venerdì, Novembre 27

Giggino (Di Maio), e tutti quelli come lui: ma … CHISSENEFREGA! Giggino e il comico, Matteo R. e Matteo S., Zinga e Franceschini, sono solo il risultato aberrante e includente di decenni di ‘malapolitica’, di incultura vantata con orgoglio, di superficialità ammiccante, di politica come ‘mestiere’ residuale e privilegiato

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Si dimette, si dimette a metà, si ricandida, si rilancia, non si rilancia, fa un passo indietro, un passo di lato, il tango no un fox-trot, e i ‘facilitatori’ (ben 80, praticamente tutti gli iscritti a Rousseau, sempre che esistano … gli iscritti) pronti al lavoro, no Crimi, ma forse Dibba, ma no Patuanelli (l’ignoto!) e Grillo e Grillo che fa, che dice, dove sta, con chi sta, da quanto tempo non si parlano al telefono e su whatsapp, così via … E’ il tema del giorno, tutti i giornali si affannano a parlarne con articoli sterminati, ma tranquilli, dice il Signor pochette, il Governo (?) va avanti, ma lui Giggino (Di Maio) se ne va, forse se ne va: riunisce i ‘suoi’ ministri a Palazzo Chigi (patetico) poi l’annuncio. Ai facilitatori … sembra ‘l’Aida’, ‘partiam partiam’ e partono alla fine del terzo atto.
Scusate, ma … CHISSENEFREGA!

Guardate che non state parlando di Cavour, di Metternich, ma nemmeno che so di Crispi, Zanardelli, ma nemmeno di Rumor, Forlani, Andreotti, di Craxi, state parlando di Giggino, degno collega di Matteo uno e di Meb e di Matteo due con Lucia, quello che citofona in favore di telecamera a un tunisino e gli chiede se spaccia e nessuno interviene: non un Magistrato, un poliziotto, un finanziere, uno dei NAS (con quello che ingurgita anche se ora è a dieta, ci vorrebbe) un vigile urbano. Nulla, vergogna!
Pensate se facessi io, o uno di voi, uno qualsiasi, una cosa del genere. E invece lì niente, anzi, risate sguaiate dei presenti, gente civile, moderna, colta, progressista; viene da dire … emiliana, che dico, emiliano-romagnola!

Ma in realtà il discorso, permettetemi l’inciso, è molto, ma molto più serio, e trascende la facile ironia sull’emiliano civilissimo che si scompiscia a ridere dell’immigrato ‘spacciatore’. Perché attiene proprio a Salvini e a quelli come lui … a cominciare da Giggino: a fare populismo, ad aizzare la gente, a solleticare i bassi istinti, anche il migliore degli emiliani ci cade e lascia emergere tutto il rancore, la paura, la rabbia che ha dentro. In fondo, siamo ad un passaggio di civiltà e non solo in Italia: se penso a quel raffinato arbitro (se non sbaglio italiano) di tennis che dice alla bambina o poco più raccattapalle che è sudata e sexy, o a quel tennista che chiede ad un’altra raccattapalle adolescente di sbucciargli la banana!

Stiamo attenti, questa è la nostra civiltà’, altro che Weinstein! Secondo me, e ne convengo sono l’ultimo a cui dare retta, secondo me questo è uno, se non il problema principale di questo Paese. Troppi, ma davvero troppi anni di politicanti da strapazzo, imbroglioni, arroganti, buffoni, chiacchieroni, bugiardi, incompetenti e, specialmente, rozzi e violenti, buoni interpreti, tra l’altro, di quei tennisti.

I grillini con Giggino, i leghisti con Salvini, gli italoviventi con Meb e Matteo R., ma anche (ahimè) i piddiini con lo Zinga insulso, il Dario manovriero, il giovane non più giovano turco barricadero, la nubenda Quartapelle, ecc., tutti costoro sono l’eredità estrema, il punto di arrivo (speriamo!) di trent’anni e più dipoliticapessima e truffaldina.

Ma scusate. Che io abbia a dir poco scarsa simpatia per Giggino & co. è ben noto ed evidente; che ne abbia anche di meno per Matteo (R. e S.) anche. Ma, ripeto scusate, la crisi dell’ILVA non è certo colpa diretta di costoro, ma di scelte molto più lontane e truffaldine o almeno sbagliatissime; se la crescita del nostro Paese è quasi zero, questi errori vengono da lontano; se le nostre città sono ricettacolo di immondizie e di brutture, è causa di mancate scelte fatte in passato, oltre che degli imbecilli che bloccano lo sversatoio o l’inceneritore oggi; se la delinquenza, specie quella organizzata, la fa da padrona, sono anche gli errori e le connivenze del passato ad averla determinata; se l’industria italiana è ridotta al lumicino, è causa di politici corrotti e imprenditori truffaldini e di scelte sbagliate fatte in passato.
Passato? Quale, quando? Ma certo, almeno da trent’anni, dagli anni novanta, l’Italia è ferma, anzi, arretra. Il ceto politico spazzato via datangentopoli’, con tutti i limiti del presunto giustizialismo, è stato un ceto politico truffaldino, colluso e corrotto e infine incompetente e incapace ed è stato sostituito con anche peggio. Perfino Craxi, che insisto per me è solo un latitante, perfino Craxi forse aveva un’idea di futuro, un minimo di progetto, ma poi, il piano inclinato era sempre più inclinato e ha continuato la nostra ‘politica’ a scendere.

Giggino e il comico, Matteo R. e Matteo S., Zinga e Franceschini sono solo il risultato aberrante e includente di decenni dimala-politica’, di incultura vantata con orgoglio, di superficialità ammiccante, di politica come ‘mestiere’ residuale e privilegiato. Perfino quando parliamo di persone dabbene, poi se ne escono con la bufala che proibendo di fumare in strada si riduce l’inquinamento (in casa no?) e uno non può non domandarsi in che mondo sta vivendo.
Sia chiaro, non sto dicendo che non hanno responsabilità, anzi, ne hanno ancora di più e tragica perché invece di cercare di risalire, di studiare, di capire e di fare bene, si siedono sul malfatto e lo peggiorano, soddisfatti se lo guardano, come i cani dopo … .

Con grande invidia della direttrice di questo giornale, sono stato per quindici giorni all’estero, in macchina (sì, confesso, sono un inquinatore professionale … ma non mi fate ridere!) ebbene, da Milano in su fino al rientro a Milano, io dimenticavo il portafogli in camera, in valigia: perfino per fare pipì (scusate, ma a taluni come me di scarsa qualità, capita di doverne fare un po’ ogni tanto), usavo la carta di credito, per prendere il caffè, per prendere il taxi. Ma la cosa ‘sorprendente’ non è tanto questo, ma il fatto che nessuno si sognava di chiedermi pagamenti in contanti, anzi, qualche tassista si stupiva, quasi scandalizzato, che io per pagare il taxi usassi ancora la carte di credito ‘ma come non ha pagato con l’app?’ e io arrossendo delicatamente, ‘l’app? si beh, in realtà, vede … so chiamarlo il taxi con l’app, ma non ho capito come cavolo si paga’, e quello si metteva a ridere; il tutto, beninteso, in una lingua molto ‘soggettiva’. È vero, lì circola tutta la carta moneta e le monete che vuoi, solo che nessuno le usa e se lo fai tu ti guardano come un originale, un tipo strano, però perfino in Chiesa ‘paghi’ con la carta di credito … anche quello è tracciabile e tracciato.
A Stoccolma, sulla Birgit Nillsons Allèe (non ridete, esiste!) sono caduto come un salame su una lastra di ghiaccio, uno svedese alto quattro metri e largo come un tram, mi ha aiutato ad alzarmi (senza ridere … ha riso dopo) e io sono andato in una farmacia, dove ho comprato pomate e fasce elastiche ma … un antidolorifico me lo hanno rifiutato, ‘ci vuole un medico’, mi hanno detto in perfetto svedese, almeno credo che mi abbiano detto così, mentre mi allontanavo zoppicando per farmi una Fika: lo spuntino, in svedese.

