domenica, Novembre 29

Facciamo un gioco, oggi parliamo di Giovani Cosa sono tutte queste mitiche opportunità di sviluppo, di crescita e di lavoro destinate direttamente ai giovani? Fosse ‘giovanilismo’? Ovvero la più potente arma di distrazione di massa che da sempre e dovunque sia mai stata messa a punto dall’uomo

0

Man mano che passano gli anni sempre di più scopro di essere un giovane vecchio che, come per tutti i miei coetanei, da sempre ed a tutte le latitudini è stato il destinatario del messaggio storico che spiega quanto i ‘vecchisi prendano cura deigiovani’, progettando per loro tutte le possibili opportunità che possano essere d’aiuto per la loro crescita e per il loro sviluppo sociale e lavorativo.

Al netto di tutte le questioni e di tutte le valutazioni economiche, sociali e politiche incentrate sull’argomento ‘giovani’, sin dalla comparsa delle prime forme di vita su questo pianeta (e non si può escludere che la cosa abbia avuto inizio sin da prima del momento della Creazione), essendo per l’appunto un giovane vecchio (ovvero uno che è stato giovane e che per il naturale svolgimento della vita ora anagraficamente non lo è più ), come tutti i miei coetanei, ho vissuto in prima persona questi progetti rendendomi conto che, tralasciando alcuni casi particolari, più che per i giovani, questo impegno profuso da ha plasmato un nuovo soggetto: ilgiovanilismo’. Una forma di filosofia sociale e di stile di vita di massa che, a prescindere dall’età del soggetto ‘giovanile’, rappresenta forse la più potente arma di distrazione di massa che da sempre e dovunque sia mai stata messa a punto dall’uomo. E non bisogna essere dei profondi cultori della letteratura per accostare a questa constatazione una delle frasi più famose di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che nel suo romanzo ‘Il Gattopardo’ faceva dire ad uno dei personaggi: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».

Infondo, studiando la lingua italiana si comprende bene come i due post-fissi , ‘ismo’ ( ad esempio ‘giovanilismo’, ma anche, e per non fare torto a nessuno, ‘comunismo’, ‘fascismo’, ‘socialismo’, ‘dirigismo’, ‘paternalismo’ etc. etc. ) ed ‘ieri’ ( ‘vacanzieri’, ‘biscazzieri’, ‘finanzieri’, etc. etc. ) diano al concetto principale un valore comunicativo negativo e spesso dispregiativo.

Ecco, citando nuovamente ‘Il Gattopardo’, «il cambiamento e l’accettazione del cambiamento» sono proprio i punti critici delgiovanilismo’. E volendo menzionare un semplice e recente esempio scelto tra le migliaia di notizie che ogni giorno ci piovono addosso, quasi a formare una cortina fumogena che renda sbiaditi i contorni dei concetti essenziali , un paio di giorni or sono a Trieste anche il nostro Presidente della Repubblica ha speso molte parole in merito, augurandosi che le Istituzioni provvedano a garantire ai giovani tutto il loro appoggio, finalizzato alla crescita ed al loro ingresso nel mondo del lavoro, soprattutto in campo scientifico e tecnologico.

A questo punto e per prima cosa ci si dovrebbe chiedere, stanti le attuali disposizioni che in Italia regolano tutti i rapporti di lavoro, quanto il mercato del lavoro sia in grado di assorbire queste nuove competenze.
Non dimentichiamo il disastro provocato in passato dall’infausta introduzione delle cosiddette ‘Lauree Brevi’, che permisero di amplificare in modo esponenziale sia il numero e gli argomenti di questi nuovi corsi universitari, e sia corpi docenti (fu un pannicello caldo per tenere a freno le migliaia di laureati convenzionali che erano in ‘panchina’ in attesa di essere assorbiti dall’istituzione universitaria), finendo poi per sfornare una pletora di giovani portatori più o meno validi di conoscenze di difficile posizionamento nel tessuto economico, ma di sicuro interesse per quanto riguarda il pur difficile accesso ai pubblici impieghi … In pratica lo spostamento di una pletora di giovani da una panchina ad un’altra, in attesa che finalmente smettano di essere giovani … Il tutto in una società globalizzata al limite del distopico, dove il vero fine sembrerebbe quello di creare frustrazione e ribellione più che realizzazione personale e sociale …

In pratica cosa sono tutte queste mitiche opportunità di sviluppo, di crescita e di lavoro destinate direttamente ai giovani? Il mercato del lavoro richiede competenze specifiche e sempre più approfondite (uno slogan pubblicitario recitava ‘Fatti e non parole’), e non avendo a disposizione una pozione magica che trasformi in qualche mese un profano in un fisico nucleare di vasta e profonda conoscenza ed esperienza, alla maggior parte dei provvedimenti adatti a sviluppare queste competenze vengono associati dei provvedimenti che assicurino anche un minimo di supporto vitale che permetta ai ‘giovani’ di svolgere il percorso di formazione, senza però che alla fine di tale percorso esista la ben che minima garanzia che tutti possano trovare uno sbocco professionale adatto a loro.

