giovedì, Novembre 14

Gilet gialli, i commerciati francesi chiedono saldi anticipati Brexit, possibile che la Gb approvi in gennaio l'accordo di separazione con l'Ue

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Le proteste dei gilet gialli in Francia hanno mandato in crisi i negozianti, in particolare quelli parigini. E infatti i commercianti hanno chiesto di poter anticipare l’inizio dei saldi per tentare di recuperare parte degli incassi perduti durante i sei weekend di protesta.

Al momento i saldi sono fissati per il 9 gennaio, ma i commercianti chiedono di anticiparli al 2-3 del mese. Francis Palombi, presidente della Confederazione dei commercianti indipendenti di Francia (Cdf), ha annunciato comunque una perdita media del 25% degli introiti per i propri associati e ha parlato di una situazione «che abbiamo già vissuto con gli attentati del 2015, l’effetto è simile», spiegando di aver avanzato la richiesta di cominciare i saldi subito dopo Capodanno alla sottosegretaria all’Economia Agnès Pannier-Runacher.

Passiamo alla Brexit, perché il Commissario europeo al bilancio, Guenther Oettinger, al Funke Mediengruppe ha annunciato: «Non è improbabile che il Parlamento britannico approvi in gennaio l’accordo di separazione». Poi ha ricordato che se i britannici non dovessero tenere fede ai loro doveri versando i contributi Ue fino alla fine del 2019, allora i costi della Brexit crescerebbero.

Parlando di Germania, il ministro degli Esteri Heiko Maas ha chiesto una riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu perché «la composizione del Consiglio non è più adeguata ai tempi». «Io credo che i rapporti di potere nel mondo dovrebbero essere rappresentati in modo decisamente migliore», ha dichiarato Maas, secondo cui su questo «si stanno concentrando i nostri sforzi insieme a Giappone e Brasile per un posto permanente al Consiglio».

Rimanendo in Europa, oltre 124 migranti a bordo di quattro imbarcazioni sono stati tratti in salvo nelle ultime 48 ore nel Mare di Alboran e nello Stretto di Gibilterra. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim), dall’inizio dell’anno al 19 dicembre scorso oltre 63.085 migranti sono entrati clandestinamente in Spagna, quasi il triplo dei 28.707 registrati nel 2017.

In Arabia Saudita, il re saudita Salman ha ordinato un rimpasto di governo per cercare di rispondere alle conseguenze negative nate dall’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Tra i cambi anche quello del ministro degli Esteri, che sarà Ibrahim Al-Assaf, in precedenza ministro delle Finanze.

In Cina, il governo sta pianificando con gli Usa di tenere dei colloqui a gennaio con l’obiettivo di mettere fine alla guerra sui dazi. Washington e Pechino hanno fatto specifici accordi per colloqui faccia a faccia, ha precisato il portavoce, Gao Feng, senza fornire ulteriori dettagli.

Intanto l’ex vice capo dell’intelligence, Ma Jian, è stato condannato all’ergastolo per corruzione. Secondo il tribunale di Dalian, Ma ha usato i suoi contatti politici per favorire Guo Wengui, un imprenditore edile miliardario ricercato dalla polizia.

Chiudiamo andando in Cisgiordania, dove alla vigilia di nuove manifestazioni palestinesi al confine della Striscia di Gaza, un ufficiale dell’esercito israeliano ha avvertito oggi in arabo su Facebook che i militari non tollereranno «alcun tentativo di colpire i nostri soldati o di violare la nostra sovranità». «Anche noi vogliamo che le vostre manifestazioni del venerdì si concludano senza vittime. Volete terminare la giornata in famiglia oppure con sgradevoli incidenti ai reticolati di confine? Dipende tutto da voi», ha ribadito.

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