venerdì, Agosto 23

Facebook lancia la sua criptovaluta Il social network avrà il 'suo' bitcoin

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Dopo settimane di voci circa le caratteristiche che avrebbe assunto la nuova criptovaluta targata Facebook, il ‘Wall Street Journal’ ha svelato numerosi dettagli in più in merito alla vicenda. Stando all’autorevole quotidiano finanziario, infatti, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg si era prefissa l’obiettivo di rastrellare sul mercato circa un miliardo di dollari per sviluppare il progetto, riuscendo nell’arco di poco tempo a coinvolgere non solo giganti dell’alta tecnologia e della finanza quali PayPal, Uber, Spotify, Ebay, Iliad, Visa e Mastercard, ma anche il famoso sito di prenotazione viaggi online Booking e il portale argentino dell’e-commerce Mercado Libre. L’elenco dei soci non è stato ancora completato, ma sono in molti a ritenere che finirà per comprendere altre imprese di grande prestigio. Le quali, oltre ad investire circa 10 milioni di dollari a testa, si costituiranno assieme a coloro che hanno già dato la propria adesione nel cosiddetto Project Libra.

Vale a dire un consorzio in cui tutti i partecipanti godranno di un diritto di voto, tranne Facebook che ne avrà due; uno direttamente riconducibile al social network e l’altro alla controllata Calibra – da ciò si evince che il core business di Facebook rimarrà separato dalla critpovaluta. A Libra verrà quindi affidata la gestione della nuova divisa digitale, che Facebook intende agganciare a un paniera che raggruppa le tradizionali monete internazionali al fine di assicurarne la stabilità ed evitare spiacevoli inconvenienti in cui si sono imbattute molte delle principali criptovalute. È il caso di bitcoin, il cui valore ha conosciuto un andamento fortemente ondivago a partire dal 2017.

L’idea dei promotori del progetto è quella di sviluppare una criptovaluta scambiabile tra gli utenti e utilizzabile per effettuare acquisti online anche direttamente dalla piattaforma Facebook, che a quanto pare ambisce a ritagliarsi un posto di rilievo nell’Olimpo dell’e-commerce, dominato – per il momento – dal super-colosso Amazon. Il che depriverebbe la nuova divisa digitale della connotazione fortemente speculativa che caratterizza le principali critpovalute in circolazione, che non a caso vengono impiegate in larghissima parte da investitori particolarmente avvezzi al rischio.

Per Zuckerberg e i suoi collaboratori, la moneta digitale targata Facebook trarrà linfa vitale dalla sterminata platea di utenti (quasi 2,5 miliardi di persone) su cui può contare il social network, parte non irrilevante dei quali non ha accesso al sistema bancario perché gravato da costi eccessivi. Per tutte queste persone, Libra rappresenterebbe un’alternativa a basso costo, trattandosi di una valuta dal valore stabile e globalmente accettata, utilizzabile in qualsiasi ambito e, almeno in prospettiva, dotata di forte supporto a prodotti finanziari quali prestiti, mutui e finanziamenti. Il che concorre a spiegare il forte interesse verso Libra espresso da colossi della finanza quali Visa e Mastercard, i quali intendono evidentemente cogliere tutte le opportunità offerte dalle nuove forme di pagamento. Per il momento, tuttavia, Facebook intende limitare l’impiego della criptovaluta al trasferimento di denaro tra una persona e l’altra, specialmente nelle parti del mondo più povere.

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