giovedì, Aprile 25

Forum economico eurasiatico: tanta voglia di Russia! Record di presenze per le imprese italiane al summit che si terrà tra oggi e domani a Verona e che molto potrebbe dire sul futuro delle relazioni Italia-Russia

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C’è tanta voglia Russia: così si potrebbe sintetizzare il modo in cui l’imprenditoria italiana sembrerebbe tornata ad approcciarsi ad un mercato che nel triennio 2013-2016 era stato colpito duramente e che ha ritrovato nuova attrattività. Questo almeno è quel che appare all’avvio del Forum economico eurasiatico di Verona in programma oggi e domani nella città veneta.
L’analisi sulle cause di quella crisi, e le idee per uscirne, sono state il vero leitmotiv del Forum Eurasiatico di Verona tenutosi lo scorso anno, e gli studi portati avanti dall’Associazione Conoscere Eurasia, presieduta da Antonio Fallico, non lasciavano spazio all’immaginazione.
I dati che emergevano rendevano conto di un interscambio commerciale tra Italia ed area Eurasiatica passato da 36,2 miliardi di euro, a 20,1 miliardi: a perdere, sul fronte delle esportazioni, in primis il Nord-Est (-1,7 miliardi di euro) e il Nord-Ovest (-1,6miliardi di euro), che assieme rappresentano l’80% delle vendite verso l’Unione Economica Eurasiatica (UEEA), comprendente Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan.

Il Forum di quest’anno invece registrerà uninversione di tendenza in questo senso.
Il summit che tra oggi e domani porterà a Verona oltre 60 speaker tra Ministri, politici e top manager italiani, europei ed eurasiatici, si aprirà avendo alle spalle un interscambio Italia-UEEA che nei primi 8 mesi di quest’anno è cresciuto del 22,7%, quasi 1 miliardo di euro in più rispetto al pari periodo 2016. E l’interesse per il business italiano in quell’area che sembra essere tornato ai livelli pre-2013, come testimoniato dalle presenze record di imprese presenti al Forum, oltre 1.000 (+75% rispetto al 2016).

L’economista gesuita Luciano Larivera, quest’anno tra i moderatori ad una delle sessioni dell’evento, riconduce questo rilancio ad una ripresa generalizzata dell’economia russa nel suo insieme, aumentando potere d’acquisto ed entità degli investimenti. A conferma delle recenti analisi che smentiscono che il crollo dell’export italiano verso la Russia sia da attribuirsi alle sanzioni, e dipenda invece dalla crisi interna all’economia russa.
Allo stesso tempo anche il sistema imprenditoriale italianocapisce sempre più che deve aprirsi all’estero perchè il mercato interno attualmente è piuttosto piatto“, essendo attratta dal ruolo che la Russia potrà avere nei prossimi anni anche nella prospettiva di una nuova Via della Seta. Per Larivera vi è la “sensazione che si debba cercare di stare uniti in questo momento“, sfruttando anche alcuni “cambiamenti avuti nell’ultimo anno sotto forma di incentivi per il commercio estero“.

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