Attenti, non per fare le solite lodi sperticate a ciò che accade all’estero rispetto a noi. No. Ma per dire, che lì sono andati avanti, non si sono fermati a guardarsi l’ombelico, hanno progredito, si sono modernizzati, hanno risolto problemi per noi irrisolvibili: gestiscono l’immondizia alla perfezione, non si vede un bidone da nessuna parte, avete fatto due passi a Napoli o a Roma o a Milano? Se c’hanno una vecchia pietra abbandonata da un vichingo ubriaco, la puliscono, la proteggono, la venerano, ti fanno pagare un perù per andarla a guardare, però hanno i semafori, e funzionano, non c’è un’auto parcheggiata fuori posto, che le mangino?

Cosa c’è di diverso? Che nel bene e nel male, hanno avuto politici che hanno fatto il loro dovere (magari sono fascisti o comunisti, omosessuali o transgender, ma il loro dovere lo hanno fatto), hanno amministrazioni che amministrano e sono orgogliose di farlo e di farlo bene per l’utente non per sé stessi, hanno autisti di autobus, tram e metropolitane che guidano quei cosi non stanno fermi a fumarsi una sigaretta o a saltare il turno.
Insomma, la macchina dello Stato funziona, a prescindere dalla politica, perché la politica l’ha organizzata e la organizza. In Belgio, se non ricordo male, da un anno non hanno un Governo, ma il Paese funziona lo stesso. In Finlandia i giovani (eccoci, questo è il punto dove volevo arrivare!) si sono stancati del ceto politico al potere e hanno messo al Governo una ragazzina (mi perdonerà, lo dico con simpatia) più giovane di Giggino, ma con due … così che si propone di ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni e probabilmente ci riuscirà, anche se è figlia di due madri, ma ha studiato, si è preparata e, prima e dopo la politica ha un mestiere.

E noi? Lo so, direte che batto sempre lo stesso chiodo. Noi, forse, avremmo le sardine, forse.
L’altra sera nella ormai inguardabile confusa rumorosa trasmissione di Floris, dei giornalisti intervistavano il capo-sardina a distanza e quattro sardine in studio. Le domande, sempre le stesse, sempre urlate, sempre ripetute compiacendosi di sé, del proprio accento dialettale, della propria facondia, e compiacendosi di mettere in difficoltà qualche ragazzo non certo frequentatore di studi TV: questa è la mira l’obiettivo di certe persone! Invece di gioire di vedere finalmente un giovane serio: ‘per chi votate, che programma avete, che volete’? E quelli a rispondere, sorridenti e pazienti: ‘io faccio l’educatore a scuola’, ‘io cucino in un ristorante’, ‘io cerco di fare il ricercatore all’Università0. Nessuno, dico nessuno a dire ‘io farò il Presidente del Consiglio e risolverò i problemi del mondo in due giorni, senza bisogno di studiare, capire … che noia’
E i giornalistoni non capivano, li irridevano, li pressavano, li accusavano goduriosi di sfuggire alle domande. Non erano neanche in grado di capire che rispondevano, cavolo, rispondevano e come, ma evidentemente parlavano finlandese.

Non capivano, non potevano capire, non capiscono che l’unica risposta a quelle domande sceme era ed è: CHISSENEFREGA!
Noi vogliamo politica vera, pulita, nuova; non vogliamo ‘scendere’ in politica, vogliamo aiutare qualcuno a ‘salirci’. Perciò dico che ho i brividi nella schiena a sentire che vogliono andare a parlare con pochette e Giggino! O con Zinga, ormai l’incubo di sé stesso.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.