martedì, Settembre 29

Filippine: fine della battaglia per Marawi. Ma con l’ISIS? La popolazione prova a tornare alla normalità, che comporta anche lezioni ai bambini su come riconoscere ed evitare le mine e le armi inesplose

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Si è conclusa nel Sud delle Filippine la battaglia ingaggiata da cinque mesi, e costata la vita a più di mille persone, contro i miliziani islamisti affiliati all’Isis. Liberata finalmente Marawi, all’interno Regione autonoma nel Mindanao musulmano, come ha confermato il presidente Rodrigo Duterte. In realtà i combattimenti ancora continuano, sia pure sempre più sporadici.

«Ora inizia la riabilitazione», ha dichiarato Duterte in un discorso pronunciato davanti ai militari nella città. Ma, come ha fatto notare a ‘Vatican Insider Eliseo Mercado, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, che guida l’Institute for Autonomy and Governance nella Notre Dame University, a Cotabato City, «resta una questione aperta: la presenza dell’islamismo radicale di matrice wahabita nelle Filippine del Sud».

Ora che Marawi è stata liberata, rileva Mercado, inizia una sorta di battaglia delle idee: «L’estremismo violento contro il rispetto e la costruzione della pace e del bene comune; il radicalismo islamico contro il dialogo, la convivenza e un modello sociale inclusivo. Per vincere questa competizione, urge un approccio olistico, non solo manu militari. Urge soprattutto che, nelle aree a maggioranza musulmana dell’isola di Mindanao, il governo lavori alacremente per l’istruzione, l’occupazione, lo sviluppo economico, lo sradicamento della povertà, la costruzione di strade, ospedali e infrastrutture. Solo così sarà possibile togliere terreno alla propaganda dell’Isis, finanziata dai petroldollari, e indebolire l’influenza dei gruppi radicali sulla popolazione musulmana di Mindanao».

Fondamentale sarà quindi la piena inclusione e integrazione delle comunità islamiche nella società filippinain modo da strapparle dall’emarginazione e dalla povertà, che le consegnano nelle mani dei jihadisti dell’Isis. Altro passaggio chiave l’approvazione della Bangsamoro Basic Law, la legge che istituisce una nuova regione autonoma musulmana. Nel dicembre del 2015 la bocciatura, ma ora come non mai il sì sembra davvero inevitabile, se non si vuole ricominciare con l’ondata di violenze degli estremisti.

Intanto la popolazione prova a tornare alla normalità, che comporta anche lezioni ai bambini su come riconoscere ed evitare le mine disseminate nella zona e le armi inesplose.

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

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