giovedì, Gennaio 21

Fukushima Daiichi a quattro anni di distanza

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L’11 marzo 2011, il più forte terremoto nella storia del Giappone ha causato uno tsunami gigante che ha ucciso più di 18.000 persone lungo la costa nord-orientale del Paese. Ha inoltre innescato un tracollo triplo presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, a  60 Km di distanza dalla città di Fukushima, capoluogo della prefettura omonima sull’isola di Honshū. La popolazione locale dovrà impiegare quattro decenni per pulire il Paese dalle scorie nucleari presenti, con un costo di decine di miliardi di dollari. L’11 marzo 2011 alcune delle decine di migliaia di persone sono state costrette ad evacuare le loro comunità irradiate dalle radiazioni nucleari e attualmente continuano a vivere in case provvisorie perché le aree limitrofe alla centrale nucleare sono state dichiarate off-limit dalle autorità competenti. Michihito Endo, un evacuato della città di Tomioka, intervistato nel video, afferma “L’energia nucleare e gli esseri umani non possono coesistere”. Si stanno infatti creando in tutto il Giappone gruppi che contestano al governo l’uso ampio di centrali nucleari. Le centrali nucleari, se non correttamente manutenute, possono creare con le radiazioni disperse nell’area dopo lo scoppio della centrale dei grossi rischi alla popolazione e all’ambiente, soprattutto le coltivazioni di riso di cui si nutrono principalmente le popolazioni locali. In questo video si intervistano alcune figure chiave del governo giapponese, come ex Primo Ministro Naoto Kan, sui giorni più critici della crisi dello scoppio della centrale nucleare nel marzo del 2011 e alcuni anziani sopravvissuti alle bombe nucleari di Fukushima e Nagasaki nella Seconda Guerra Mondiale.

(tratto dal sito di ‘The Guardian‘)

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