mercoledì, Agosto 5

Gentiloni da Putin spinge per la ripresa del dialogo Ue-Russia

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Spostiamoci in Gran Bretagna, dove ferve la campagna elettorale per il voto dell’8 giugno. Secondo il sindacato Unite, la rimonta dei Labour sui Tories è una mission impossible. A dirlo il segretario della principale organizzazione di lavoratori del regno, Len McCluskey, alleato storico di Jeremy Corbyn, che ha definito un eventuale trionfo eccezionale, viste le divisioni interne ai Labour. E anzi ammette che l’eventuale difesa di almeno 200 seggi in Parlamento (rispetto agli attuali 232) sarebbe per Corbyn un successo.

In Francia invece Jean-Yves Le Drian è stato nominato ministro degli Esteri. Socialista, è unanimemente apprezzato per l’operato da ministro della Difesa nell’ultimo governo di François Hollande. Quanto a Bruno Le Maire all’Economia, si tratta dello ‘strappo’ più vistoso nel senso della ricomposizione politica voluta da Emmanuel Macron: dirigente dei Républicains, neogollista da sempre, ex capo di gabinetto di Dominique de Villepin, si era presentato alle primarie della destra e del centro. Sylvie Goulard è stata nominata ministra della Difesa.

Questa la lista dei 18 ministri e i 4 sottosegretari (11 donne e 11 uomini) del governo di Edouard Philippe:

Ministro dell’Interno: Gerard Collomb.

Ministro della Transizione ecologica: Nicolas Hulot.

Ministro della Giustizia: Francois Bayrou.

Ministra delle Forze armate: Sylvie Goulard.

Ministro degli Esteri: Jean-Yves Le Drian.

Ministro della Coesione dei Territori: Richard Ferrand.

Ministra delle Solidarietà e della Salute: Agnes Buzyn.

Ministra della Cultura: Francoise Nyssen.

Ministro dell’Economia: Bruno Le Maire.

Ministra del Lavoro: Muriel Penicaud.

Ministro dell’Educazione nazionale: Jean-Michel Blanquer.

Ministro dell’Agricoltura: Jacques Mezard. Ministro dell’Azione e dei Conti pubblici: Gerald Darmanin. Ministro dell’Insegnamento superiore: Frédérique Vidal.

Ministra dell’Oltremare: Annick Girardin.

Ministra dello Sport: Laura Flessel.

Ministra dei Trasporti: Elisabeth Borne. Ministra degli Affari Europei: Marielle de Sarnez.

Sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento e portavoce del governo: Christophe Castaner

Sottosegretaria per la Parità tra donne e uomini: Marlène Schiappa.

Sottosegretaria per le Persone handicappate: Sophie Cluzel.

Sottosegretario per il Digitale: Mounir Mahjoubi.

In Grecia la polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro decine di giovani dimostranti che aveva attaccato gli agenti con sassi e petardi davanti al palazzo del Parlamento, dove si stava protestando contro il programma di austerity del Paese nel giorno dello sciopero generale contro i tagli al bilancio. Non lontano dal Parlamento però un gruppo di poliziotti si è unito alla protesta e ha bloccato l’entrata al palazzo che ospita il ministero delle Finanze.

Torniamo negli  Usa, dove è stata liberata Chelsea Manning, l’ex soldato condannato per aver passato informazioni segrete a WikiLeaks a 35 anni di prigione. Lo scorso gennaio, poco prima di lasciare la Casa Bianca, il presidente Obama aveva commutato la pena. Un portavoce dell’esercito ha anche sottolineato che la Manning non riceverà lo stipendio ma avrà diritto a cure mediche gratuite. Manning aveva fatto outing come transgender dopo l’arresto nel 2010 e in prigione aveva sia cambiato nome che iniziato la cura a base di ormoni per il cambiamento di sesso.

«Nonostante l’insicurezza che regna nei Paesi della regione, l’Iran si sta preparando a tenere elezioni con calma e sicurezza, costituendo un esempio» per tutta l’area mediorientale. A dirlo l’ayatollah Sayyed Ali Khamenei, parlando delle prossime votazioni, in programma il 19 maggio. «Alcune nazioni regionali, i cui governi sono sotto il protettorato del regime americano, disprezzano le elezioni ed è un sogno per loro poter votare e scegliere chi li governa», ha detto, tirando in ballo, anche se non esplicitamente, l’Arabia Saudita.

Chiudiamo con l’Afghanistan, dove un gruppo di uomini armati ha attaccato l’edificio che ospita la tv di Stato nel centro di Jalalabad. Ad intervenire gli uomini della sicurezza, che hanno ingaggiato un lungo scontro a fuoco. Al momento non si hanno notizie di morti o feriti, ma l’attacco è stato rivendicato dall’Isis.

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