giovedì, Ottobre 29

Gioco: riflessioni sui dati rilasciati da ADM La comodità di poter giocare in qualsiasi posto e quandunque si voglia fa cadere la bilancia dalla parte del gioco online che, secondo il Libro Blu, aumenta gli introiti

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L’Agenzia delle Dogane e Monopoli (abbr. ADM) ha elaborato i dati statistici sulle sue attività condensandoli nel Libro BLU. In questa relazione sono contenute anche tutte le cifre che ruotano attorno al mondo del gioco d’azzardo, una delle industrie per cui l’Italia è leader in Europa, permettendo di trarre molte interpretazioni sull’andamento di questa particolare branca.

I punti essenziali contenuti nella relazione 2019 sono una continua crescita dei valori di spesa, in aumento del 2,4% rispetto a 2018, così come di vincite che si attestano 91,1 miliardi di euro rispetto agli 87,8 di un anno fa.

L’ammontare versato in erario corrisponde a 11,4 miliardi di euro che equivale a circa 58% della spesa. Risulta proprio quest’ultimo il dato più significativo: un incremento di quasi il 10% rispetto al vecchio incasso di 10,4 miliardi di euro; mentre gli altri parametri globali hanno fatto riscontrare un’ascesa media del 3%.

Allargando la finestra temporale, ci si può rendere conto dell’incredibile boom vissuto da tutto il comparto. Ad esempio dal 2015 la raccolta e la spesa sono aumentate del 25%, mentre le vincite del 14%. La ripartizione di queste risorse ha anche una peculiarità: la liquidità del gioco fisico è risultata pressoché costante raccogliendo 75 miliardi di euro dal 2017, ma a questa si sono affiancati introiti del gioco a distanza con presenza sempre maggiore fino all’attuale 32%.

I motivi più superficiali di questa preferenza sono facilmente immaginabili: la comodità di poter giocare in qualsiasi posto e quandunque si voglia di sicuro fa cadere la bilancia dalla parte del gioco online.
Così si sono evolute varie piattaforme progettate da professionisti per avere un forte impatto sull’utente. Si è visto anche fiorire un comparto d’accompagnamento al gioco, fatto da portali come spikeslot.com dove si possono trovare le informazioni e le comparazioni delle offerte dei casino senza deposito.

Ma questa tendenza è stata favorita anche dal comportamento del legislatore, il quale ha attuato una politica di riduzione degli apparecchi di intrattenimento fisici e, soprattutto, una tassazione sempre più invasiva sul gioco terrestre; mentre le imposte sul gioco online sono state da sempre meno onerose.

È così che si può notare come il numero di locali adibiti al gioco sia sceso di qualche unità, mentre le licenze rilasciate per gioco telematico sono state 25 nel 2019. Molti imprenditori mirano a questa fascia di mercato, guidata oggigiorno dal casino 888.com.

Questi concetti portano a non sorprendersi del fatto che il ritorno monetario dello Stato sia ancora derivante dal gioco fisico, in particolare le cosiddette ‘macchinette’, etichettate New Slot dal TULPS, unite ai VideoLotteryTerminals comprendono quasi il 65% degli incassi.
Il gioco online non viene neanche considerato più di tanto e viene fatto rientrare nella quota diAltri Giochipari a circa 13%.

Difficile dire, comunque, cosa riserva il futuro. La stessa ADM durante il lockdown aveva fatto sapere tramite il suo direttore Marcello Minenna che l’intero mondo del gioco avrebbe bisogno di 6-9 mesi per una ripresa.
Con la chiusura forzata sono state soprattutto le agenzie fisiche ad affrontare una pessima condizione, peggiore rispetto a quella di molte diverse attività.
I primi dati raccolti e di previsione sono già allarmanti, il tempo ci dirà come si evolverà il mondo del gioco.

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