici e militari, l’Ambasciatore Olson ha affermato che gli Stati Uniti non prenderanno alcuna posizione nei confronti del Pakistan qualora il cambio del Governo giunga attraverso le vie costituzionali. E’ stato sentir dire che il test di valutazione ed il metro di riferimento è la Costituzione e che «Il cambio costituzionale sarebbe perfettamente legittimato». Questo messaggio chiaramente riguarda tutto l’arco politico che rappresenta l’intero Paese. La seconda parte del messaggio è diretto ai politici ed ai militari, ovvero che un colpo di stato sarebbe ritenuto atto inaccettabile e potrebbe significare anche l’immediata cessazione di ogni forma di aiuto e supporto.

 

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