lunedì, Ottobre 26

Gerusalemme tra scontri e piani di pace cinesi

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Almeno 14 palestinesi e due agenti di polizia israeliani sono rimasti feriti negli scontri in corso da domenica a Gerusalemme dopo che la polizia israeliana ha installato i metal detector all’ingresso della Spianata del Tempio. Per protesta da giorni i fedeli musulmani celebrano la preghiera davanti agli ingressi della Spianata e per le strade della città. E la tensione potrebbe salire ancora nelle prossime ore, dopo che Fatah, il partito del presidente dell’Anp Mahmoud Abbas, ma anche sigle più estremiste come Hamas e il movimento per il Jihad Islamico, hanno convocato proteste nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Tra i feriti c’è anche l’imam della moschea di al-Aqsa, Akrama Sabri, colpito al petto da un proiettile di gomma, mentre suo figlio è stato ferito alla testa con un manganello.

Dalla Cina, dove da due giorni si trova in visita ufficiale, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas ha dichiarato di essere favorevole alla convocazione di colloqui trilaterali tra palestinesi, israeliani e cinesi, da svolgersi in Cina per dare nuovo impulso al processo di pace. Abbas ha quindi annunciato il suo sostegno all’iniziativa in quattro punti avanzata dal presidente cinese Xi Jinping, che prevede una soluzione politica basata sull’opzione dei due Stati, la cooperazione a livello di sicurezza, il coordinamento degli sforzi della comunità internazionale e passi concreti per raggiungere la pace attraverso lo sviluppo della regione.

Volando oltreoceano, l’ormai famoso incontro fra Donald Trump jr e un’avvocatessa russa si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. Oggi si apprende che Irakkly Kaveladze, l’ottavo partecipante di cui è stata rivelata ieri l’esistenza, è un faccendiere americano di origine georgiana, nel 2000 al centro di una vicenda di riciclaggio di denaro negli Stati Uniti per conto di uomini d’affari russi. All’epoca Kaveladze era capo di una società basata nel Delaware e aveva aperto una serie di conti correnti presso gli istituti Citibank e Commercial bank, dove sono stati depositati un totale di 1,4 miliardi di dollari trasferiti dall’estero. Kaveladze non venne comunque incriminato, ma l’inchiesta servì per chiedere regole più stringenti alle banche per l’apertura di conti correnti.

Non è l’unica notizia a scuotere oggi l’opinione pubblica americana. Secondo Ian Bremmer, presidente dell’Eurasia Group, Donald Trump e Vladimir Putin ad Amburgo avrebbero avuto un secondo, molto più riservato e finora rimasto segreto, colloquio durato un’ora. Nella notte la Casa Bianca ha diffuso poi un comunicato in cui si afferma che tra i due leader non c’è  stato nessun ‘secondo incontro’ ma solo un breve incontro al termine di una cena.

Intanto Trump ha convocato oggi per un pranzo alla Casa Bianca i leader dei repubblicani al Senato per mettere a punto una strategia per arrivare al voto della legge abrogativa dell’Obamacare. Al momento però i repubblicani, che hanno una maggioranza ristretta di 52 voti, sulla carta non avrebbero neanche i voti per far passare la mozione procedurale per arrivare appunto al dibattito, ed al voto, sulla legge sanitaria. La questione sta facendo segnare un pesante sconfitta politica per il presidente Usa proprio alla vigilia del traguardo dei primi sei mesi dal suo insediamento, il 20 gennaio scorso.

In Francia il  generale Pierre de Villiers, capo delle forze armate, si è dimesso in polemica con il presidente Emmanuel Macron sui tagli alla Difesa. La scorsa settimana la Corte dei conti ha indicato in 4,5 miliardi di euro i tagli da applicare per riportare il deficit pubblico francese al 3% del Pil, secondo i parametri di Maastricht. Per coprire le eccedenze dei costi delle operazioni militari all’estero, l’esercito dovrà risparmiare 850 milioni di euro sugli equipaggiamenti. La decisione non è piaciuta a De Villers che per questo ha protestato davanti a Macron, prima al Consiglio di Difesa e poi in commissione difesa al parlamento,venendo rimproverato pubblicamente due volte dal presidente. Le dimissioni di De Villers sono state accettate dal Presidente della Repubblica e dovrebbero scattare teoricamente il 31 luglio. Al suo posto è stato nominato il generale Francois Lecointre, attuale consigliere militare del primo ministro Edouard Philippe.

In Turchia potrebbe esserci un rimpasto di governo dietro l’incontro in corso nel palazzo presidenziale di Ankara tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il primo ministro, Binali Yildirim. Potrebbero essere coinvolti da tre a cinque ministri.

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