giovedì, Giugno 4

G7, dichiarazione comune su terrorismo. ‘Buon compromesso’ sui migranti

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E’ cominciato a Taormina il G7, sotto la presidenza italiana. Un vertice, definito da Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, il più difficile degli ultimi anni. Tante le posizioni da far coincidere, con l’Italia che spinge su diversi punti, come ha ricordato il premier Paolo Gentiloni prima di accogliere i grandi a Taormina: «Al G7 chiediamo risultati, sappiamo che non sarà un confronto semplice ma lo spirito di Taormina ci può aiutare nella direzione giusta. La straordinaria storia e bellezza che ci circonda credo possa dare un contributo molto importante ai leader del G7 e aiutare la comunità internazionale a dare risposte ai cittadini: sul terrorismo e sicurezza faremo una dichiarazione importante e si affronteranno i temi del cambiamento climatico, dei grandi flussi migratori e del commercio mondiale dal quale dipendono tanti posti di commercio nel mondo».

Tusk, nella riunione, ha poi evidenziato, come del resto si sapeva, divergenze nelle posizioni su clima, commercio, sicurezza, ma ha promesso che la Ue farà di tutto per un’accordo. E poi ha ribadito: «Aspetto che il G7 mostri unità sull’Ucraina e che le sanzioni alla Russia siano confermate fino alla completa applicazione degli accordi di Minsk». Per il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker «l’accordo di Parigi è da applicare interamente».

Nonostante le difficoltà, però si pensa che il G7 si possa chiudere, come atteso, con un comunicato finale ‘snello’: solo 6 pagine contro le 30-40 che hanno caratterizzato finora le conclusioni dei precedenti vertici. Poi anche un appello al terrorismo, firmato ai grandi: «Noi leader del G7 esprimiamo la nostra più sentita vicinanza e le nostre sentire condoglianze per il brutale attacco e le vittime di Manchester che dimostra come dobbiamo rafforzare i nostri sforzi e trasformare i nostri impegni in azioni. Condanniamo in modo più deciso possibile il terrorismo e tutte le sue manifestazioni: la lotta al terrore rimane una delle maggiori priorità del G7. Siamo uniti nel rendere sicuri i nostri cittadini e preservare i loro valori e stili di vita».

Sui migranti, altro tema caldo, invece «è stato raggiunto un buon compromesso: si riconosce l’approccio globale al problema, anche a lungo periodo con il coinvolgimento dei Paesi di origine e la responsabilità condivisa». Anche se, da fonti italia, si fa sapere che la discussione decisiva ci sarà domani. Sulla bozza, trapela, al momento risulta questo: «Pur sostenendo i diritti umani dei migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico».

Andiamo a Manchester, dove la polizia ha effettuato un nuovo arresto nell’ambito delle indagini sull’attentato suicida di lunedì. Secondo il ‘Guardian‘, Salman Abedi si preparava ad agire da almeno un anno. L’uomo avrebbe creato mesi fa un fondo bancario inattivo, da utilizzare per acquistare il materiale necessario a confezionare l’ordigno della strage. E affittato da tempo l’appartamento individuato ora come covo e luogo di assemblaggio della bomba.

Nel frattempo le autorità britanniche, dopo lo stop delle scorse ore, hanno ripreso a condividere le informazioni con gli Stati Uniti sull’attacco terroristico. Ad annunciarlo Mark Rowley, numero 2 di Scotland Yard: «Dopo aver ricevuto nuove assicurazioni, stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner chiave in tutto il mondo, inclusi tutti quelli dell’alleanza di intelligence cosiddetta dei Cinque Occhi».

In Egitto invece è di nuovo strage di cristiani copti. 35 le vittime dell’attacco al bus compiuto da un commando di 10 uomini a Minya, nel sud del Paese. Tra le vittime anche molti bambini mentre fonti della Sicurezza e mediche parlano di 24 morti e numerosi feriti. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha convocato una riunione con i responsabili della Sicurezza. Ahmed Al Tayyeb, il grande imam di Al Azhar, duro nel suo intervento: «E’ inaccettabile. Ogni musulmano e ogni cristiano lo condanna. Tale atto mira a danneggiare la stabilità dell’Egitto».

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