sabato, Agosto 8

Gaza, situazione sempre più allarmante I militari israeliani hanno avvertito il Governo giorni fa che la situazione è alquanto disastrosa

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Israele, ieri mattina presto, ha lanciato diversi raid aerei a est della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza; questo in risposta ai tre colpi di mortaio sparati l’altro ieri da Gaza verso la parte sud di Israele, vicino al confine. Queste incursioni israeliane, fortunatamente, non hanno causato vittime, ma i danni non sono mancati.

Mercoledì scorso, un funzionario militare israeliano ha accusato la Jihad islamica, una delle fazioni palestinesi poiché ritenuta responsabile dei colpi di mortaio sia di due giorni fa che di venerdì scorso, data in cui altri tre colpi sono stati lanciati da Gaza sempre verso la parte meridionale del Paese. La minaccia? Quella di colpire la Jihad e le sue infrastrutture sia a Gaza che fuori. Questa, in risposta, ha affermato che le minacce israeliane sono una giustificazione per il lancio di una nuova aggressione contro il nostro territorio, secondo quanto dichiarato.

I militari israeliani hanno avvertito il Governo giorni fa che la situazione a Gaza è alquanto disastrosa e le circostanze di assedio sono sull’orlo di un’esplosione; gli eventi ricordano quelli che hanno preceduto la guerra estiva del 2014. L’emergenza umanitaria nella Gaza assediata è peggiore dall’imponente assedio israeliano a Gaza nel 2007.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che il sistema sanitario di Gaza è prossimo al collasso perché gli ospedali dovranno affrontare un blackout quasi totale entro la fine di febbraio, a meno che non siano garantiti finanziamenti per mantenere in funzione i generatori di emergenza. Gli ultimi dati dell’OMS mostrano che gli ospedali stanno affrontando gravi carenza di medicinali di ogni genere e di altri prodotti utili ai medici. Di 516 farmaci sulla lista dei farmaci essenziali, 223 (ovvero il 43%) erano a livelli di stock zero a novembre, il che significa che le forniture centrali si saranno totalmente esaurite in meno di un mese. Alla fine di novembre, i farmaci utilizzati nei reparti di emergenza e nelle unità di terapia intensiva erano al 48% a stock zero, mentre, dall’altro lato, le carenze di energia hanno reso più difficile per gli ospedali raccogliere e immagazzinare grandi quantità di sangue.

Vediamo ogni giorno il deteriorarsi delle situazioni umanitarie, mentre le continue interruzioni di corrente, che si estendono fino a 20 ore al giorno, hanno portato alla sospensione della normale routine di vita di ogni famiglia; alla mercé dei tagli di elettricità anche le stesse vite dei pazienti negli ospedali. Il 97% dell’acqua di Gaza non è adatta al consumo umano, mentre la povertà nel 2017 ha raggiunto il 70% e il 40% dei bambini di Gaza soffrono di malnutrizione e di altre malattie. I giovani non hanno un lavoro e, che siano studenti o malati e bisognosi di cure, non possono lasciare questo carcere a causa della chiusura dei valichi al confine sia da Israele che dall’Egitto. Il rapporto euromediterraneo sui diritti umani ha affermato che Gaza sarebbe invivibile per il 2020, ma la realtà mostra che Gaza non è vivibile neanche ora.

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