giovedì, Dicembre 12

Gentiloni da Putin spinge per la ripresa del dialogo Ue-Russia

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L’Italia sostiene la ripresa del dialogo tra Russia e Ue. E’ questo quanto è emerso dall’incontro a Sochi tra il premier Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin. «Bisogna riprendere con forza il dialogo Ue-Russia: è un partenariato strategico che la crisi ucraina non può cancellare», ha affermato Gentiloni.  E sulle sanzioni ha ribadito: «Nessuno pensi che l’Italia romperà in solitaria con i suoi alleati dell’Unione Europea, ma nessuno creda che decisioni sul rinnovo delle sanzioni alla Russia dopo la crisi ucraina possano essere prese con il pilota automatico senza essere precedute da discussioni».

«L’Italia per la Russia è un partner importante ed è uno dei paesi chiave nel nostro commercio con l’estero. Voglio sottolineare l’importanza dell’incontro di oggi col premier Paolo Gentiloni, abbiamo parlato di molti temi», il commento invece di Putin.

Nel frattempo continuano le polemiche attorno al presidente Usa Donald Trump, dopo quelle riguardanti la condivisione di informazioni classificate con la Russia.  Secondo il ‘New York Times‘, chiese al direttore dell’Fbi, James Comey, di chiudere le indagini su Michael Flynn, il consigliere alla sicurezza nazionale travolto dal Russiagate. A riferirlo lo stesso Comey. Qualora sia provato che il presidente abbia cercato di esercitare la sua influenza sul Dipartimento di Giustizia e sull’Fbi, si spiegherebbe i repentino licenziamento di Comey ma per Trump ci sarebbe anche il rischio impeachment.

A difenderlo lo speaker della Camera, Paul Ryan, che ha confermato di continuare ad avere fiducia nel presidente Trump: «C’è bisogni di fatti, prima di affrettarci a conclusioni, non possiamo avere a che fare solo con speculazioni». Riguardo invece al precedente scandalo, è intervenuto il presidente russo Putin, che ha dichiarato:  «In Usa si sta sviluppando una specie di schizofrenia politica. Se l’amministrazione Usa è d’accordo noi siamo disposti a pubblicare il testo dell’incontro fra il presidente e Serghei Lavrov: è impossibile immaginare una bufala del genere».

Ancor più preoccupante la situazione in Venezuela. Il presidente Nicolas Maduro ha esteso per altri 60 giorni il decreto di ‘stato di eccezione ed emergenza economica’ che gli permette di restringere le garanzie costituzionali ‘per preservare l’ordine’ nel Paese. E’ la settima volta consecutiva che Maduro estende i poteri speciali promulgati nel gennaio del 2016, senza l’autorizzazione del Parlamento, in mano all’opposizione. «E’ un inganno per sospendere le garanzie costituzionali, cercare di camuffare la repressione e giustificare gli eccessi e le violazioni dei diritti umani», ha detto Jesus Ollarves, docente alla facoltà di legge dell’Università Centrale,

Confermato intanto per sabato l’incontro tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente ucraino Petro Poroshenko a Berlino. Al centro dei colloqui ci saranno la situazione nell’Est dell’Ucraina, le relazioni bilaterali e l’agenda delle riforme in Ucraina. Ad annunciarlo il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert.

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