domenica, Novembre 17

Germania, hacker attaccano i partiti (tranne l’ultradestra) Frontex: migranti arrivati in Italia calati dell'80%. Usa, Trump non cederà sul muro con il Messico

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Germania sotto attacco hacker. I dati personali di centinaia di politici sono stati hackerati e pubblicati su Twitter. Colpiti tutti i partiti, tranne l’ultradestra. Sono stati coinvolti infatti Cdu, Csu, Spd Verdi, Fdp e Linke, ma non l’Afd. Ad essere pubblicati numeri di cellulari, dati di carte d’identità, chats, lettere, conti e informazioni di carte di credito.

I dati sarebbero stati disponibili su internet già a Natale, ma i gruppi parlamentari dei partiti coinvolti sono stati avvertiti soltanto ieri. Ancora da capire da dove sia partito l’attacco ma anche la veridicità dei dati pubblicati. Tra i personaggi che hanno subito l’attacco anche Angela Merkel, che intanto ha confermato che sarà ad Atene giovedì prossimo, per una visita di due giorni, nel corso della quale incontrerà il premier greco Alexis Tsipras. Si tratta della prima visita in Grecia dal 2014, quando si era nel pieno delle misure di austerity per salvare il Paese.

Il numero di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo centrale nel 2018 per raggiungere l’Italia è sceso dell’80% rispetto al 2017 a poco più di 23.000. Sono i numeri di Frontex, che parla di un calo complessivo di un quarto del numero di attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’Ue rispetto al 2017, mentre è raddoppiato il numero di migranti in arrivo in Spagna. Nel frattempo l’UNHCR ha chiesto alle autorità algerine affinché accolgano un gruppo di rifugiati che si trova da giorni al confine tra Algeria e Niger. Centoventi tra siriani, palestinesi e yemeniti, dopo un periodo di detenzione a Tamanrasset nel sud dell’Algeria, sono stati trasferiti in un’area vicina al valico di frontiera di Guezzam il 26 dicembre.

Donald Trump non cederà sul muro con il Messico nell’ambito della battaglia per mettere fine allo shutdown. A dirlo la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. Il presidente intanto starebbe considerando il nome di Jim Webb, ex senatore democratico ed ex ministro della Marina nell’amministrazione Reagan, come successore di James Mattis alla guida del Pentagono.

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha confermato che Israele sta aiutando l’Egitto a combattere l’Isis con raid aerei segreti nel Sinai. L’ammissione, che conferma indiscrezioni del New York Times e di un media israeliano, è stata fatta in un’intervista che sarà trasmessa domenica dalla tv statunitense Cbs.

Parlando di Israele, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Siria, anche alla luce dei piani di Washington di ritirare le truppe statunitensi. «La discussione si è incentrata sugli sviluppi in Siria, anche alla luce dei piani degli Stati Uniti di ritirare le truppe, sottolineando la necessità della definitiva sconfitta del terrorismo e il rapido raggiungimento di una soluzione politica in Siria», fa sapere il Cremlino.

Nuove operazioni in Turchia contro sospetti infiltrati nelle forze armate per conto della rete di Fethullah Gulen, ritenuta responsabile di aver organizzato il fallito colpo di stato del 2016. Emessi ben 60 mandati di cattura.

Devastati la scorsa notte nel rione Tel al-Hawa di Gaza City gli studi della televisione ‘Falastin‘ legata all’Anp di Abu Mazen, provocando danni materiali valutati in 150 mila dollari. L’episodio giunge in un momento di elevata tensione fra Hamas ed al-Fatah.

Non è sufficiente il processo in corso in Arabia Saudita. L’Ufficio dell’Onu per i diritti umani (Ohchr) parla dell’omicidio di Jamal Khashoggi e rilancia l’appello a condurre piuttosto un’inchiesta con il coinvolgimento internazionale.

In Sudan la polizia ha dovuto usare i gas lacrimogeni per disperdere migliaia di dimostranti che a Khartoum protestavano contro il presidente Omar al Bashir. La protesta ha avuto luogo in otto diversi distretti della capitale, ma anche in altre città.

Chiudiamo con lo Yemen, dove l’inviato dell’Onu Martin Griffiths si recherà nella regione questo fine settimana per parlare con i leader governativi e i ribelli. Griffiths vuole incontrare i leader dei ribelli Houthi, per poi recarsi in Arabia Saudita e parlare con il presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi.

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