venerdì, Giugno 5

Germania: l’emigrazione fa crescere l’economia

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Il 12 Maggio scorso, Movinga, la nuovissima piattaforma online tedesca al fianco di chi decide di traslocare, ha pubblicato un interessante studio che indaga sui possibili benefici che il capitale umano straniero ha in Germania. La ricerca è stata condotta in ognuno dei 16 Stati federali. Ecco gli indicatori presi in esame: il quantitativo di aziende che ricevono capitale di rischio, il numero delle domande di brevetti, il tasso di disoccupazione e la percentuale delle persone nate altrove. I risultati mostrano che gli Stati tedeschi con una più alta percentuale di persone nate allestero, hanno i più alti livelli di innovazione e progresso. Viene evidenziato che attrarre più persone da altre realtà, non significa affatto un aumento della disoccupazione.

Un risultato di indubbio interesse, soprattutto nell’Europa di oggi che vede un flusso migratorio costantemente in aumento e in cui sembra prendere sempre più piede il pensiero di molti, ovvero, che la migrazione è uno dei più grandi ‘problemi’ odierni. I nazionalismi imperversano e lasciano intravedere il timore sempre maggiore di una crisi senza fine, di posti di lavoro ‘rubati’, di un sistema che crolla a picco. E se guardiamo il lato politico, l’Unione Europea in primis, sembra non trovare una linea politica che trovi tutti concordi. Sembra, quindi, che regolare la questione sia un’impresa impossibile. Ma se non fosse così?

«Il nostro lavoro a Movinga è aiutare le persone a trasferirsi senza problemi da un posto ad un altro», dichiarano i ricercatori. «E’ nel nostro miglior interesse comprendere i benefici che queste persone possono portare alle città, alle Nazioni e all’economia in generale». Il report mostra tutti i possibili impatti che i migranti hanno sulla società tedesca, mettendo in risalto che laiuto proveniente dagli stessi, sfata i miti recentemente alimentati dalla società. «Quando abbiamo comparato la crescita economica e la disoccupazione in Francia e in Germania, abbiamo scoperto che ci sono buone ragioni per credere che il lavorostranieropossa accelerare leconomia anziché danneggiarla», così si è espresso Finn Hänsel di Movinga. «In qualità di compagnia che assume sia lavoratori tedeschi che lavoratori stranieri, riusciamo a vedere chiaramente i benefici che il lavoro straniero apporta alla crescita».

Nel 2014, i trasferimenti in Germania sono stati molti di più che in ogni altra parte del mondo.
Dal 2006, il numero di persone dirette in terra tedesca è cresciuto di anno in anno, passando da una cifra iniziale di 558.467 milioni a 1.3 milioni nel 2014. Secondo i dati raccolti, circa una persona su cinque in Germania o ha un parente nato allestero o ha origini straniere. Nello stesso periodo, ovvero dal 2006 al 2014, il tasso di disoccupazione tedesco è, inoltre, sceso dal 10% fino al 4.2%. Non scordiamoci anche che l’economia tedesca, nel 2016, è stata la seconda maggiormente in crescita rispetto agli altri Paesi del G7.

Tutti i dati utilizzati dalla ricerca sono stati forniti dalla Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD) e dal German Federal Statistical Office. Gli studiosi hanno preso in considerazione il capitale di rischio e le domande di brevetto come indicatori di innovazione rispetto al passato. Il capitale di rischio consiste in denaro investito in un progetto che di solito serve per un nuovo o un più esteso business. Avere unalta concentrazione di aziende che accettano capitale di rischio è, quindi, assolutamente indicativo della dinamicità e della crescita veloce della regione analizzata. I brevetti, a loro volta, sono sottoscritti da coloro che sperano nella salvaguardia di nuovi concetti ed invenzioni. E’ risultato che le domande di brevetto, portatrici di innovazione, sono tipiche delle aree territoriali dove la ricerca è un settore forte e così è anche il settore dedicato allo sviluppo.

L’altro indicatore esaminato è stato quello relativo alla disoccupazione che, per definizione, avviene quando una persona cerca attivamente un lavoro ma non riesce a trovarlo. Un tasso basso di disoccupazione, perciò, è un altro indicatore di uno Stato economicamente prospero. Per analizzare i possibili benefici del capitale umano straniero, lo studio compara gli indicatori chiave dell’innovazione e della crescita economica sopra illustrati, con la percentuale della popolazione nata in un’altra parte del mondo.

Con 81.4 milioni di cittadini, la Germania è lo Stato con la popolazione più numerosa di tutta Europa. E’ anche la Nazione con la più alta percentuale di persone nate altrove, con più di 7.8 milioni di persone (ovvero il 9.6%) nate in altri Paesi. Nello studio viene anche precisato che, questa diversità non è sparsa uniformemente nei 16 Stati federali: infatti 5 Stati contano più del 10% di cittadini nati all’estero, dove, invece, in altri 5 Stati la popolazione straniera risulta inferiore al 3%.

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