giovedì, Settembre 19

Fuggire dal ‘Triangolo della Violenza’: in bilico tra Messico e USA Dal Messico agli USA: cause, conseguenze e dati di uno dei flussi migratori più grandi del continente occidentale

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Circa 500.000 persone attraversano i confini del Messico ogni anno. Una migrazione di massa che ha radici geografiche specie in tre stati: El Salvador, Honduras e Guatemala. Il noto ‘Triangolo del Centro America (NTCA)’, ad oggi, è ad oggi una delle zone più pericolose al mondo. Negli ultimi vent’anni, la migrazione dal Centro America verso gli Stati Uniti, è aumentata e quello che, all’inizio, sembrava avere i connotati di un semplice ‘trend’, è diventato un fenomeno duraturo con significative implicazioni, sia per gli Stati Uniti, che per l’intera regione centroamericana.

Ma quali sono le cause di questa migrazione?

Nonostante qualche cambiamento, il complesso dei fattori di spinta e di trazione che guida il fenomeno centroamericano è cambiato poco negli ultimi anni. Il Triangolo del Nord, infatti, continua ad essere afflitto dalla violenza delle bande criminali. La povertà e la mancanza di opportunità economiche in America centrale, a lungo un fattore chiave dell’emigrazione, persistono. Le reti sofisticate di contrabbando continuano a funzionare e ad adattarsi ai cambiamenti. Alcuni fattori di spinta, poi, sono stati esacerbati. Si aggiunge anche la  grave siccità degli ultimi decenni che ha compresso la produzione agricola e ha danneggiato, soprattutto, i piccoli agricoltori. Più di 3.5 milioni di persone sono bisognose di assistenza umanitaria e tutto ciò ha contribuito alle decisioni sulla migrazione di molte famiglie povere, secondo una recente relazione congiunta del Programma Alimentare Mondiale e dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione.

Nei primi 11 mesi del 2017, il Governo americano ha registrato 101 omicidi, il che rende lo scorso anno il più nero da due decadi a questa parte. Un recente studio, inoltre, dimostra che nello stesso arco di tempo, non c’è stata altra regione nell’intero emisfero Ovest ad aver mai visto un così crescente tasso di omicidi come il Messico. Tra gli Stati più violenti, Baja California and Chihuahua.

A Baja California, nel 2017, ci sono stati 1915 omicidi (in aumento rispetto ai 1180 dello stesso periodo nel 2016). Il tasso di omicidi nella città di Tijuana è alto tanto quando quello di El Salvador, già tra i luoghi più violenti al mondo. Circa la metà di questi, si sono verificati a Dicembre. Anche nello Stato di Chihuahua, nello stesso periodo da Gennaio a Novembre 2017, il tasso di omicidi è stato altissimo: 1425 e, di questi, 681 solo nella città di Ciudad Juarez che ha visto un aumento del 23 per cento rispetto agli anni precedenti. Ed il 2018 è iniziato senza promettere di meglio, con già 18 omicidi nella stessa città, di cui 12 nell’arco di un ora e mezza. Ma c’è un altro dato: a Ciudad Juarez, 87 di questi omicidi sono stati femminicidi, facendo innalzare il tasso delle donne uccise del 35%. A confermarlo anche un report di Medici senza Frontiere dello scorso Maggio.

Ma non è solo il tasso di omicidi ad essere aumentato nel Triangolo centroamericano. Il Dipartimento di Stato americano ha recentemente emesso un avviso per chi si trova a viaggiare verso il Messico in cui afferma che «i crimini violenti, come gli omicidi, i sequestri di persona, i furti d’auto e le rapine sono diffusi», e raccomanda ai cittadini di «riconsiderare i viaggi» a Chihuahua, Coahuila, Nuevo León, Sonora e Tamaulipas. Come sottolinea il Latin America Working Group, da un lato, quindi, si consiglia ai cittadini di evitare quelle stesse zone dove, al contempo, si rimandano i migranti e i richiedenti asilo.

Tanti i casi di migranti che vengono respinti e, poi, rapiti. Gente che, per scappare, si ritrova a pagare per venire trasportata di nascosto negli Stati Uniti. Nuevo León, ad esempio, ha il secondo più alto tasso di estorsione del Messico. Lo scordo Agosto è aumentato del 48% rispetto al mese di Luglio. Anche gli altri stati confinanti con il nord –Tamaulipas, Coahuila, Nuevo Leon e Chihuahua-, continuano a classificarsi tra quelli con il più alto numero di sparizioni registrate nel Paese. Cosa c’è dietro? La criminalità organizzata, le forze dell’ordine messicane e le forze armate, spesso in collusione tra di loro. Nel 2016, si è registrato un aumento del numero di crimini contro i migranti e circa il 99 per cento di questi rimane impunito.

Insomma, è comprensibile che grandi masse di migranti arrivate in una volta, possano ostruire il sistema. Il che puntualmente accade. L’arretrato di casi pendenti ha raggiunto il record di 474.025 a Gennaio 2016, con un tempo medio di completamento di 667 giorni.

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