martedì, Settembre 29

Giampilieri, Saponara e quell'indifferenza che fa male field_506ffb1d3dbe2

0

MESSINA:FANGO RESTITUISCE ALTRI CORPI,LITE SU SICUREZZA

Messina –  Il 1° ottobre 2009 a Giampilieri, e in diversi comuni della zona ionica del messinese, un ‘mare’ di fango trascinò per diversi chilometri abitazioni, auto e decine di residenti, lasciando un segno indelebile nel territorio. Sono passati quasi cinque anni, da quando la terribile ‘bomba’ d’acqua scatenò un inferno di acqua e melma che uccise trentasette persone, tra le quali tre bambini, causando anche danni per più di 500 milioni di euro. A pochi giorni dalla commemorazione, che avverrà il prossimo uno ottobre, però la messa in sicurezza non è stata ancora ultimata, decine di cittadini ancora non hanno ancora una casa e tante attività commerciali distrutte non sono riuscite a riprendersi. I villaggi e i comuni colpiti sono ancora dei paesi fantasma e chi vi risiede è molto arrabbiato con politici e  istituzioni.

CANTIERI A RILENTO – Critico per la lentezza con la quale vanno avanti i cantieri il presidente del Comitato di cittadini di Giampilieri, Corrado Manganaro che spiega: “Da parecchi mesi attendiamo si sblocchino dei lavori nel centro del villaggio. Questo crea ritardi inammissibili bloccando tutto il paese che vuole tornare presto alla normalità.  La scadenza dell’ordinanza è  dicembre 2014 e quindi si dovrebbe completare tutto entro quella data, altrimenti poi si dovranno attendere poi altri passaggi burocratici. Era previsto anche un piano di riqualificazione e ricostruzione delle unità abitative andate distrutte o danneggiate, tuttavia non si è fatto nulla. Molti cittadini hanno quindi abbandonato il villaggio e non faranno più ritorno perché quanto promesso dai politici di tutti gli schieramenti non è mai avvenuto. Non so se Giampilieri potrà mai rinascere come speravamo, oggi siamo delusi e amareggiati per come è andata“.

PARENTI DELLE VITTIME ABBANDONATI – “Anche alcuni parenti delle vittime aspettano ancora un’abitazione e per un periodo sono stati costretti a pagarsi la casa dove si trovano in affitto”. Tra chi non riesce a dimenticare quel giorno c’è Raffaella Ingrassia, madre di Leo e Christian, 22 e 21 anni, trovati morti abbracciati sotto il fango. Chiede giustizia, ma è sconfortata. Ha pianto per giorni interi aspettando che trovassero i corpi dei suoi figli. Instancabile ha vagato tra il fango, chiedendo ai soccorritori di far presto perché forse uno dei suoi ragazzi si poteva ancora salvare, ora affranta spiega: “Si dice che il tempo lenisce i dolori, li placa, li relega pian piano nel nostro io più inaccessibile, ma non è così. Il mio dolore è vivo, trasuda da ogni parte, mi dilania. E si dice anche che il tempo fa dimenticare. E questo è vero: molti hanno dimenticato, forse per convenienza. Giampilieri, è ancora un paese sconvolto da macerie e devastazione. Il tempo si è fermato, non si scorge differenza tra vita e morte”. Da non dimenticare – continua – il rinvio a giudizio da parte della Procura di Messina di 18 persone, tra rappresentati istituzionali e tecnici,  accusati di omicidio colposo e che oggi ancora continuano a vivere tranquillamente, mentre altri non vivono più. Cinque  anni di promesse e tentativi di ricostruzione ancora incompiuti,  cinque  anni di mancata giustizia. Un processo che ha visto avvicendarsi quattro giudici e che è ancora alle fasi iniziali. Da circa un anno poi – continua – aspetto un intervento del governatore Crocetta in seguito ad una lettera da me scritta e consegnata direttamente nelle sue mani, e nella quale chiedevo il suo intervento per ottenere un posto di lavoro. Del resto era stato lui a promettere per noi un trattamento come quello riservato alle vittime di mafia e io mi sento tale, vista la possibile condanna di tanti personaggi per omicidio colposo. Ancora però attendo”.

