sabato, Dicembre 7

Germania: Angela Merkel e la fronda CSU Angela Merkel si appresta ad incontrare Giuseppe Conte, ma deve fronteggiare la fuga a Destra di Seehofer

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Ore difficili per il Cancelliere tedesco, Angela Merkel. Negli ultimi giorni, infatti, sembra cominci a vacillare quell’alleanza tra la sua Christlich Demokratische Union Deutschlands (CDU: Unione Cristiano-Democratica di Germania) e la Christlisch-Soziale Union in Bayern (CSU: Unione Cristiano Sociale in Baviera). L’unione tra CDU e CSU ha radici antiche: la prima volta che i due partiti costituirono un gruppo parlamentare unito fu nel 1949; da allora, salvo brevi periodi di disaccordo, i due partiti sono stati legati da una forte alleanza, capace di garantire loro molte vittorie elettorali. Questo asse politico vincente, però, sembra cominciare a vacillare pesantemente sotto l’onda della crisi delle Istituzioni a tutti i livelli, dall’Unione Europea agli Stati, fino ad arrivare ai partiti tradizionali.

Lo spinoso tema che ha fatto emergere la crisi è, ovviamente, sempre il solito: l’immigrazione. Nonostante la storica alleanza, infatti, i due partiti non sono su posizioni esattamente identiche: la CDU di Angela Merkel si pone da sempre su posizioni più moderate e centriste rispetto alla bavarese CSU dell’attuale Ministro dell’Interno, Horst Seehofer, tradizionalmente su posizioni più conservatrici.

Il punto della discordia riguarda la politica da attuare sulla gestione della crisi migratoria che sta investendo la UE.

Seehofer, in aperto contrasto con la linea della CDU, ha avanzato una proposta per il respingimento di quei migranti già registrati in altri Paesi UE (scaricando, di fatto, il peso della pressione migratoria sui Paesi mediterranei) e, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe pronto a sfidare il veto del proprio Cancelliere. È da molto tempo, infatti, che Seehofer sente di non essere più in sintonia con la Merkel: secondo alcune fonti della CSU, il Ministro avrebbe addirittura affermato di non poter più lavorare con lei. Una ragione più profonda della ribellione bavarese potrebbe ricercarsi nel recente calo elettorale avuto proprio in Baviera dove, nel 2017, la CSU ha perso diversi punti percentuali a favore del partito xenofobo ed euro-scettico Alternative für Deutschland (AfD: Alternativa per la Germania): l’amplificazione delle posizioni più conservatrici della CSU sarebbe, dunque, un tentativo di inseguire AfD nel proprio campo, prendendo le distanze da una CDU che viene percepita come troppo moderata e filo-europea.

Dal canto suo, la Merkel resta favorevole ad una soluzione europea (seppur moderata) del problema dei migranti. Durante il prossimo vertice UE del 28 e 29 giugno, infatti, il Cancelliere tedesco proporrà una gestione maggiormente condivisa da parte di tutti gli Stati dell’Unione; non solo, nei piani della Merkel ci sarebbe anche un incontro a breve con i Governi dei Paesi più esposti alla pressione migratoria (Italia, Grecia, Spagna). La posizione della CDU, quindi, resta quella della condivisione per evitare che, seguendo la linea delle decisioni unilaterali proposta dalla CSU, il Paese si trovi isolato nella UE.

Il contenzioso tra Merkel e Seehofer, quindi, mette in pericolo la tenuta di un Governo di Große Koalition di cui fa parte anche il Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD: Partito Socialdemocratico di Germania) il quale, seppur minoritario nel Governo, dovrebbe seguire la CDU, se non spingerla ancora di più, sulla strada dell’accordo europeo. Angela Merkel, però, deve anche guardarsi da una opposizione interna al proprio partito che, volendo porre fine al suo strapotere al vertice della CDU, potrebbe cogliere l’occasione per appoggiare la linea di Seehofer.

Attualmente, l’ipotesi più plausibile è che Seehofer decida di congelare la decisione sui respingimenti a dopo l’incontro UE del 28 e 29 giugno; a giudicare dall’opera di diplomazia parallela portata avanti dal Presidente della CSU (che ha preso contatti con rappresentati di Governi decisamente euro-scettici, come il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, e il Cancelliere austriaco, Sebastian Kurz), è comunque improbabile che il Ministro dell’Interno sarà soddisfatto dei risultati del vertice.

Nel frattempo, Angela Merkel, si appresta ad incontrare il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte.

Reduce dall’incontro con il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, Conte arriva in Germania con alle spalle l’azione politica del proprio Ministro degli Interni, Matteo Salvini che, di fatto, guida la politica del Governo italiano in fatto di immigrazione. Superate le tensioni tra Roma e Parigi, il Presidente del Consiglio italiano arriva a Berlino forte del generico accordo raggiunto con Macron su dei centri di raccolta europei sulle coste dell’Africa settentrionale (un piano certo di non facile realizzazione).

A questo punto, Angela Merkel potrebbe cogliere l’occasione della visita di Conte per tentare di ristabilire quell’accordo tra Roma, Berlino e Parigi che era stato l’obiettivo dei precedenti Governi italiani e che, dopo le ultime elezioni, è sembrato fortemente vacillare sotto le spinte dei vittoriosi movimenti populisti. Al di là del generico accordo franco-italiano, però, non è chiaro quanto margine di trattativa potrà avere il Cancelliere tedesco: se, da un lato, il Governo italiano chiede maggiore condivisione della pressione migratoria da parte della UE (andando incontro, in questo, alle posizioni della Merkel), dall’altro la vicinanza dei partiti di Governo a gruppi come il Front National francese, o a Governi fortemente euro-scettici come quello ungherese ed austriaco, potrebbe rendere le trattative poco più che una formalità simbolica (spalancando le porte ad una crisi inedita all’interno del Bundestag.

Bisognerà vedere se varrà di più la diplomazia ufficiale, rappresentata dall’incontro tra Merkel e Conte, o quella parallela, incarnata dai contatti tra Salvini e Seehofer.

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