domenica, Febbraio 23

G20, primo faccia a faccia tra Putin e Trump

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E’ iniziato ad Amburgo l’atteso vertice del G20.  Diversi anche gli incontri bilaterali, ma il più atteso era quello fra il presidente Usa Donald Trump e quello russo Vladimir Putin, al loro primo faccia a faccia. «E’ un onore incontrarla», ha detto Trump all’inizio stringendo la mano di Putin. «Le telefonate non sono mai sufficienti: se vogliamo risolvere i problemi bilaterali e le più importanti questioni dell’agenda internazionale servono incontri personali. Spero che l’incontro di oggi produca risultati positivi». Al colloquio hanno partecipato anche i rispettivi ministri degli Esteri, Lavrov e Tillerson. Un incontro atteso, viste anche le ultime uscite di Trump nei confronti di Mosca.

Di certo c’è che Putin è arrivato al G20 per promuovere un cambio di rotta nei confronti del suo Paese e del protezionismo dilagante: «La Russia è contraria al protezionismo che cresce nel mondo. Il commercio illegittimo e le limitazioni finanziarie di evidente origine politica sono infatti mirate a eliminare concorrenti, comportano la riduzione dei legami commerciali e provocano la perdita di fiducia tra gli attori della cooperazione economica, strappando così il tessuto stesso dell’economia mondiale», ha detto il leader del Cremlino.

Nel suo intervento invece il premier italiano Paolo Gentiloni al G20 è tornato a parlare di terrorismo: «Possono esserci visioni geopolitiche diverse tra noi ma abbiamo il dovere di essere uniti contro il terrorismo. Sulla scia della dichiarazione di Taormina è importante un messaggio del G20».

Certo è che i negoziati sul testo del comunicato finale del G20 si stanno dimostrando ‘molto difficili’. A dirlo la cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo cui sono in corso discussioni fra gli ‘sherpa’ per cercare di superare le differenze fra Trump e gli altri leader sul tema del clima.

Intanto rimane alta la tensione in città: dopo i disordini di ieri, la polizia tedesca è intervenuta anche stamattina con gli idranti per disperdere un blocco di manifestanti anti-G20 sulle rive del lago Outer Alster, a poca distanza dal luogo che ospita il vertice. 159 i poliziotti feriti, un centinaio i manifestanti. I manifestanti anti-G20 hanno impedito addirittura alla first lady americana Melania Trump di lasciare la propria residenza e di prendere parte al programma previsto per i partner dei capi di Stato.

Dal vertice poi nuovo appoggio all’Italia sulla questione migranti da parte del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker  «Giusto questa settimana», fanno sapere alcune fonti, l’esecutivo comunitario ha preparato un ampio piano di azione teso a «sostenere l’Italia e ad aumentare la solidarietà. Gli Stati membri hanno dato un forte sostegno a questo piano e sono impegnati a fare la loro parte».

Intanto si torna a parlare del pericolo hacker. Secondo il ‘New York Times‘, che cita un rapporto congiunto del Dipartimento della Sicurezza interna e dell’Fbi, dal maggio scorso gli hacker starebbero penetrando nella rete informatica di compagnie che gestiscono centrali nucleari e altre strutture energetiche, nonché stabilimenti produttivi, in Usa e in altre nazioni. Ancora non è chiaro se i cyberattacchi siano compiuti per ottenere segreti industriali o se invece facciano parte di un piano distruttivo.

Due esplosioni a distanza di un’ora sono avvenute a Lugansk, territorio separatista filorusso fuoriuscito dall’Ucraina. La prima è avvenuta in prossimità della Casa del governo della repubblica e diverse persone sono rimaste ferite: un solo morto, secondo le prime informazioni. L’esplosione sarebbe stata provocata da un ordigno artigianale e si parla di atto terroristico. La seconda esplosione ha colpito la piazza centrale della città.  Secondo le informazioni preliminari si tratterebbe dell’esplosione di una macchina.

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