In lontanissimi tempi non sospetti, un famoso politico italiano, ancora oggi attivamente presente sulla scena pubblica , discutendo di quella che allora veniva definita ‘new economy’, disse “ …, si , d’accordo, la new economy rappresenterà una grande opportunità per i nostri giovani (i nati tra il il 1980 ed il 2000), ma alla fine qualcuno dovrà pure produrre anche il il salame…” . Ecco, dopo 40 anni siamo sempre nella stessa situazione, disponibilità di formazione nei più svariati campi, legittimo desiderio di tanti e spesso meritevoli giovani nel far funzionare l’ascensore sociale, ma scollamento totale tra offerta e domanda, che porta inevitabilmente al naufragio tutte le istanze positive profuse sia dall’Istituzione e sia da chi ha creduto nell’Istituzione .

L’Istituzione, soprattutto a causa dei suoi continui cambiamenti di indirizzo politico, non ha mai(potuto) pianificare, e men che meno attuare, delle linee guida a lungo termine in grado di plasmare in qualche modo (il famoso slogan ‘qualunque cosa ma fatela!’ ) i traguardi e l’assetto futuro di tutta una Nazione, pur avendo a disposizione tutte le risorse necessarie, passando ieri dall’industria pesante ad oggi con l’economia ‘green’.
Al contrario, il sistema operativo di base dell’Istituzione politica (la burocrazia) ha contestualmente provveduto ad occupare spazi sempre più ampi che le hanno permesso di concepire ed attuare delle modalità di approccio e regolatorie sempre più complesse, tali di fatto da annullare le annunciate disponibilità economiche e strutturali destinate allo sviluppo.In pratica, da una parte chi si appunta una medaglia sul petto per aver ideato, messo a punto e finanziato una o più soluzioni ‘magiche’ ed innovative atte a risolvere con sicurezza la cronica carenza di lavoro, e dall’altra un sistema di protezione che agisce in modo da dover spendere il meno possibile meglio se nulladi quanto promesso, salvo che non faccia comodo al sistema stesso, e di questi esempi di opere e interventi -a volte per molte ragioni azzardati- iniziati e mai terminati è disseminato tutto il nostro Paese (e non me ne voglia il Prof. Sgarbi che ammiro per essere uno dei maggiori conoscitori dell’Arte della sua storia e che per altro non vi ha mai partecipato, ma un approfondimento sulla ricostruzione post-terremoto della Valle del Belice e di Gibellina -sia nuova che vecchia – e di Salaparuta ne sono un esempio lampante) .

A questo punto non stupisce che per molti versi ci si trovi oramai davanti a quello che molti dopo Toqueville hanno definitodittatura delle minoranze’, ovvero piccoli gruppi sociali di ogni età, tipo, filosofia e colore che si aggregano e che, per loro sfortuna non avendo altri impegni, possono quanto meno riversare tutte le loro energie su di un solo argomento sino a prenderne la guida ma purtroppo- in un modo mai coordinato tra loro, salvo poi valutarne i risultati sul campo in termini reali .

Solo un piccolo accenno ad una nuova iniziativa appena lanciata dalla piattaforma digitale di uno del maggiori colossi del web. Su tale piattaforma viene offerta una incredibile varietà di corsi formativi digital-correlati praticamente gratuiti, tutti destinati all’implementazione nel giro di pochi mesi (in genere sei mesi) di competenze che spesso non esistono ancora nell’economia reale ma che nell’intenzione dei promotori potranno essere il lavoro del futuro per molti … ammesso e non concesso che tutto fili liscio, altrimenti avremo sprecato altre risorse ed illuso altri giovani soggetti con tutte le reazioni secondarie immaginabili …
Nel frattempo se qualcuno dovesse avere la sventura di perdere anche solo una delle chiavi di casa si accorgerà che il conto del fabbro, se pur correttamente fatturato, sarà giustamente correlato alla sua professionalità pratica, ma sicuramente devastante per il portafoglio di chi ha perso la chiave … Vale sempre il meccanismo della domanda e dell’offerta di beni reali … e solo Dio sa di quanto abbiamo (e non ‘avremmo’) bisogno di un sano bagno di realismo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore