lunedì, Agosto 3

Germania: niente zone di transito per migranti

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Come avevamo anticipato lunedì scorso, la Germania non istituirà le così dettezone di transito‘, in favore delle quali si era pronunciato il vertice di domenica 1 novembre fra i segretari dei partiti di Governo a Berlino, fra cui Angela Merkel. Le ‘zone’, ovvero strutture di transito, avrebbero dovuto essere allestite nelle vicinanze della frontiera con l’Austria e raccogliere per una prima selezione quei migranti la cui richiesta d’asilo non potrebbe essere accolta (ad esempio perché vengono da Paesi nei quali non sono in corso conflitti armati). I migranti raccolti nelle ‘zone’ non avrebbero avuto il diritto di allontanarsene.

Questo sistema aveva sollevato fin da subito proteste sia nel mondo politico, in particolare dei verdi e della sinistra, sia fra la popolazione, una parte della quale vedeva nella creazione delle zone un’eccessiva limitazione dei diritti dei migranti. Si era segnalato n particolare il vescovo cattolico di Essen, che aveva messo le zone sullo stesso piano dei campi di concentramento.

Era prevedibile che il Governo non se la sarebbe sentita di prendere su di sé la responsabilità di una misura che prestava il fianco a simili attacchi. Poiché i socialdemocratici già al vertice avevano avanzato dubbi sulle zone, si è tenuto ieri, giovedì, l’ennesimo vertice di maggioranza sul problema dei migranti e la linea è cambiata: si rinuncia alle zone di transito in favore dei ‘centri di registrazione’. A parte il nome (che comunque è un aspetto molto importante) le due strutture si differenziano in questo: i centri non saranno istituiti vicino alla frontiera, ma all’interno della Germania; il divieto di allontanarsi non vale per il centro, ma per il distretto in cui il centro è dislocato. Per il resto rimane il principio che già doveva valere per le zone, e cioè che in molti casi l’esame della fondatezza della richiesta d’asilo verrà esaminata in modo semplificato, cioè più rapido. Voci minoritarie nel partito socialdemocratico hanno criticato anche questa semplificazione, che potrebbe portare a giudizi non rapidi ma affrettati.

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