lunedì, Aprile 6

Francesco. Tanto per cambiare

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Francesco. Tanto per cambiare. Nel senso che per l’ennesima volta ci occupiamo di lui. Ma anche, soprattutto, nel senso che sta facendo tanto per cambiare struttura, animus e forsanche mission della sua Chiesa (cioè, sua… Diciamo in prestito dal Capo). Riportandola alla originaria prospettiva, cioè alla missione, termine assai caro alla Casa.

Ma ‘tanto per cambiare’ anche nel senso che per cambiare davvero ci vuole tanto. Sforzo. Impegno. Tempo. E tanta buona sorte. Fortuna. O, se vogliamo, aiuto dello Spirito Santo (sempre per rimanere nella terminologia della Casa). Quanto a sforzo ed impegno non abbiamo dubbi. Sul tempo speriamo, anche se in molti lavorano per lasciargliene il meno possibile. Per buona sorte e fortuna non dipende da noi. Quanto allo Spirito Santo non dipende neanche da lui (lui, Francesco), ché, per definizione soffia dove vuole. Insomma quello è un tipino abituato a farsi i fatti suoi, ed anche un po’ irritabile, visto che si sente un po’ sottostimato tra ‘Padre’ e ‘Figlio’ di cui si sta sempre lì a parlare, mentre di lui… Però all’ultimo Concistoro per l’elezione del Papa di Roma ha operato come meglio forse non si poteva, sempre che sia stato lui, come sarebbe doveroso per Statuto della Casa. Poi va a sapere.

Ma, intanto, assistito o no da lui, dallo Spirito Santo intendiamo, Jorge Mario Bergoglio procede spedito per la propria strada. Post Sinodo. Prime le sue nomine degli Arcivescovi di Bologna e Palermo, che secondo nostre attendibili fonti avrebbero radicalmente contribuito all’aumento dell’862 per cento dell’acquisto di Maalox presso la Farmacia Vaticana rispetto alla settimana precedente. Ora tocca operare al suo braccio destro (di Francesco, non dello Spirito Santo). Che quanto a lui (lo Spirito Santo, non Francesco) non sappiamo neppure se abbia un braccio destro. Nel senso di collaboratore fidatissimo. Quanto sull’esistenza di un braccio destro vero e proprio, con connesso polso, mano e dita, ci si sono scannate legioni di teologi medievali, forsanche con qualche conseguente decina di morti. Particolarmente rimarchevole la ‘quaestio’ se, avendo un braccio destro reale, lo Spirito santo lo avesse muscoloso o meno. E se, e di quanto, gli crescessero le unghie.

Ma, ritornando al dunque, il Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha nominato ai vertici della Fondazione Bambin Gesù, che gestisce l’Ospedale Bambin Gesù (fiore all’occhiello della Casa, ma anche crocevia di antichi e recenti loschi affari), anche l’ex pluridirettore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, e l’ex Presidente della Rai, Anna Maria Tarantola. La trasparenza più a volte proclamata, sino ad ora non c’era effettivamente stata, ma ora il Pontefice, assunti veramente i panni di ‘regnante e governante’ ha deciso, non a caso dopo il termine del Sinodo sulla Famiglia, di affermarla nel modo più reciso. Misericordiosamente stufo di simoniaci, corvi e tutto il resto del serraglio. E, dunque, davvero non ci sarà più trippa per gatti. Espressione, peraltro, di Ernesto Nathan, Sindaco massone della Roma postunitaria di fine ‘800, che appreso come nei bilanci comunali fosse prevista la voce ‘Trippa per gatti’, destinata ai felini che venivano tenuti in loco per eliminare i topi proliferanti negli uffici capitolini… E, quindi, niente più trippa per i gatti che avrebbero dovuto essere invece ben affamati per compiere il proprio dovere. Così niente più trippa, in Vaticano, per chi ha mangiato a quattro palmenti ove doveva mantenere un rigore, non si pretende francescano (sia nel senso dell’umbro che del rioplatense), ma almeno dignitoso. Di chi ha, forse, distratto fondi del Bambin Gesù per ristrutturazioni di appartamenti ed attici. Del resto, come dice il Francesco di Vauro su il Fatto Quotidiano, al bambino Gesù, quello vero, basta una grotta…

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