domenica, Novembre 17

Francia, Valls: ‘Un fallimento lasciare in libertà Kermiche’

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Continuano le polemiche in Francia sulle falle della sicurezza dopo gli ultimi attentati. In particolare quello di Rouen e ad intervenire è il premier Manuel Valls, che in una intervista a ‘Le Monde‘ che la decisione di rimettere in libertà uno dei due killer di padre Jacques e di sottoporlo alla misura del braccialetto elettronico è stata «un fallimento». «Quanto accaduto dovrebbe portare i giudici ad avere un approccio diverso, a valutare caso per caso, data la grande capacità di dissimulazione dei jihadisti», ma ammette di non voler cadere «nel facile errore di scaricare sui giudici l’intera responsabilità».

Un’ammissione di fallimento di Valls che arriva dopo le polemiche dei giorni scorsi a seguito dell’identificazione del primo dei due attentatori che martedì scorso hanno ucciso il prete e ferito gravemente uno degli ostaggi in chiesa. Il diciannovenne Adel Kermiche, infatti, era segnalato come probabile foreign fighters, ma è comunque sfuggito alle maglie dei controlli della polizia antiterrorismo. Valls si è anche detto ‘aperto’ all’idea di porre un divieto temporaneo i finanziamenti stranieri per la costruzione o il sostentamento delle moschee. E auspica un nuovo rapporto con l’Islam.

Negli Usa è stato il giorno di Hillary Clinton, che ha accettato ufficialmente la candidatura democratica per le presidenziali di novembre. «Nessuno di noi ha il suo nome su un grattacielo. Siamo costruttori di un altro tipo», dice l’ex first lady nel suo intervento conclusivo della convention, attaccando il rivale Trump. E rispetto all’avversario è più ottimista: «L’America è grande. Non lasciatevi dire da nessuno che siamo deboli. E non credete a Donald Trump che dice di essere l’unico a poter risolvere i problemi. L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura, è la paura. Ma noi non abbiamo paura». Sull’economia invece dice che «non è dove dovrebbe perché la democrazia non funziona. La mia missione come presidente sarà creare più opportunità e più posti di lavoro con buoni stipendi. Sarà la mia missione dal primo all’ultimo giorno». Ringrazia poi Bernie Sanders e ai suoi sostenitori, che comunque erano pronti a protestare (segno della spaccatura interna ai democratici), dice: «Vi ho sentito, la vostra causa è la nostra causa». Non si è fatta attendere poi la risposta di Trump: «Ha paura di nominare l’Islam radicale. E’ sotto Wall Street, non la riformerà».

Nel frattempo l’FBI fa sapere che i successi contro il Califfato in Iraq e in Siria portano a un aumento della possibilità di attentati terroristici nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti. «A un certo punto ci sarà una diaspora di terroristi dalla Siria come non l’abbiamo mai vista finora», commenta il numero uno dell’FBI James Comey. «Del resto non tutti i terroristi dell’Isis moriranno sul campo di battaglia». Mentre torna la paura degli attacchi contro la polizia. A San Diego nel corso di una sparatoria sono stati feriti due agenti. Uno dei due è morto poche ore dopo in ospedale. Già arrestato un sospetto ma è alla ricerca di altri possibili soggetti coinvolti.

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