martedì, Agosto 4

Francia: Macron conquista l’Eliseo

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Si è incamminato per la spianata del Louvre, sotto la Piramide di Vetro, sulle note dell’ ‘Inno alla Gioia’. Questa è l’ immagine di Emmanuel Macron, il neo-eletto della Repubblica Francese, che tutto il mondo ha visto ieri sera. Il suo movimento En Marche ha conquistato il 66,1% dei voti contro il 33,9% raggiunto dal Front National di Marine Le Pen.

 

L’ astensione si è attestata al 25,44% mentre circa 3 milioni di elettori hanno votato scheda bianca (12%) e 1 milione sono stati i voti nulli. Macron è riuscito ad aggiudicarsi l’89,68% di consensi a Parigi, mentre la Le Pen ottiene la maggioranza solo in due dipartimenti: l’Aisne con il 52,91% e il Pas-de-Calais  con il 52,05%.

Oggi il nuovo Presidente e il suo successore si sono incontrati all’Arco di Trionfo, durante l’omaggio al milite ignoto, in occasione del settanduesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Il passaggio di consegne avverrà domenica, ma Macron ha già designato Berlino come meta della sua prima visita all’estero.

Ora si apre, però, la partita della scelta del Governo e delle prossime legislative. Per quanto riguarda la prima, si fanno già alcuni nomi come Sylvie Goulard al Ministero degli Esteri, al Ministero delle Finanze Jean Pisany-Ferry o Eric Lombard, capo di Generali France; per il posto di Premier, la scelta potrebbe ricadere, ad esempio, su Lione Gérard Colomb o il Ministro della Difesa uscente Jean-Yves Le Drian.

Di quanto accaduto in queste elezioni e di quanto potrà accadere di qui alle legislative di giugno lo chiediamo al Professor Jean Pierre Darnis, esperto di politica francese oltre che direttore del Programma Sicurezza e Difesa dello IAI (Istituto Affari Internazionali) e professore associato all’Università di Nizza Sophia-Antipolis.

 

Ha prevalso, nell’elettorato, la paura o la speranza?

Un po tutti e due. Non avrebbe vinto Macron se non avesse espresso un rifiuto molto netto alla politica potenziale del Front National di Marine Le Pen. Certamente lui ha raggruppato anche chi non lo aveva votato al primo turno. Ricordiamo che una parte importante di questi voti, quasi la metà, erano già presenti al primo turno ed erano già andati in modo molto più diretto e coerente su Macron, quindi rappresenta anche delle persone che hanno risposto in modo molto positivo alla sua piattaforma politica e che vedono in lui un pragmatico riformista che dichiara un’ azione critica con l’Europa che non si vedeva da tantissimo tempo.

E’ possibile affermare che Macron inauguri una nuova sinistra, che entusiasma i giovani e che riesce a non perdere di vista le proprie idee per inseguire il populismo e che come intendeva fare Giscard Estaing «mette d’ accordo due francesi su tre»?

Io penso che il suo collocamento possa dirsi di ‘centro’, magari più centro-sinistra che centro-destra, avendo fagocitato i socialisti, però è comunque centrista. E’ stato molto attento durante la campagna a bilanciare i sostegni di destra e di sinistra. Tra l’ altro vedremo poi con le legislative di giugno se lui riesce a raggiungere la maggioranza da solo o ha bisogno di accordi con altri, in particolare i socialisti o i repubblicani.

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