mercoledì, Agosto 12

Francia, Macron en marche verso l’Eliseo

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Rispettando le previsioni degli ultimi giorni, prima che l’ISIS, a tre giorni del voto, compisse un nuovo attacco e facesse temere che i sondaggi nuovamente potessero andare in tiltEmmanuel Macron (con 23,86% dei voti) e Marine Le Pen (con il 21,43%) andranno al ballottaggio del 7 maggio per la conquista dell’Eliseo.  Al 97% delle schede scrutinate, oltre 2 punti, separano i due contendenti.
Circa l’80% dei francesi si sono recati a votare, ignorando la minaccia terroristica.
Il giovane centrista indipendente di En Marche! e la leader del Front National sono i due più votati al primo turno delle presidenziali francesi. Restano fuori il candidato della destra repubblicana, Francois Fillon (19,75%), e il leader della sinistra radicale Jean Luc Melenchon (19,45%), grande sorpresa della seconda parte della campagna elettorale. E’ sconfitta totale per i socialisti di Benoit Hamon (6,2%), che toccano il punto più basso della loro storia elettorale.
Per la prima volta nella storia della V Repubblica i due grandi partiti della tradizione politica francese, i socialisti appunto, e gli eredi della tradizione gollista, non arrivano nemmeno al ballottaggio. Gli osservatori sottolineano che l’elettorato ha così ‘rottamatoi partiti tradizionali   –come ampiamente previsto è stato un terremoto per i partiti tradizionali–  e ha puntato, invece, sui due outsider, il leader centrista mai passato per le urne che si presenta per la prima volta alle elezioni presidenziali con un suo personale movimento e che non ha alle spalle alcun partito, e la candidata di un partito, il Front National, che ha superato i 7 milioni di voti raggiungendo il picco assoluto della sua storia ultra ventennale.  Al secondo turno delle regionali 2015 le liste del Front National avevano totalizzato 6,8 milioni di voti. Al primo turno delle presidenziali 2012 Le Pen aveva raccolto 6,4 milioni di voti. Un risultato che sembrerebbe confermare le analisi della vigilia che rilevavano come, dopo due anni di attacchi terroristici che hanno segnato la Francia, la parziale riuscita della strategia dell’ISIS di rafforzare e radicalizzare il suo primo nemico, ovvero il Front National di Le Pen. Risultato che pare sia stato ottenuto soprattutto nelle ‘Francia periferica’, quella che secondo gli osservatori già nei mesi scorsi indicavano avrebbe fatto la differenza e che se non riuscirà imporre un suo candidato in questa tornata elettorale ci riuscirà alla prossima.

«Oggi si volta una pagina storica nella vita politica della Francia», ha esordito Macron commentando il risultato a caldo. «Il popolo francese si è espresso. E ha deciso di portarmi in testa al primo turno di queste elezioni. Sento l’onore e la responsabilità per questo». «Sarò un Presidente dei patrioti di fronte alla minaccia dei nazionalisti, spero di diventare il Presidente di tutti», ha aggiunto. Macron non ha citato Le Pen, ma ha sottolineato che «la sfida non è votare contro qualcuno, ma farla finita con un sistema che è stato incapace di rispondere ai problemi del nostro Paese negli ultimi 30 anni. La sfida è aprire una nuova pagina nella nostra storia in modo che ognuno possa trovare un posto in Francia e in Europa».
«Un risultato storico», ha commentato invece Le Pen, che ha ringraziato i suoi elettori e chiesto «ai patrioti francesi» di votarla al ballottaggio. Contro di lei si sono coalizzati i principali perdenti. La Francia repubblicana sembra fare quadrato contro il rischio di una vittoria della Le Pen, ad eccezione di Melenchon che non ha fornito indicazioni di voto.
A favore di Macron, da Hamon a Fillon, che hanno espresso chiaramente la loro posizione subito ieri sera, a Alain Juppé -che all’ultimo aveva deciso di non candidarsi-  si è già creato un fronte per evitare che l’ultradestra conquisti l’Eliseo. Secondo un sondaggio-lampo condotto dall’istituto Ipsos-Sopra Steria, Macron può vincere  il ballottaggio con il 62% dei consensi contro il 38% di Le Pen. Un altro rilevamento della IfopOpinion dà il candidato centrista di En Marche al 59% e la leader del Front National al 41%. Ma la partita è tutta da giocare, anche se da settimane oramai Macron viene indicato come il prossimo inquilino dell’Eliseo.

L’Europa -da Bruxelles alle principali capitali dell’Unione- intanto, tira un sospiro di sollievo. Da Angela Merkel a Jean-Claude Juncker hanno subito espresso il loro sostegno a Emmanuel Macron in vista del 7 maggio, quando il candidato indipendente e pro-europeo si troverà di fronte alla leader del Front National, Marine Le Pen. Lo scenario da incubo, quello di un ballottaggio tra due candidati anti-europei pronti a imboccare la strada della Frexit (l’uscita della Francia dall’Ue) è stato sventato. I leader europei sono fiduciosi che Macron l’europeista possa prevalere facilmente sulla nazionalista Le Pen.
Il Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, si è detto convinto che «anche la Francia, dopo l’Olanda, non avrà una guida anti-europea».
L’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, ha definito Macron «la speranza e il futuro della nostra generazione».
Nel ballottaggio che determinerà le sorti non solo della Francia ma anche dell’Europa, le famiglie politiche tradizionali dell’Europarlamento fanno blocco cancellando le loro divergenze. Secondo il capogruppo dei liberali all’Europarlamento, Guy Verhofstadt, il candidato di En Marche incarna «una Francia tollerante, ambiziosa e europea».  Il Presidente del gruppo dei Socialisti&Democratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, malgrado la ‘delusione’ per la disfatta del socialista Benoit Hamon, ha lanciato un appello all’unità di «tutte le forze democratiche al secondo turno per sbarrare la strada» a Marine Le Pen. Ringraziando il Republicain Francois Fillon, il popolare Manfred Weber ha chiesto a «tutti i democratici» di «unire i ranghi contro estremisti e populisti».
I mercati sembrano già aver subito reagito bene. L’euro si è dimostrato subito in rialzo sul dollaro sui mercati asiatici che hanno iniziato operare nella notte europea.

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