sabato, Luglio 20

Francia: Eurosatory, il mercato della guerra Il più grande salone del mondo dell'armamento e della sicurezza svolto a Parigi-Villepinte

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Eurosatory, il più grande salone del mondo dell’armamento e della sicurezza, che si è svolto dal 13 al 17 giugno a Parigi-Villepinte, è stato un successo. L’opportunità per i dittatori di tutto il mondo, accolti a braccia aperte da parte del governo francese, di rifornirsi di armi di ogni tipo. Per questa occasione, il centro espositivo di Villepinte in Seine-Saint-Denis ha accolto quasi 1572 espositori provenienti da 56 Paesi, 7018 visitatori provenienti da 151 Paesi sono venuti. La Francia è il quarto produttore di armi in tutto il mondo.

 

Paesi sotto embargo presenti

Solo gli Stati membri delle Nazioni Unite non soggetti ad embargo hanno il diritto di acquistare armi da guerra. Eppure la Russia, sotto embargo dal 2014 dopo la guerra in Ucraina, è presente alla fiera. Dodici stand russi, consapevoli e rispettosi dei vari divieti, sono venuti a promuovere i loro carri armati. Altri due Paesi soggetti ad embargo hanno preso posizione quest’anno alla fiera: l’Ucraina, installata di fronte agli espositori russi, e la Cina, la cui azienda Anhua Police offre i suoi strumenti di tortura vietati all’import-export. Presenti anche due società bielorusse.

Vietata la vendita, i produttori di questi Paesi soggetti a embargo hanno beneficiato effettivamente di un limbo giuridico. Infatti, le misure di embargo dell’UE non menzionano esplicitamente il materiale di promozione soggetto a divieto, consentendo la loro presenza a Eurosatory finchè non hanno materiale esposto. Sui banchi, miniature hanno sostituito gli armamenti.

 

Violazioni del diritto internazionale umanitario

Secondo il rapporto annuale della società di ricerca IHS Jane’s, i principali esportatori di armi nel 2015 sono gli Stati Uniti con 22,9 miliardi di dollari (quasi 20 miliardi euro), seguiti dalla Russia con 7,44 miliardi e la Germania 4,78 miliardi, che battono la Francia e i suoi 4,77 miliardi. «I maggiori esportatori di armi sono anche esponenti di spicco delle Nazioni Unite», ha detto Aymeric Elluin. «E sono gli stessi Paesi che sono anche responsabili di far rispettare la pace nel mondo…».

All’esterno, Nexter o MBDA hanno presentato i loro ultimi modelli. Entrambe le società erano state messe nel mirino da Amnesty International. L’organizzazione per i diritti umani infatti sospetta che questi due gruppi forniscano attrezzature per la coalizione militare sotto l’egida dei sauditi impegnati in Yemen, dove ha denunciato le violazioni del diritto internazionale umanitario.

E c’è anche il caso del gruppo francese Marck, che ha esposto la sua collezione di uniformi militari. L’industriale francese è accusata di aver pagato tangenti nel 2005 al capo dello staff della Presidenza del Gabon, Maixent Accrombessi, per ottenere un contratto del valore di 7 milioni di euro con il Paese africano. Sul catalogo Eurosatory non meno di 18 espositori sono presenti solo per la Slovenia, un Paese di 2 milioni di abitanti.

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