venerdì, Settembre 18

Gioco pubblico, non c’è più tempo da perdere: urge il Riordino, ora e subito Sono anni che operatori ed associazioni di settore richiedono attenzione. Ma ora si è palesata la necessità, acuita dal coronavirus, di avviare una serie di riforme che al loro interno prevedano anche una revisione dell’intero comparto

0

Il gioco d’azzardo, in Italia, è sempre più un perno centrale dell’economia. Tanto più negli ultimi anni, quando cioè il gioco è diventato un fenomeno di respiro nazionale e non solo più relegato in poche o piccole nicchie. La pandemia da Coronavirus del primo semestre del 2020 ha rappresentato una battuta d’arresto ma ha fatto nascere, di converso, un’altra necessità: quella delle riforme. Rispondendo così alle pressanti richieste degli operatori del settore che da anni ormai chiedono un complessivo riordino della filiera. Il gioco in Italia è la passione di tanti e la vittima preferita di tutti: decreti e divieti, normative sempre più stringenti anche a livello regionale, da qualche anno conducono una vera e propria azione di lotta contro il gioco d’azzardo legale. Con il placet dello Stato, mentre alle spalle aleggia il gioco d’azzardo illegale, un affare da venti miliardi secondo recenti stime dell’Antimafia. Arrivati a questo punto, per il bene di tutti, è chiaro che l’Esecutivo non possa fare più orecchie da mercante.

Sono anni che operatori ed associazioni di settore richiedono attenzione. Il Governo, come poc’anzi detto, ha sempre ignorato. Ed anche nel meeting degli Stati Generali sull’economia il gioco sembra non aver trovato spazio. Ma ora si è palesata la necessità, acuita dal virus, di avviare una serie di riforme che al loro interno prevedano anche una revisione dell’intero comparto. Per il futuro dell’Italia e della sua economia, ma anche per realizzare quel coacervo di riforme che la stessa Unione Europea, con l’approvazione dei Recovery Fund, ha chiesto al premier Giuseppe Conte.

Sul fronte del gioco il governo da anni propone e lascia in cantiere, senza mai rilanciare. Ma ora come ora, dopo i tempi recentemente trascorsi, occorre un orizzonte riformatorio ampio in cui avviare tutta una serie di revisioni al comparto giochi. Una necessità per l’Italia sul modello dell’Europa. Arrivano buoni segnali, a questo proposito, dall’Atto d’Indirizzo firmato da Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia. Nel programma, ritenuto prioritario dal MEF, è rientrato per la prima volta anche il gioco d’azzardo, con riferimento al prossimo triennio e tutta una serie di obiettivi da attuare anche e soprattutto tramite il PNR, Piano Nazionale di Riforme. Un primissimo passo, a fronte di un cambiamento tanto importante quanto urgente e necessario per il comparto del gioco pubblico. Che di tempo, non ne ha più. Il Covid-19 ha rappresentato un colpo di grazia, nonostante parte della filiera, quella online, abbia tenuto botta e si sia eretta come ultimo baluardo dell’intero reparto. Il cambio di passo oramai ha urgenza assoluta. Il crimine organizzato, con le sue continue ingerenze, rappresenta un pericolo pari al gioco illegale, per tutti i giochi e i casinò in Italia. Il momento di intervenire è qui ed ora: ne va del futuro di un intero settore industriale, ma anche dell’economia e della produttività dell’Italia. Dove il gioco, lo dimostrano i dati dell’ultimo triennio, ha un ruolo sempre più centrale e fondamentale. Non c’è più tempo da perdere: intervenire immediatamente è ancora possibile, con una legge apposita che faccia chiarezza e vada a percuotere, una volta per tutte, le infiltrazioni, i furti e le frodi che fanno il male di un comparto che lavora con metodi e strategie del tutto legali.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore