mercoledì, Agosto 21

Germania: Spd-Cdu, prove di Grosse Koalition Papa Francesco ai Rohingya: 'A nome di tutti quelli che vi perseguitano, vi chiedo perdono'. Russiagate: Flynn ammette accuse

0

C’è aria di accordo in Germania. Spd e Cdu sono pronte per la Grosse Koalition. A scriverlo è la ‘Bild on line‘. A quanto pare ieri sera i leader dei partiti Cdu, Csu e Spd, Angela Merkel, Horst Seehofer e Martin Schulz, hanno incontrato il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier a Bellevue. E qui è emersa la volontà di portare avanti i colloqui.

La Spd potrebbe presentare alla base del partito al congresso del 7 dicembre una mozione in tal senso. «Le notizie sono false e non c’è alcun automatismo per una Grosse Koalition. Ieri abbiamo concordato la linea della riservatezza sugli esiti del colloquio e mi attengo a questo», ha però tenuto a sottolineare poi oggi Schulz. «Noi abbiamo bisogno di un’altra Europa. E le iniziative di Emmanuel Macron non possono ricevere sempre un no dalla Germania», ha spiegato. «La Germania deve essere di nuovo una forte nazione europeista. Senza questo non ci sarà alcun sostegno a un nuovo governo». Mentre il segretario generale Hubertus Heil ha sottolineato: «Il partito ha bisogno di discutere a fondo su come si possa costruire un governo. Abbiamo bisogno di tempo. Questo è del tutto evidente. È una situazione ingarbugliata e non possiamo ribaltare in pochi giorni quello che gli altri hanno distrutto in due mesi».

Per la Cdu, Klaus Schueler invece ha dichiarato: «Noi siamo pronti ad affrontare seriamente i colloqui con l’Spd e senza mettere delle precondizioni». Certo è che non si vuole tornare alle urne, almeno questa è la volontà del presidente.

Passiamo a Papa Francesco, che in Bangladesh è tornato a pronunciare quella parola che in Birmania era tabù: «La presenza di Dio oggi si dice anche Rohingya».  Incontrandone un gruppo ha detto: «A nome di tutti quelli che vi perseguitano e vi hanno fatto del male, soprattutto nella indifferenza del mondo, chiedo perdono, perdono. Nella tradizione giudaico-cristiana, Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Tutti noi siamo questa immagine, tutti portiamo il sale di Dio dentro, anche questi fratelli e sorelle. Facciamo vedere al mondo cosa fa l’egoismo con l’immagine di Dio. Continuiamo ad aiutarli, non chiudiamo i nostri cuori, non voltiamoci dall’altra parte. Continuiamo a stare loro vicino perché siano riconosciuti i loro diritti. Farò tutto ciò che posso per aiutarvi. Tanti di voi mi hanno detto del cuore grande del Bangladesh che vi ha accolto. Mi appello al vostro cuore grande perché sua capace di accordarci il perdono che chiediamo».

La Russia, che in Consiglio di sicurezza ha appoggiato il governo Sarraj, «si è sforzata di coinvolgere la parte est della Libia, dove ci sono state varie pulsioni in questi anni e ha avuto un ruolo positivo per orientare una volontà favorevole all’accordo». A dirlo il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, dopo l’incontro a Roma con l’omologo russo Serghiei Lavrov. L’Italia, assieme ad altri Paesi «tra cui anche la Russia, ha deciso di convogliare il lavoro del passato nelle mani del nuovo inviato speciale dell’Onu, Ghassam Salamè: ci sono primi risultati positivi, come dimostrano i colloqui di Tunisi».

Passiamo agli Usa, perché alla Casa Bianca è andato in scena un pranzo fra Donald Trump, il capo del Pentagono James Mattis e il segretario di stato Rex Tillerson, all’indomani della notizia su un piano per sostituire il capo della diplomazia Usa con il direttore della Cia Mike Pompeo. Piano per ora smentito dall’amministrazione, anche se i contrasti politici e personali fra il tycoon e l’ex ceo di ExxonMobile sono noti. In realtà si tratta di una pace armata, perché comunque le tensioni tra i due permangono.

Intanto l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, è apparso davanti al giudice di una corte federale di Washington ed ha ammesso di aver mentito, per due volte, all’Fbi, confermando così l’accusa formalizzata dal super procuratore Robert Mueller, che sta guidando le indagini sul Russiagate. L’ipotesi investigativa di Mueller è che la squadra di Trump abbia fatto da sponda alle interferenze del Cremlino nella campagna presidenziale. Obiettivo: danneggiare il più possibile Hillary Clinton.

Andiamo in Argentina, dove due settimane dopo la sparizione dell’Ara San Juan nelle gelide acque dell’Atlantico del Sud, la Marina militare argentina ha annunciato ufficialmente che esclude ogni possibilità di salvare i 44 membri del suo equipaggio. Il portavoce della Marina, capitano Enrique Balbi, ha annunciato che nella ricerca messa in atto «si è già superato il doppio del tempo previsto dai protocolli internazionali per trarre in salvo l’equipaggio di un sottomarino», per cui a partire da adesso le operazioni saranno programmate esclusivamente per ritrovare il San Juan. Intanto i familiari di sette dei membri dell’equipaggio hanno annunciato che si sono costituiti parti civili nel fascicolo aperto da un magistrato federale argentino per indagare sull’accaduto.

In Giappone, dopo tante ipotesi, ecco arrivare l’ufficialità: l’imperatore Akihito abdicherà il 30 aprile 2019. La decisione è stata presa al termine della riunione del Consiglio della casa imperiale, alla quale hanno partecipato membri della famiglia reale, il premier Shinzo Abe e rappresentanti della politica, oltre ai giudici della Corte suprema.

Apertura, speriamo, sul caso Regeni.  Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, parlando delle indagini sull’omicidio del ricercatore italiano, ha affermato: «Non appena la società europea che abbiamo incaricato recupererà le immagini girate dalle telecamere nella metropolitana del Cairo, il nostro impegno sarà quello di fornirle agli inquirenti italiani».

Le Nazioni Unite hanno lanciato a Ginevra un appello per una raccolta di fondi record volta a finanziare le operazioni di assistenza umanitaria nel 2018. Secondo l’Organizzazione, serviranno 22,5 miliardi di dollari per fornire cibo, alloggio, assistenza sanitaria, istruzione, protezione e altre forme di aiuti a 91 milioni di persone nel mondo. Tra i Paesi più a rischio la Siria e lo Yemen, poi Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Libia e Somalia. «Le agenzie umanitarie possono solo rispondere alle crescenti esigenze con il generoso sostegno dei nostri donatori. Investire in piani di intervento coordinati è una scelta sana», ha detto il responsabile delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, Mark Lowcock.

In Spagna, il giudice del Tribunale supremo Pablo Llarena deciderà lunedì se procedere o meno alla scarcerazione del vicepresidente catalano destituito Oriol Junqueras e degli altri sette ex ministri detenuti, come pure dei due dirigenti indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, che ha interrogato oggi. Lo hanno riferito fonti del tribunale.

Chiudiamo con il caso Giro d’Italia. Dopo le proteste di Israele, che ha minacciato di togliere i finanziamenti alla corsa ciclistica per aver usato l’aggettivo ‘Ovest’ nella denominazione ‘Gerusalemme Ovest’, con conseguente marcia indietro degli organizzatori, ecco arrivare la replica dell’ambasciata palestinese: «Il Giro d’Italia cede al ricatto. Cedendo alle pressioni politiche di Israele, gli organizzatori assecondano una pretesa di annessione condannata da risoluzioni Onu, assumendosi una responsabilità politica che non solo non compete loro, ma che differisce dalla posizione politica della comunità internazionale, compresa l’Italia. Il Giro d’Italia tenta di placare Israele presentando Gerusalemme come una città unificata sotto sovranità israeliana». «Il Giro servirà solo a legittimare l’annessione di Gerusalemme e a distorcere l’autenticità ed il carattere della città», ha detto poi Hanan Ashrawi, a nome dell’Olp. «Organizzando un evento del genere, il Giro si fa complice dell’occupazione militare israeliana e delle sue notevoli violazioni del diritto internazionale».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore