venerdì, Novembre 15

Germania – Italia: l’ incontro tra Paolo Gentiloni e Angela Merkel Al centro dell' incontro diverse questioni. Tra le altre, anche il voto italiano del 4 marzo. Quale risultato preoccupa di più Berlino? Lo abbiamo chiesto a Gian Enrico Rusconi

0

Dopo aver disertato il bilaterale ufficiale previsto tra Italia e Germania, quasi dieci giorni fa, perché impegnata nelle ultime trattative con l’ SPD di Martin Schulz per formare un governo a quattro mesi dalle elezioni, Angela Merkel ha oggi incontrato, a Berlino, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Numerose le questioni al centro del vertice tra i due leader rappresentanti due Nazioni il cui interscambio ha raggiunto, nel 2016, il record di 112,11 miliardi di euro, di cui l’import italiano dalla Germania sfiorava il 59,4 % del totale mentre l’export dall’Italia alla Germania toccava il 52,7 %.

Per Germania e Italia è un periodo di impasse. La prima è in attesa dello svolgimento del referendum per la ratifica dell’ accordo sulla Grande Coalizione, il cui esito è vincolante, tra i  463.723 iscritti al Partito Socialdemocratico, che, nel frattempo, sebbene non senza polemiche interne, ha visto conclusa la parabola di Martin Schulz che aveva annunciato le sue dimissioni dalla segreteria del Partito, accettando la carica di Ministro degli Esteri. A succederlo, alla guida dell’ SPD, Andrea Nahles. Oltre al Ministero degli Esteri, il Partito Socialdemocratico tedesco, nella sua trattativa con la CDU/CSU, ha ottenuto anche il dicastero del Lavoro, degli Esteri, , della Famiglia, della Giustizia, dell’ Ambiente e delle Finanze. Il Ministero, gestito, fino a pochi mesi fa, da Wolfgang Schauble, dovrebbe essere affidato al socialdemocratico, Olaf Scholz, già sindaco di Amburgo, che diventerebbe dovrebbe, secondo alcune indiscrezioni, anche la Vicecancelliere.

«Per la verità non ho fatto appelli al voto in un senso o nell’altro. Ho dato una valutazione politica: per il mio Paese l’accordo di coalizione che si è realizzato in Germania è una cosa buona e giusta, che aiuta il progetto europeo e quindi penso che la decisione dei vertici dell’Spd di sottoscriverlo vada in una direzione importante per l’Europa e per l’Italia» ha detto Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa congiunta con la Cancelliera.  L’ Italia, dal canto suo, rischia di finire in uno stallo ancora peggiore, visto che, come fotografato dagli ultimi sondaggi pubblicati, c’è il rischio che nessuno conquisti una maggioranza che garantisca la governabilità alle prossime elezioni del 4 marzo. Una soluzione potrebbe essere una Grande Coalizione? Secondo Costituzione, sarà compito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sciogliere il nodo.

Certamente, Gentiloni si è detto convinto che «l’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei».

«La nostra politica è nota, abbiamo governato, siamo europeisti. Certo che sarebbe bello se il mezzo a sinistra fosse sufficiente per se stesso. Se così non fosse, allora il Partito Democratico sarebbe almeno il cardine di una nuova maggioranza di governo. Credo fermamente che l’Italia otterrà un governo dopo queste elezioni e che questo governo sarà europeista» ha sostenuto il Presidente del Consiglio italiano in un’ intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, specificando che «a Bruxelles e Berlino si spera abbastanza chiaramente per una così grande coalizione di forze moderate – per un’Italia stabile, amica dell’Europa». 

Ma non è molto lontano, nella mente della Cancelliera, il ricordo dell’ articolato rapporto  con l’ ex premier Matteo Renzi. Inoltre, il pericolo di un’ Italia che non rispetta le regole europee soprattutto sul lato economico-finanziario, nell’ ottica di una prossima possibile riduzione del Quantitative Easing della BCE di Mario Draghi, tiene Berlino con il fiato sospeso. C’ è l’ incognita rappresentato dal Movimento 5 Stelle. Poi il ritorno alla ribalta Silvio Berlusconi che si è presentato come garante della coalizione di centro-destra, di cui fanno parte anche la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’ Italia di Giorgia Meloni, a Bruxelles e che, da sempre, aderisce al Partito Popolare Europeo, lo stesso di Angela Merkel. Senza tralasciare l’ ottimo rapporto che il nuovo Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani intrattiene con la Cancelleria.

Gentiloni ha altresì precisato come tra Italia e Germania «c’è una visione comune che certamente sarà importante per il rilancio dell’Unione europea. I rapporti che abbiamo tra Italia e Germania, con la Francia e con altri Paesi europei oggi sono fondamentali per cogliere l’occasione che l’Europa ha davanti». Infatti, se «nel 2016» – ha aggiunto il premier italiano – «sembrava sgretolarsi il progetto europeo, nel 2017 sono state date risposte ai rischi del populismo, nel 2018 abbiamo il dovere di rispondere a una domanda di Europa che c’è sulle grandi questioni globali».

Senza poi contare l’ enorme problema dell’ immigrazione riguardo al quale il Presidente del Consiglio italiano ha ribadito che «non possiamo accettare l’idea che un Paese si tiri fuori dalle responsabilità comuni sul tema dei migranti. Ognuno deve fare la sua parte»

 Quale prospettiva elettorale italiana preoccupa di più Berlino? Quale piega prenderanno le dinamiche europee? Lo abbiamo chiesto al Professor Gian Enrico Rusconi, grande esperto di storia tedesca, che ha insegnato Scienza Politica all’ Università di Torino.

«L’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei» ha detto il Presidente del consiglio Paolo Gentiloni al termine al termine dell’incontro con la Cancelliera tedesca Angela Merkel.  Quale esito del voto politico italiano preoccupa di più la Germania?

La Germania ha talmente tanti problemi suoi che guarda con molta distrazione quello che succede in Italia, anche perché non lo capisce molto bene. Inizialmente i 5 stelle sembravano un rinnovamento, ma poi l’ entusiasmo verso di loro si è raffreddato. Sono certamente stupefatti della ripresa di Berlusconi. Non riescono bene a comprendere quel che succede. E’ anche vero che si sono già rassegnati nel senso che conoscono già Berlusconi e sanno che con lui non c’è pericolo. Non è battuta quando si dice ‘non sanno cosa succede’: sicuramente questa volta sono molto preoccupati. Ma, in realtà, siamo noi che ci siamo dimenticati della Germania: è una situazione molto seria. Potremmo dire che i due Paesi si stanno ignorando perché entrambi alle prese con i loro problemi. E i due responsabili si sono incontrati e hanno detto delle cose molto generiche.

A proposito di Berlusconi: il leader di ‘Forza Italia’ si è presentato a Bruxelles come garante del centro destra in Europa. Non va, inoltre, dimenticato che aderisce al Partito Popolare Europeo come Angela Merkel. Dunque, la Cancelliera considera più rassicurante Paolo Gentiloni o Silvio Berlusconi?

E’ molto difficile dirlo. Angela Merkel ha conosciuto un po’ tutti, ma spesso è stata delusa dai governanti italiani. Mentre sa benissimo i limiti e il ruolo che ha Silvio Berlusconi, il resto è incerto. Certamente lui, nell’ ottica dei tedeschi, è molto meno pericoloso di altri. La paura è che l’ Italia possa provocare una grande crisi, trasformando il grande risentimento popolare in un’azione politica. Questa situazione è talmente confusa che è difficile anche per lei fare chiarezza. La Merkel ha avuto una simpatia per Renzi, ma anche da lui è stata delusa. Del resto, sono stati soprattutto i leader italiani a deluderla perché sono inaffidabili.

L’ alleanza tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, anche tenendo conto dei mutati rapporti di forza tra i due partiti, preoccupa la Germania?

E’ difficile visto che non riesce a capire nemmeno cosa stiano facendo. Anche perché la situazione in Germania è molto grave: è la prima volta, dal Dopoguerra, che non riescono a formare un governo e che c’ è l’ AfD che sta in Parlamento.  E’ una cosa inattesa: chi l’ avrebbe detto, un anno fa, che la Germania si sarebbe trovata in questa situazione. Mentre l’ Italia, da questo punto di vista, è sempre stata così.

In molti auspicano che anche le forze politiche italiane seguano l’ esempio della Grande Coalizione tedesca. Ritiene possibile un’ edizione italiana della Grosse Koalition?

Sono sciocchezza. La CDU e l’ SPD non hanno niente a che vedere con il nostro panorama politico. La Grande Coalizione è una cosa molto tedesca e molto legata alla loro cultura. Se si dovesse fare, sarebbe una cosa all’ italiana, completamente diversa. Inoltre, l’ AfD è andata in Parlamento e non collabora con nessuno; la Lega di Salvini è costretto a collaborare.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore