mercoledì, Agosto 5

GB: la May incontro il DUP e in segreto i Labour

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In Gran Bretagna i colloqui tra gli unionisti del DUP e il primo ministro Theresa May «stanno andando bene». A dirlo la leader del Dup Arlene Foster su Twitter. L’incontro, iniziato a Downing street, si è spostato poi a Westminster, per gli impegni di May in Parlamento in occasione dell’elezione dello speaker (di nuovo John Bercow). «Spero che potremo raggiungere una conclusione il prima possibile», ha confermato la Foster.

Tra i temi dei colloqui: terrorismo, Brexit e questioni economiche legate all’Irlanda del Nord. In particolare la May è chiamata a concedere più fondi a Belfast, ad alleggerire l’austerità in materia sociale e pensionistica e a focalizzare il negoziato per la Brexit sulle questioni economiche più che sul contenimento dell’immigrazione. E proprio per quanto riguarda la Brexit, secondo il ‘Telegraph‘ alcuni membri del governo stanno tenendo incontri segreti con esponenti del partito laburista per arrivare a un mandato negoziale condiviso per una Brexit ‘soft’. In particolare si parla di aperture sui temi dell’immigrazione, del mercato unico e dell’unione doganale. Secondo il quotidiano, le due parti starebbero lavorando all’ipotesi di creare una speciale commissione bipartisan sulla Brexit che assicuri un divorzio dall’UE il meno traumatico possibile.

Parlando sempre di Brexit, interessanti i dati dell’Ufficio federale di statistica della Germania, secondo cui i britannici che hanno ottenuto la cittadinanza tedesca l’anno scorso sono circa 2.865, una cifra mai raggiunta prima d’ora. Si tratta di un aumento del 361% e la causa pare essere proprio la Brexit.

Intanto è allerta per l’amichevole di calcio Francia-Inghilterra che si terrà questa sera allo Stade de France in onore delle vittime degli attentati di Manchester e Londra. Ci saranno il presidente della Repubblica Emmanuel Macron e proprio la May.

Passiamo agli Usa, dove  la ‘CNN‘ ha annunciato che Donald Trump starebbe considerando l’ipotesi di licenziare Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate. La rete cita Christopher Ruddy, un amico del presidente. Ma la Casa Bianca ha negato. I repubblicani nel frattempo fanno muro contro Trump, inviando un messaggio al presidente confermando che Mueller non si tocca. «Sarebbe un disastro. Non c’è ragione di licenziare Mueller», ha affermato il senatore repubblicano Lindsey Graham.

Nel frattempo Repubblicani e Democratici hanno raggiunto un accordo al Senato su un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia. Il piano prevede il rafforzamento delle sanzioni attuali e ne impone di nuove sui soggetti coinvolti in abusi nel campo dei diritti umani e su quelli che stanno fornendo armi al governo del presidente siriano Bashar al-Assad. Ad essere colpiti anche i responsabili di cyber-attacchi per conto del governo di Mosca.

Il Qatar è sempre sulla bocca di tutti. A parlarne oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui il Paese «è stato praticamente condannato alla pena di morte» dall’isolamento imposto nei suoi confronti da diversi Paesi arabi: «È inumano e contro i valori islamici tentare di isolare il popolo di un Paese in ogni ambito, dal cibo alle bevande, ai viaggi, al commercio, alla preghiera». Erdogan ha inoltre annunciato un colloquio a tre in teleconferenza con il presidente francese, Emmanuel Macron, e l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al Thani.

E sempre sulla crisi del Qatar altro colloquio telefonico oggi tra il presidente russo Vladimir Putin e il re saudita Salman. Il leader del Cremlino ha parlato di una crisi che non è ‘propizia’ a una soluzione del conflitto in Siria. «I due capi dello Stato hanno condiviso le loro opinioni sulla situazione in Medio oriente e in Africa del Nord, evocando il deterioramento della situazione in Qatar che, sfortunatamente, non è propizio a un consolidamento degli sforzi congiunti per una soluzione in Siria», ha indicato il Cremlino in un comunicato.

Intanto il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, ha chiesto a quattro Paesi arabi di allentare l’embargo nei confronti di Doha, mentre al ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha chiesto di fare di più nella lotta ai gruppi estremisti. Nei prossimi giorni Johnson incontra i ministri degli Esteri di Arabia saudita, Kuwait ed Emirati e rinnoverà il suo appello per arrivare ad una rapida soluzione diplomatica.

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