mercoledì, Agosto 12

Giornata della Memoria e nuovi paladini della vita Il tema della difesa della vita, spesso viene letto e usato in chiave ideologica, settorializzandolo, come se la vita potesse essere valutata a segmenti, a seconda della sensibilità di gruppi e movimenti

0
1 2


Sarebbe interessante, nelle pertinenze, dalla Giornata della Memoria, provare a confondersi tra i partecipanti ad una marcia per la vita oppure a un family day, non si farebbe fatica a riscontrare che il cento per cento dei presenti sono contrari all’aborto. Naturalmente questo è logico. Si sentirebbero espressioni-mantra, come ‘la vita è sacra’, su cui è difficile non essere d’accordo. Ma se ci si sposta anche lievemente dall’argomento e domandando agli stessi partecipanti che cosa pensano degli stranieri che arrivano nel loro Paese, sia esso europeo o americano, si noterà che gli entusiasmi si attenuano con una certa rapidità. Lo stesso improvviso calo di adrenalina lo si registrerete qualora venga voglia di porre qualche domanda sui diritti degli omosessuali.

Negli giorni scorsi, a riprova del fatto che nelle cose del mondo regni una certa confusione, Donald Trump, intervenendo attraverso un collegamento video alla Marcia per la vita, una manifestazione antiabortista che tutti gli anni si svolge lungo le strade della capitale americana, si è concesso delle espressioni che, pronunciate da lui, sembrano perlomeno comiche. Il Presidente Usa attribuisce alla sua Amministrazione il merito di essere impegnata a proteggere «la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società».
Avete capito bene, si tratta dello stesso personaggio che vuole costruire un muro contro i disperati al confine tra Usa e Messico, lo stesso galantuomo che nei giorni scorsi aveva definito i Paesi africani con parole gravi, irriverenti, disumane, indegne non solo di un capo di Stato ma persino di un ubriacone colto in un momento di scarsa sobrietà. È lo stesso Presidente che litiga con tutti i capi di stato del Pianeta e alimentando tensioni pericolosissime. È sempre lui, questo singolare difensore della vita, che da subito si è distinto per la strafottenza sul tema del cambiamento climatico, responsabile quotidianamente di morte e rovina di esseri umani veri in carne ed ossa.

Ma non siamo di fronte ad un paradosso, il tema della difesa della vita, troppo serio per essere delegato a personaggi come il pittoresco inquilino della Casa Bianca, spesso viene letto e usato in chiave ideologica, settorializzandolo, come se la vita potesse essere valutata a segmenti, oppure a seconda della sensibilità di gruppi e movimenti, per lo più religiosi.

Credo qualunque persona normale possa e debba convenire sulla necessità di fare sparire del tutto il fenomeno dell’aborto, un vero dramma, sia per chi non arriverà mai a vedere la luce del sole, sia per le donne che, per un motivo o per un altro, sono state messe nella condizione di dovervi ricorrere.
Posto che la presenza di una legge che lo consente è imprescindibile in un Paese civile, chi svolge il mio lavoro e si limita a osservare con onestà e senza pregiudizi, non può che prendere atto della devastazione che l’aborto procura nel corpo, nella coscienza e nella psiche di una donna, in particolare quando si tratta di giovani che vi fanno ricorso sotto la pressione degli eventi e senza avere modo di valutare le conseguenze future.
Non mi è mai accaduto di vedere una donna, soppostasi a IVG, uscirne indenne. Questo è un aspetto che non è mai entrato seriamente nel dibattito, proprio perché i temi della vita si affrontano generalmente in maniera ideologica, alzando muri e comportandosi come i bambini che giocano a palle di neve. Non sarà mai completo il bilancio del prezzo che le donne sono state costrette a pagare su questo fronte, e forse sarebbe tempo che i professionisti cominciassero a raccontare le loro esperienze.

Purtroppo, però, è difficile persino sfiorare l’argomento, a causa degli opposti fanatismi. Da una parte gli abortisti per principio, incapaci di misurarsi su tutti gli aspetti della questione. Dall’altra il fronte dei cosiddetti ‘difensori della vita‘, cui adesso sembra essere iscritto il Presidente degli Usa, un fronte reso scarsamente credibile proprio dalla contraddittorietà dell’impegno, che sembra, almeno sulla carta, massimo quando la vita è ancora nel grembo materno, e diventa addirittura assente quando la vita mette le scarpe e comincia a camminare. Quando pretende dei diritti, da quello di cittadinanza a quello di potere esprimersi secondo i propri orientamenti, soprattutto quando questi rispondono a dei richiami interiori profondi, irresistibili e non fanno male a nessuno.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore