sabato, Ottobre 24

GB, rinvio del voto sull’accordo con l’Ue per la Brexit 164 Paesi hanno aderito per acclamazione, durante il vertice di Marrakech, al Global Compact

0

La Gran Bretagna è libera di revocare in modo unilaterale la Brexit. Lo ha stabilito la sentenza odierna della Corte di giustizia dell’Ue. Ma Londra non ha alcuna intenzione di tornare indietro. O almeno così sembra. Perché è sempre di oggi la decisione da parete del governo di Theresa May di rinviare il voto sull’accordo ammettendo che se fosse avvenuto domani la sua intesa sarebbe stata respinta con ampio margine allo stato a causa dei dissensi sul tema del backstop.

L’accordo raggiunto con l’Ue sulla Brexit resta il migliore possibile, ha ripetuto comunque la May ai Comuni, insistendo che esso garantisce comunque «un’uscita negoziata» dall’Ue. La premier ha poi sfidato chi vuole un referendum bis a dirlo chiaramente. Poi ha annunciato che ha detto che intende recarsi a Bruxelles prima del vertice Ue di giovedì prossimo, 13 dicembre, per discutere con i leader europei e la Commissione alcuni cambiamenti all’intesa sulla Brexit.

«Non abbiamo più un governo funzionate», ha commentato il leader laburista, Jeremy Corbyn, al preannuncio di un rinvio del voto sulla ratifica dell’accordo sulla Brexit. «Questo accordo così disastroso da scegliere la mossa disperata di un rinvio dell’11/ma ora», ha detto, rilanciando l’idea «alternativa del Labour di un’intesa che privilegi i posti di lavoro da porre sul tavolo di futuri colloqui con Bruxelles».

Rimanendo in Europa, l’incontro tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il premier Giuseppe Conte avrà luogo mercoledì a Bruxelles, alla vigilia del vertice europeo.  Italia che non è tra i 164 Paesi  che oggi hanno aderito per acclamazione, durante il vertice di Marrakech, al Global Compact, il patto Onu sui migranti. Fuori anche gli Usa. Però per l’italia è arrivato anche il monito da parte di Amnesty International, che parlando del nostro Paese definisce la situazione come «gestione repressiva del fenomeno migratorio», «erosione dei diritti umani dei richiedenti asilo» e «sgomberi forzati senza alternative». E sul Dl sicurezza, Amnesty afferma che contiene misure che «erodono gravemente i diritti umani di richiedenti asilo e migranti e avranno l’effetto di fare aumentare il numero di persone in stato di irregolarità presenti in Italia».

In Francia, in serata è atteso il discorso alla nazione di Emmanuel Macron. Intanto ilportavoce del governo Benjamin Griveaux si è detto «sicuro che il presidente della Repubblica sarà in grado di ritrovare la strada per raggiungere il cuore dei francesi, toccarli al cuore e parlare al loro cuore». Nel mirino ovviamente la questione gilet gialli. Il fedelissimo del presidente ha evocato come possibili annunci tagli alla fiscalità e aumento dei redditi con bonus eccezionali per i cittadini. Anche la ministra del Lavoro, Muriel Pénicaud, ha confermato che Macron annuncerà misure concrete e immediate a vantaggio del potere d’acquisto dei francesi. Nel frattempo il Cremlino ha bollato come ‘diffamanti’ le indiscrezioni che indicano un coinvolgimento della Russia nella protesta dei gilet gialli.

In Tunisia invece è l’ora dei gilet rossi, ossia degli insegnanti. Il movimento, da Facebook, rivendica per i giovani «dignità e diritto ad una vita degna». E la Federazione generale per l’insegnamento secondario in Tunisia ha annunciato una mobilitazione permanente a partire da oggi in tutti i provveditorati del Paese e una ‘Giornata della rabbia’ per il 12 dicembre con una manifestazione di protesta nella capitale.

Negli UsaNick Ayers non prenderà il posto di John Kelly come capo dello staff della Casa Bianca. Infatti ha annunciato che lascerà invece l’amministrazione a fine anno e lavorerà con il team di Maga (Make America great again, ndr) per far avanzare la causa. Secondo il Washington Post, avrebbe detto no alla luce delle difficoltà incontrate da Kelly e dal suo predecessore, Reince Priebus.

In Armenia, il premier ad interim, l’ex giornalista 43enne Nikol Pashinian, ha ottenuto la maggioranza in Parlamento alle elezioni di ieri. La sua alleanza, che include il suo partito ‘Contratto civile’, ha ottenuto il 70,4% dei voti.

Chiudiamo con la Turchia, dove anche oggi sono andati in scena arresti di massa con accuse di terrorismo. Sono 926 le persone finite in manette in operazioni condotte in tutto il Paese nell’ultima settimana, secondo il ministero dell’Interno. Molti sono sospettati di legami con la rete di Fethullah Gulen, che Ankara ritiene responsabile del tentativo di colpo di stato del 2016. Arrestati anche 175 presunti affiliati al Pkk curdo, ma a finire in carcere anche 46 supposti membri dell’Isis e 9 di gruppi illegali di estrema sinistra.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore