mercoledì, Agosto 12

Felipe VI guarda alla Catalogna, ma anche ben oltre Il re di Spagna parla alla Nazione accusando il Governo catalano di aver violato la Costituzione e ignorando l’effetto Catalogna

0
1 2


Nel corso della giornata la grande manifestazione originata dallo sciopero generale che ha portato in strada a Barcellona 700mila catalani, non solo (o forse non tanto, come sostengono alcuni osservatori) per chiedere l’indipendenza, ma per rifiutare il concetto di Stato e di democrazia di Madrid andato in scena lo scorso 1° ottobre, per protestare contro le violenze e gli abusi commessi dalla Polizia il 1 ottobre. Poi, alle 21, il discorso alla Nazione di re Felipe VI, rimasto in silenzio per tutte queste travagliate settimane.

Prima che il re parlasse, il Governatore catalano, Carles Puigdemont, alla ‘Bbc’ aveva confermato che la dichiarazione di indipendenza della Catalogna arriverà presto, ma aveva spostato in avanti l’orologio, inizialmente puntato sulla giornata di oggi 4 ottobre, «è questione di giorni» aveva detto, affermando che il suo Governo «agirà alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima».

Re Felipe, che aveva incontrato il premier Mariano Rajoy nel corso della giornata per un confronto sulla situazione, ha difeso l’unità nazionale accusando le autorità di Barcellona di «slealtà» e «irresponsabilità», di aver «violato la Costituzione e lo Statuto dell’Autonomia» in modo «reiterato, cosciente e deliberato», e messo «a rischio l’identità sociale della Catalogna e di tutta la Spagna». «Hanno cercato di rompere l’unità della Spagna e la sovranità nazionale. Che è il diritto di tutti gli spagnoli a decidere democraticamente sulla vita in comune», ha detto Felipe. «Con le loro decisioni hanno colpito in modo sistematico le norme approvate legalmente e legittimamente, dimostrando una slealtà inammissibile per poteri dello Stato».

«Oggi la società catalana è fratturata e frammentata», ha sostenuto il re, consapevole di avere dalla sua i numeri, quelli dei sondaggi che restituiscono una società spaccata in due, e quelli delle urne del ‘non-referendum’, che dicono chiaramente che una minoranza -per quanto in crescita dal 2014- ha aderito all’invito dei separatisti di recarsi a votare,   «Stiamo vivendo momenti molto difficili per la nostra vita democratica», «ma li supereremo. Sono momenti molto complessi, ma andremo avanti», ha proseguito il re, forte del fatto che oggi in Catalogna una minoranza -con una poderosa operazione immagine e comunicazione tenta dispacciarsimaggioranza, anzi, totalità del popolo catalano.

Correlati:

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore