sabato, Maggio 25

Fesserie e buffonate di un Governo sempre più uguale … agli altri Le buffonate dei politicanti e di coloro che danno loro corda: dal figlio di Foa e al pallino delle lingue, al non-obbligo di vaccinare, passando per Putin e Mattarella

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Sempre lo stesso, che mancanza di fantasia, che noia, che politicanti da strapazzo, che giornalisti bolsi; sempre lo stesso. Tre cosette scelte a caso negli ultimi giorni, per chiarire lo ‘sfogo’: alcuni miei ‘estimatori’, infatti, sostengono che io ce l’abbia con questo Governo.

Le lingue

Da quando una serie di politicanti, in particolare Ministri della Università -che di scienza umanistica e non nulla sa- ha deciso di stabilire che ‘sapere’ le lingue (non conoscere, troppo difficile) è ‘prova’ di sapienza e di bravura, anche sulla base dei suggerimenti di un ceto di burocrati capaci solo di scimmiottare, non capire, ciò che accade altrove per trasformarlo in moduli, formulari, schemi, valutazioni, classificazioni, e chi più ne ha più ne metta, ‘sapere’ le lingue è diventato un obbligo, perfino decisivo per acquisire un posto di lavoro! Anzi un ‘must’, una premessa indispensabile. Sorvolo sulle conseguenze, specie nell’Università, perché mi si attorcigliano le budella.

Solo per autofustigarmi: ho scoperto ieri per puro caso, dato che mi hanno messo in pensione perché ‘vecchio’ che, avendo cambiato i nomi a tutto -per cui ad esempio non esistono più le Facoltà, quelli che abbiamo sempre chiamato corsi di perfezionamento ora si chiamano Master (un ‘must’ anche questo) e sono gestiti da un collegio di docenti, che ha cambiato nome e ora si chiama …  Faculty! Questa non è cultura, è provincialismo becero.

Bene, lasciamo correre mi sono fatto trascinare dall’antico amore, ma uno degli effetti di questa buffonata, è che se ‘sai le lingue’ sei un genio, se non le sai (cioè: nessuno afferma che le sai!) sei un fesso. Cito dai giornali: il figlio di Foa, che è stato assunto a lavorare per Salvini, è trilingue (altrove si dice solo che parla tre lingue) e ha un Master e per di più è laureato alla Bocconi (altro ‘must’ un po’ meno must di quello, diciamo un ‘more’ … per chi ‘sa’ le lingue!) quindi nulla di scandaloso che sia nello staff di Salvini! Chiaro? Logico, vero? Il Foa piccolo, dunque, ha due must’ e unmore’, quindi può benissimo lavorare per Salvini.

Orbene: ci sono centinaia di migliaia di persone come il figlio di Foa o quella (mi pare sia femmina) della Fornero. E allora che c’entra con l’incarico di Salvini? Nulla, perché la domanda corretta, in qualunque Paese serio, sarebbe stata: Salvini ha utilizzato soldi pubblici per assumere il Foa piccolo? Se sì e non ha fatto una scelta pubblica e ‘opponibile’   -un concorso, insomma- ha fatto malissimo. Ma se si tratta di cosa privata, sono fatti suoi… beh, non proprio a dire il vero. Sì, perché (quante volte lo stesso Salvini, Di Maio, Grillo, perfino Casaleggio lo hanno detto in favore di telecamera!) il punto è chenon è belloconstatare che la prima cosa che fa (o che viene fatta fare, non so) ad uno addirittura solo aspirante uomo di potere è trovare un posticino al figliolo … per carità, legittimissimo, ma tu guarda i casi della vita! Sigg. Salvini, ecc.: mio figlio, mia figlia, mia moglie, cinque miei nipoti e io stesso, abbiamo Master, lauree, conosciamo lingue a gogo: siamo qui! Ci conto.

Il Russiagate. Direte, che c’entra? Niente, ma anche questo è un ‘topos’ (Salvini chieda a Foa la traduzione): ogni dieci minuti c’è un complotto organizzato personalmente da Vladimir Putin dal suo lettone (copia perfetta di quello di Berlusconi) a favore o contro questo e quello: Trump, Merkel, Macron, Erdogan, Assad, Rohani e ora … Salvini, anzi Savona! Ve lo immaginate, Putin, impegnato sul lettone con la Ucraina dell’est di turno a discutere di politica internazionale e a farle ammirare gli stivali nuovi, si apre la porta, entra Dmitrij Anatol’evič Medvedev e grida «Vladimir Valdimirovic  -tra di loro si danno del tu-  qua c’è il problema Savona» e Putin scatta in piedi, chiama il KGB e dio sa che succede! Guarda caso: in perfetta contemporanea con il famoso tweet di Di Maio anti-Mattarella … Ah, lo abbiamo scoperto: è lui, Di Maio, che ha denunciato Mattarella a Vladimir Vladimirovic Putin: Di Maio non gli dà del tu!

La reazione di Putin è stata, infatti, fulminante. 400 profili fasulli di Facebook o Twitter o quel che è, che chiedono le immediate dimissioni di Mattarella … e lui, terrorizzato, chiama i Corazzieri, gli fa lucidare le sciabole, scende in cantina … Ma insomma, si può cercare una volta di essere seri?

Ipocrisia. Di nascosto, poi la cosa non ha funzionato, si è inserita, nel decreto milleproroghe (solo in Italia si può concepire una cosa simile) una norma per cui l’obbligo di certificazione della avvenuta vaccinazione è rinviato di un anno. Lo scopo è evidente, e infatti Di Maio acutamente lo ribadisce: «noi siamo favorevoli ai vaccini ma non alla obbligatorietà», chiaro no? Beati voi. La furbata, perché di una furbata si tratta, è che, se non devi dare il certificato, puoi anche allegramente non vaccinarti, andando così incontro alla volontà becera degli ignoranti numerosi che votano 5S e Lega, senza scontentare troppo gli altri. Solo che se l’effetto (è quello che si vuole mi pare) sarà che alcuni bambini non saranno vaccinati, si metterà in pericolo la salute degli altri e siccome non ci sono i certificati, uno manco lo può sapere e magari il proprio bambino si ammala. Ma no, strilla il Ministro, noi abbiamo solo rinviato l’obbligo di certificazione. Come si chiama questo comportamento?

Solo una piccola nota da giurista: fare i furbi è divertente e produttivo elettoralmente: pensate all’assurdità di sopprimere il redditometro e gli studi di settore … per ridurre la burocrazia! . Però, se è rinviato solo l’obbligo di certificare, resta l’obbligo di vaccinare, per cui, un interessato, potrebbe chiedere non solo i danni ai genitori del non vaccinato (quanto meno per la necessità di cambiare scuola), ma denunciarli penalmente sia per il pericolo determinato, sia per la mancata notizia della assenza di vaccinazione. Coraggio avvocati, tocca a voi!

Alcuni miei ‘estimatori’, come dicevo, affermano che io sono astioso verso questo Governo. A me non pare: queste a altre fesserie io le sottolineo, certo, ma sono loro che le fanno!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.