Dello stesso parere Nino Lonia, che nella tragedia ha perso la moglie Maria Letizia Scionti, i figli Lorenzo e Francesco, due e sei anni e il suocero Salvatore Scionti. La sua casa è stata distrutta e si è trovato da un giorno all’altro, senza più nulla, nè i suoi familiari, nè l’abitazione per la quale aveva fatto tanti sacrifici. Ha scritto in precedenza anche al Presidente della Repubblica e all’ex premier Silvio Berlusconi, ma non gli hanno mai risposto. “Con me – spiega – negli ultimi quattro anni non si è fatto sentire nessun politico. Se non mi avessero aiutato alcuni privati non potevo nemmeno comprarmi una nuova casa. Ci avevano promesso anche un lavoro, ma poi niente. Ho mandato e-mail e chiamato il segretario del governatore Rosario Crocetta, ma non ho mai avuto un appuntamento, si sono dimenticati di noi”. Anche Pippo Neri, il padre di Simone Neri, il sottocapo della Marina che morì nell’alluvione di Giampilieri dopo aver salvato otto persone è arrabbiato: “Ci hanno abbandonato, chiediamo giustizia e i nostri diritti niente di più”.

ALLUVIONE DI SAPONARA: ANCORA NON SONO INIZIATI I LAVORI – La situazione non è migliore nella zona  tirrenica del messinese, dove un’altra tremenda alluvione, dopo circa due anni, il 22 novembre del 2011, devastò Saponara e altri 20 comuni, provocando danni per oltre 200 milioni di euro e il decesso di tre persone. Tra queste, Luca Vinci di soli 10 anni. Il compagno della madre del piccolo, Ganluca Ghezzi sottolinea: “Tutto si è fermato da quel giorno tremendo, non riesco a trovare una spiegazione alla disparità di trattamento tra Nord e Sud, qui non sono arrivati i fondi necessari come nelle altre zone d’Italia colpite da nubifragi. Ci hanno aiutato solo persone comuni che hanno donato qualcosa e ci sono state vicine. Ancora oggi viviamo in affitto e non c’è stata data una casa. Abbiamo deciso – prosegue – di vivere di nuovo qui a Saponara, ma abbiamo molta paura. Vogliamo dormire tranquilli”. I ritardi dopo questa alluvione sono stati evidenti, solo per la prima ordinanza passarono otto mesi, poi si stanziarono solo 30 milioni di euro per la messa in sicurezza e ancora oggi nemmeno un euro ancora è stato concretamente utilizzato per dei lavori. Nella frazione di Sant’Andrea a Rometta il presidente del Comitato di cittadini Santino Marmino è arrabbiatissimo, e dice: “E’ stato solo pulito il torrente del paese grazie a dei volontari e ai mezzi dell’Esa, per il resto nulla ancora è stato portato a termine”. L’unica speranza per uno sblocco dei fondi arriva dal presidente del comitato per la “Ricostruzione di Saponara”, Nadia Luciano che sottolinea: si è proceduto “all’apertura delle buste per l’affidamento delle indagini geognostiche per i lavori di messa in sicurezza di Saponara. Superata questa fase si potranno redigere i progetti definitivi che renderanno cantierabili i lavori. Ciò stato possibile grazie ad una nostra nota tecnico-giuridica, ora speriamo si proceda con celerità”.  

Intanto il senatore messinese del Nuovo Centro Destra Bruno Mancuso ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie per chiedere la convocazione di un tavolo di confronto tra Governo, Regione siciliana e Comuni per adottare i provvedimenti necessari verso quelle famiglie che hanno subìto gravi danni o perso la casa a seguito dei fenomeni di dissesto idrogeologico in provincia di Messina tra il 2009 e il 2011 e che sono ancora in attesa di risposte. 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore